Le 5 novità automobilistiche più interessanti in arrivo nel 2021

Il 2020 non è stato un anno facile per l’automobilismo, tra crollo delle vendite, riduzione del numero di competizioni e introduzione di nuove, stringenti normative sulle emissioni, necessarie considerata la situazione attuale, ma che rappresentano una sfida per le Case.

Per il 2021, però, il mondo dei motori è pronto a ripartire, con una schiera di auto da sogno che ci dimostrano che la passione, quella sincera, vince su tutto.

Toyota Yaris GR

Dal team vincitore della passata stagione del Mondiale di Rally nasce una compatta sportiva a trazione integrale con le carreggiate allargate, per omologare nel WRC un mostro ancora più performante.

Viene quindi naturale definirla “Deltone giapponese del 2020”, ossia una traduzione in chiave moderna ed orientale del concetto alla base della pluri-campionessa dei Rally.

I numeri sono qualcosa di completamente inedito per una segmento B: 261 CV, 360 Nm di coppia, 0-100 in 5.5 secondi e rapporto peso/potenza di 4,9 kg/cv.

L’auto è stata fortemente voluta dal presidente di Toyota, che, dopo aver sviluppato la GT86 in collaborazione con Subaru e la Supra con BMW, sognava di realizzare una sportiva con i soli mezzi della Casa giapponese.

Dietro a quest’auto, si celano coraggio, genio e follia: gli ingegneri si sono presi dei grandi azzardi, in primis l’impiego di un propulsore a tre cilindri, che, escludendo l’esotica Koenigsegg Gemera, è il più potente mai montato su un’auto di produzione. Renderlo così performante senza comprometterne l’affidabilità e mantenere nel contempo bassi i consumi è stata una notevole sfida ingegneristica.

Per mantenere la Yaris GR attaccata all’asfalto anche nelle curve più veloci, sono state montate quattro sospensioni indipendenti, le anteriori con schema MacPherson e le posteriori a doppio braccio oscillante, abbinate a due differenziali a slittamento limitato Torsen.

La potenza viene generalmente ripartita alle ruote motrici con schema 40/60, che diventa 30/70 in modalità sport e 50/50 in modalità “track”, per poter correre anche in condizioni di scarsa aderenza.

L’unica nota dolente della GR è il prezzo: raccontare a qualcuno che di auto non se ne intende di aver appena speso 40.000 € per una Yaris a tre porte con un 3 cilindri potrebbe suscitare ilarità, ma bisogna tenere conto dell’aumento dei prezzi delle auto: una Ford Fiesta ST, con un 3 cilindri da 200 CV, trazione anteriore e ponte rigido al posteriore costa 33.000 €, una Abarth 595 può costarne anche 35.000, una Mini GP, più accattivante esteticamente, ma meno brillante, 50.000.

A livello assoluto è quindi una cifra molto alta per un’automobile, ma considerando la tecnica e la tecnologia di cui è dotata, non ha rivali nel mercato del nuovo in quella fascia di prezzo.

Subaru BRZ

L’arrivo della Subaru BRZ nel 2013 ha generato grande entusiasmo tra gli appassionati di tutto il globo: finalmente era nata una sportiva ad un prezzo accessibile con trazione posteriore e cambio manuale, quasi un’alternativa “coperta” alla sempreverde Mazda MX-5.

Con la seconda generazione, Subaru non ha alterato la ricetta segreta, limitandosi ad evolvere i dettagli migliorabili della scorsa generazione, motore in primis.

Al momento (Novembre 2020) pare che l’unica motorizzazione disponibile sarà un 2.4 boxer quattro cilindri da 230 CV e 250 Nm di coppia aspirato, andando a smentire per il momento i vari “rumors” che circolavano riguardo una versione turbocompressa da 280 CV.

La potenza non è l’unico ambito che è stato migliorato: la rigidità torsionale è stata implementata del 50%, lo sterzo è stato reso più diretto, il baricentro più basso, il tutto per rendere l’esperienza di guida ancora più piacevole.

