Le 5 versioni speciali della BMW M3 più estreme mai prodotte

Mentre il mondo accoglie, con diverse reazioni, la sesta generazione della BMW M3, ripercorriamone la storia parlando delle 5 versioni speciali che ne hanno consacrato la leggenda.

M3 E30 Ravaglia

È il 1989, e BMW vuole celebrare l’auto di categoria Touring più vincente di sempre ed i piloti che l’hanno portata sul gradino più alto del podio in ogni angolo del globo.

A Monaco di Baviera si decide quindi di realizzare due versioni speciali, ciascuna riportante il nome di un pilota che l’ha portata a vincere: nascono così la Cecotto (480 esemplari) e la Ravaglia (25 esemplari destinati al mercato inglese).

L’unico quattro cilindri della storia della M3 viene così portato a quota 215 cv, e può lanciare la vettura, pesante solamente 1200 kg, a 100 orari in 6,9 secondi.

Le quotazioni per un’auto di questa particolare versione, con tanto di targhetta numerata, si aggirano tra i 150 ed i 200 mila euro.

M3 E36 Lightweight

La versione americana della BMW M3 E36 non era un granchè: l’innovativo sistema di valvole a fasatura variabile Vanos era stato rimosso ed il motore depotenziato, in quanto non rispettava i severi limiti dell’epoca (gli stessi che hanno portato gli orribili spoiler anteriori della Countach ed il ban della Lotus Carlton per intenderci).

Questo discorso si applica a tutte le M3 E36 importate, eccezion fatta per 125 esemplari, i quali sono stati sottoposti alle amorevoli cure del reparto M Sport per poter rivaleggiare adeguatamente contro le super berline dell’epoca.

I motori destinati a questa serie speciale venivano selezionati direttamente dalla catena di montaggio, e preparati con specifiche americane per poter varcare la dogana.

Nel baule posteriore, però, erano posizionati diversi componenti, come una pompa dell’olio ad alte prestazioni, da montare per rendere la M3 americana prestante tanto quanto la europea, insieme con una liberatoria di BMW che affermava come l’installazione di queste modifiche avrebbe annullato la garanzia.

Come suggerisce il nome “Lightweight”, l’auto era stata privata di tutto il superfluo: niente radio, anche se curiosamente gli altoparlanti e tutti i cablaggi erano lasciati al loro posto, niente aria condizionata, lunotto panoramico o sedili in pelle.

Un altro componente modificato da BMW è il cambio, i cui rapporti sono stati accorciati per poter risultare più performanti sul tracciato.

Per acquistare una BMW M3 E36 Lightweight, con tanto di ala posteriore e livrea dedicata, occorrono almeno 100.000 euro, un prezzo che non rispecchia tanto le potenzialità della vettura, quanto piuttosto la sua rarità.

M3 E46 GTR

Con 250.000 dollari nel 2001 si poteva acquistare una Ferrari, una Lamborghini oppure un’auto da Le Mans omologata per la strada, la BMW M3 GTR.

10 gli esemplari previsti, di cui solo 6 pare siano effettivamente finiti nelle mani di privati, assemblati nella stessa linea di produzione delle vetture destinate alle gare endurance.

Montava un 4.0 V8 da 382 CV, che poteva però arrivare fino a 440 essendo lo stesso dell’auto da competizione, che poteva lanciarla in Autobahn fino a 300 chilometri orari, abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti.

La carrozzeria era parzialmente composta in fibra di carbonio, per risparmiare peso senza dover rinunciare ad un abitacolo ben rifinito.

A renderla celebre non sono stati però né il prezzo esorbitante, né tantomeno le competizioni, bensì il videogioco “Need for Speed: Most Wanted”, per il quale svolge il ruolo di auto da copertina con una livrea iconica.

La sua realizzazione non è stata proficua per BMW, come di consueto quando si parla di “homologation special”: il suo scopo era infatti quello di permettere alla M3 la partecipazione nel campionato ALMS.

Il valore di una M3 GTR oggi è inestimabile, in quanto i 6 esemplari privati ed i veicoli di preproduzione sono “fermi” da anni. Se ne avvistate una per strada, si tratta quasi certamente di una replica.

M3 E92 GTS

Una M3 Coupè liberata dell’inutile peso dei sedili posteriori, sostituiti da una gabbia, verniciata di arancione per farsi notare meglio mentre sverniciava supercar sul Nurburgring.

Ne sono stati prodotti solamente 135 esemplari, tutti venduti in brevissimo tempo, ma si tratta di uno di quei rari casi in cui la clientela non è formata da speculatori, bensì da malati di velocità che continuano ancora oggi a portarle in pista.

Per questo motivo, si tratta di un’auto non troppo difficile da avvistare, anche se, con 444 CV all’attivo ed uno 0-100 di 4.4 secondi, non fate a tempo a mettere a fuoco la foto che se n’è già andata.

La caratteristica che ha attratto subito i compratori sono le sospensioni regolabili con vari valori, così come le appendici aerodinamiche, oltre ovviamente alle grandi prestazioni di cui quest’auto è capace.

Il valore oggi si aggira attorno ai 100.000 euro, anche se i prezzi stanno crescendo in maniera spaventosa, riducendo anche queste bestie da pista a meri “fondi di investimento”.

M3 F30 CS

La generazione F30 inizialmente è stata accolta freddamente, giudicata come troppo “seria e matura” per poter essere una vera M3, probabilmente perchè rilasciata in concomitanza con la giocosa M2.

Con il passare del tempo, però, anche i detrattori hanno iniziato ad apprezzarla, ed ogni critica si è dissolta quando dal Welt di Monaco è uscita la versione speciale CS.

0-100 in 3,9 secondi, 460 CV, 600 Nm, questi i numeri della più recente pistaiola di Casa BMW, che si è prontamente imposta come “arma da traverso” definitiva.

Si riconosce subito sia perchè ha le ruote posteriori più grandi delle anteriori (20″ contro 19″), come una HotWheels, sia per il tetto in fibra di carbonio, che fa risparmiare 10 kg, abbassa il baricentro e soprattutto fa una gran bella figura sotto al sole.

Era venduta al prezzo di 129.000 €, elevato se si pensa al numero di esemplari prodotti (1200) che la salva dal rischio di diventare oggetto di speculazione, ma coerente con le prestazioni ed il prezzo delle rivali più agguerrite.