Dino 208 e 308 GT4: le Ferrari figlie dell’Austerity.

Le Ferrari Dino 308 GT4 e 208 GT4 sono il simbolo di un’era turbolenta per la Casa di Maranello: gli anni ’70.

Durante questo decennio, infatti, l’Europa fu scossa da un avvenimento geograficamente lontano, ma le cui conseguenze si fecero sentire in tutte le case del Vecchio Continente: la guerra del Kippur, ossia un attacco incrociato di Siria ed Egitto nei confronti di Israele, finanziato dai paesi arabi tramite un considerevole aumento dei prezzi del petrolio.

Le ripercussioni sulla vita e sull’economia italiana di questo incremento del prezzo sono oggi riassunte sotto il nome di “austerity”, termine che rappresenta la prima vera battuta d’arresto dopo un boom economico durante il quale il consumismo dilagava quasi senza freni.

In un periodo come questo, a soffrire maggiormente sono sempre le Case produttrici di automobili sportive, troppo costose per essere comprate in tempi di crisi, troppo “assetate” di carburante e spesso sottoposte a pesanti tassazioni in base alla cilindrata, ed infatti Lamborghini, Ferrari, Maserati e BMW si ritrovarono con le spalle al muro.

Per fare fronte a questa pericolosa crisi, Enzo Ferrari ed i suoi collaboratori trovarono una soluzione: una sportiva 2+2 di tipo “gran turismo”, pratica e dotata di un motore piccolo e parsimonioso: la Dino GT4, nella versione “308” prima e successivamente nella rara “208”.

La prima fu presentata al salone di Parigi del 1973, dove stupì il pubblico internazionale essendo una sfacciata rottura nei confronti del passato, con caratteristiche nettamente differenti dalle altre granturismo della casa di Maranello.

Montava un motore v8 3.0 in posizione centrale, con carburatori Weber, capace di sviluppare 255 CV e di raggiungere 255 chilometri orari, qualcosa di ben diverso rispetto al consueto V12 anteriore delle vetture firmate dal Drake.

Si tratta dell’unica Ferrari riportante la firma di Bertone, e per via delle caratteristiche linee squadrate, in seguito verrà definita come “il cuneo di Bertone”.

 

L’interno è invece più vicino alla qualità delle altre vetture del Cavallino: è allestito con parti in vera pelle ed altre in Camoscio, mentre il cruscotto è firmato da Veglia Borletti. Gli strumenti sono posti in posizione triangolare rovesciata.

Entrambe le versioni montano il cambio Z/F a 5 rapporti, abbinato ad un differenziale autobloccante.

Il nome “GT4” sintetizza bene il “concept” dietro la vettura: “GT” sta per gran turismo e il 4 per il numero dei posti (proposti in formato 2+2). Oltre ai quattro posti, la Dino risulta pratica grazie anche ad un bagagliaglio notevole per una sportiva, dotato di una capienza di quasi 160 litri.

Dal 1973 fino a fine 1975 la Dino, anche se prodotta ed assemblata a Maranello, adottava lo stesso marchio, Dino, come la “sorellastra” Dino Coupè con scocca FIAT, la quale veniva prodotta esclusivamente a Torino nella fabbrica FIAT.

A fine 1975 venne presentato il nuovo modello 208 GT4, dotato di un motore di minor cilindrata, un 2000 cc da 180 cv, montato su una scocca identica a quella della 308.

Questo modello fu creato per contrastare la gravosa imposizione fiscale sulle auto di cilindrata superiore, dettata dalla necessitá di fronte alla sopracitata crisi petrolifera, analogamente a quanto fece BMW con la M3 E30 e la derivata 320is.

La 208 si differenziava per alcuni aspetti, tra cui la mancanza di fari anti-nebbia in basso ( vicino alla griglia frontale ), il terminale di scarico a due uscite e la colorazione nero su metallo degli interni.

Dal 1976 entrambe le versioni furono “promosse” al marchio Ferrari sul muso anteriore, mantenendo pur sempre la sigla Dino Ferrari.

Entrambe non sono mai state apprezzate quanto a prestazioni o velocità: la 308 poteva toccare i 255 km/h, mentre la 208 i 230 km/h.

La 308 venne prodotta in 2826 esemplari tra il 1973 e il 1980, mentre la 208 in soli 840, dal 1975 al 1980.

La Dino, non è mai stata molto amata dai Ferraristi, ma vanta comunque diverse caratteristiche interessanti che pian piano ne stanno accrescendo il valore.

Nel 2008 una Dino in condizioni discrete era acquistabile con cifre comprese tra i 15.000 e 20.000 euro, un prezzo quasi ridicolo per una vettura del Cavallino.

Nemmeno la Dino è stata risparmiata dall’aumento dei costi delle vetture classiche, ma a differenza delle sue “simili”, il suo prezzo è ancora umano: per portare a casa una tra le due, sempre in condizioni discrete, occorrono tra i 25.000 ed i 35.000 euro.

Per una 208 in condizioni perfette, invece, i prezzi si aggirano tra i 70.000 ed i 77.000 euro, mentre per una 308 in pari condizioni i prezzi si aggirano tra i 90.000 e, i 95.000 euro.

Presto, peró, assisteremo ad un’inversione di tendenza: la 208 é molto più rara della 308, e ció la porterá certamente a raggiungere un valore ben superiore.

Come la Autech Zagato Stelvio e la Honda CRX, si tratta quindi di una vettura il cui prezzo puó andare in una sola direzione, e pertanto rappresenta un ottimo investimento.

Scheda tecnica

Ferrari Dino 308 GT4 Ferrari Dino 208 GT4
Motore: 3.0 V8 2.0 V8
Potenza massima: 255 CV 180 CV
Coppia massima: 283 Nm 186 Nm
Velocità massima: 255 km/h 230 km/h
Peso: 1150 kg 1150 kg
Dimensioni: 4.3m; 1,7m; 1,2m 4.3m; 1,7m; 1,2m
Consumi: 15 litri per 100 km 13 litri per 100 km

Autore: Cristiano Fortini