Anche il design riflette la filosofia di questo aggiornamento: le proporzioni sono le stesse, ma il muso ed il retro sono più raffinati, ed hanno un gusto quasi esotico.

C’è però un problema: al momento, non è prevista l’esportazione in Europa. Bisogna attendere il lancio della Toyota GR86.

Maserati MC20

La storia di Maserati è un costante oscillare tra alti e bassi, tra auto “azzeccate” e momenti di difficoltà, ma dal 2021 quasi certamente la Casa di Modena troverà la propria strada e potrà finalmente stabilizzarsi, imponendosi come marchio di lusso ai vertici della nuova alleanza PSA-FCA, chiamata Stellantis.

Il progetto della MC20 dimostra infatti che questo marchio ha ancora molto da dare all’automobilismo, iniziando da una supercar con monoscocca in carbonio e V6 in posizione centrale con precamera di combustione, soluzione derivata dalla F1, novità assoluta per una stradale.

Per questo genere di auto, i numeri sono importanti: 630 CV, 730 Nm, 0-100 in meno di 3 secondi, 1.470 kg e velocità massima di 325 chilometri orari. Cifre che da sole giustificano il prezzo, che si aggirerà tra i 200 ed i 300 mila euro.

L’auto è stata progettata in collaborazione con Dallara, non solo per quanto riguarda il telaio, derivato da quello della 4C (ma guai a definirla “4C ricarrozzata”, non lo è), ma anche nella carrozzeria, le cui morbide forme sono state scolpite dal vento di una delle prime gallerie del vento d’Europa.

Oltre alla versione prevista per il 2021, spinta dal V6 Nettuno, saranno lanciate altre varianti, una roadster ed una MC20 completamente elettrica, ancora in fase di sviluppo, per la quale Maserati promette un sound unico.

BMW M3 e M4

La berlina sportiva per antonomasia si reinventa per la quinta volta, scatenando un grande clamore mediatico sia per l’estetica, volutamente esasperata, sia per le specifiche tecniche, fedeli alla storia della M3.

Monta un 3.0 6 cilindri in linea posizionato longitunalmente che sprigiona 480 CV e 550 Nm di coppia nella versione “standard”, e 510 CV e 650 Nm nella “Competition”, variante proposta anche con la trazione integrale, con un sistema derivato dalla M5.

Anche stavolta alla M3 berlina è stata affiancata una tre porte, denominata M4 seguendo la nuova filosofia BMW che affida numeri pari alle coupè. Il prezzo tra le due vetture sarà molto simile: partiamo da 95.000 euro per la M3 berlina e arriviamo a 101.000 per la M4 Competition.

Con questa generazione BMW strizza l’occhio più agli appassionati di track-day che ai pendolari dell’Autobahn, proponendo una lunga lista di accessori (alcuni a pagamento) votata a rendere migliori le prestazioni in pista dell’auto ed a plasmarla in base allo stile di guida del conducente.

Entrambe saranno infatti dotate di un controllo trazione regolabile su 10 livelli differenti, un sistema sterzante a rapporti variabili ed un pedale del freno dalla corsa personalizzabile, mentre tra gli optional troviamo cerchioni da 20″ e sedili sportivi con guscio in carbonio.

Nissan 400Z

Dopo aver lasciato per 11 anni a listino la 370Z senza sottoporla ad aggiornamenti, Nissan ha ricominciato a credere nella “magica” Z, presentando una concept che anticipa le linee della futura 400Z, la quale verrà commercializzata nel 2021.

Secondo molte fonti, a muoverla sarà un V6 turbocompresso, non il “cuore” rombante della GT-R ma piuttosto un propulsore derivato dall’alta gamma di Infiniti, da 360-400 CV.

Gli interni sono un notevole balzo in avanti rispetto a quelli della 370Z, una delle ultime auto ad essere venduta senza alcuno schermo nel cruscotto, e le immagini circolate mostrano che verrà proposta con cambio manuale a 6 rapporti, anche se considerando i mercati in cui verrà venduta, è certo che questa trasmissione coesisterà insieme ad un sequenziale.

La nota dolente di quest’auto, come nel caso della BRZ, sono appunto i mercati: Nissan, così come Subaru, ha giudicato non conveniente l’importazione delle sue sportive di media gamma nel Vecchio Continente, per via delle sanzioni dell’Unione Europea e per la scarsa richiesta.

Questa rivale della Toyota Supra e della Porsche Cayman non potrà quindi essere acquistata in Italia tramite le reti ufficiali, anche se il prezzo ridotto rispetto alle prestazioni offerte (si stimano 45.000 dollari) incentiverà l’importazione dagli Stati Uniti di qualche decina di esemplari.

Menzioni d’onore

Alfa Romeo Giulia GTAm

La Giulia Quadrifoglio era riuscita ad ottenere il record di berlina più veloce, ma poi le versioni “pronto pista” della BMW M4 e della Jaguar XE gliel’hanno strappato.

Nel 2021, sarà il momento del riscatto: Alfa Romeo metterà in vendita 500 Giulia con motore potenziato a 540 CV ed alleggerite di 100 kg, con un bodykit estremo ed aerodinamica studiata in collaborazione con Sauber F1: ricetta simile a quella vista sulla M4 GTS e sulla Jaguar Project 8, ma applicata all’auto che, escludendo le sopracitate versioni estreme, è la più veloce.

Non è stata inserita nella top 5 perchè essendo un’edizione super limitata di 500 esemplari da 175.000 €, non porterà grandi cambiamenti all’interno della scena automobilistica, ma si tratta comunque di un progetto interessante che restituirà prestigio al marchio del Biscione, che oggi più che mai ne ha bisogno.

Porsche 911 Turbo S

Passano gli anni, ma la 911 continua ad essere il punto di riferimento della propria categoria, al quale gli altri marchi si ispirano per progettare supercar sfruttabili nel quotidiano.

Con la nuova Turbo S, però, Porsche si è superata: il flat-six al posteriore sviluppa ora 650 CV e 800 Nm di coppia, che la lanciano a 100 chilometri orari, con partenza da ferma, in 2.7 secondi, ed a 200 in 8.9.

Il prezzo da pagare per queste prestazioni da supercar è di ben 224.000 €, che diventano 238.000 nel caso in cui si optasse per la versione spider: siamo nel terreno di caccia della Lamborghini Huracàn EVO e della Ferrari F8 Tributo.

Nonostante la pericolosa vicinanza di prezzo con le supercar dei marchi più blasonati al mondo, ne verranno vendute molte di più: questo perchè mentre la Lamborghini è un “giocattolo” lifestyle e la Ferrari una belva che sogna la pista, la 911 ha un’impostazione più razionale, un’immagine più discreta ed interni curati in maniera unica al mondo.

Lamborghini Huracàn STO

Cosa succede se metti targa e frecce ad un’auto da GT3? Lamborghini ha fornito una risposta più che esaustiva a questa domanda presentando la nuova Huracàn STO, ossia Super Trofeo Omologata.

Il V10 aspirato sviluppa sempre 640 CV, ma a cambiare è tutto il resto: il corpo vettura è più leggero di 45 kilogrammi rispetto a quello della Huracan Performante, grazie all’impiego di fibra di carbonio ed altri materiali di derivazione aeronautica, e la carrozzeria è ora disegnata per generare quanta più deportanta possibile e restare attaccati all’asfalto anche a velocità elevatissime.

Con un prezzo di 280.000 euro (sul mercato Italiano), va ad infastidire la 911 GT2 RS in un segmento, quello delle supercar votate alla pista, in cui nessun’altra Casa si era mai gettata con una tale convinzione.

Solo il tempo ci dirà se diventerà la nuova regina dei Track-Day, o se le Porsche continuerano a dominare i weekend in pista, ma una cosa è certa: di fronte al sound di un V10 aspirato vicino alla “redline”, ruberà la scena a tutti gli altri.