Fast Stories: tutti i segreti della Mitsubishi EVO di 2Fast 2Furious

In 2Fast 2Furious, l’auto protagonista è una Mitsubishi Lancer Evolution VII, guidata da Paul Walker nel ruolo di un poliziotto oramai ben lontano dal seguire il proprio dovere. L’aspetto, il sound e le acrobazie in cui si è esibita continuano ad affascinare ancora oggi, ma potrebbe iniziare a farlo anche la sua storia.

 

Prima di iniziare, ecco altre nostre Fast Stories

 

Iniziamo con un fatto: la Mitsubishi Lancer Evolution VII non è mai stata importata ufficialmente negli Stati Uniti.

Per questo motivo, prima dell’inizio delle riprese, non era stato nemmeno preso il considerazione il suo impiego all’interno del film, al punto che erano già state acquistate alcune Acura NSX (auto che diverrà poi di Tej), dopo aver scartato la Dodge Neon SRT-4 perchè la sua fama di “ammazzagiganti” sul quarto di miglio ancora non si era creata.

Mentre lo staff stava iniziando a lavorare sulle NSX, però, arrivò una chiamata dal reparto marketing di Mitsubishi: intendevano fornire quattro Lancer Evolution VII alla produzione, affinchè le utilizzassero nel proprio film. Il lancio della EVO VIII negli Stati Uniti, infatti, sarebbe avvenuto di lì a poco, ed occorreva rendere nota anche negli States quella magica sigla EVO che tanto faceva sognare in Europa ed Asia.

Si scoprì poi che queste quattro EVO erano state praticamente “strappate” ad un team di rally austriaco, ritenendo che un film hollywoodiano avrebbe potuto garantire a questa vettura una maggiore visibilità. Se quindi l’offerta fosse stata rifiutata dalla Universal, la loro storia sarebbe stata completamente differente.

Le quattro EVO arrivarono quindi nel garage delle meraviglie di 2Fast 2Furious, e una volta tolte le protezioni, lo staff si trovò di fronte quattro auto di colore viola melanzana. Tale tinta fu subito rimpiazzata da un giallo lucente, detto “candy lime-gold”, colorazione nettamente differente rispetto a qualsiasi altra EVO in circolazione, che le dona un look più da JDM che non da vettura da rally guidabile su strada.

Per completare il look, furono aggiunte strisce orizzontali che richiamavano la livrea della R34 di Lieberman prima dell’impiego nelle riprese, e due immagini per lato raffiguranti l’estremità posteriore del fianco della vettura (sì, non sei l’unico che se n’è accorto solamente ora).

Furono apportate diverse altre modifiche estetiche, in collaborazione con DAMD, che fornì i quattro bodykit necessari, ed ARC, tuner ufficiale della Casa giapponese, che fornì la vistosa ala posteriore.

Nonostante nel film si veda la Lancer vincere una drag race contro una muscle car estremamente elaborata (Chevrolet Camaro Yenko), in realtà nessuna delle quattro EVO utilizzate ha subito alcuna modifica al motore, nè tantomeno è stato montato alcun impianto al protossido di azoto. L’unica componente custom montata è infatti la frizione da corsa HKS, acquistata per evitare di distruggere troppe “morbide” frizioni standard.

La modifica più intensiva è avvenuta sotto la vettura: compiendo quella che gli appassionati di rally potrebbero etichettare come blasfemia, i membri dello staff tecnico hanno deciso di tagliare l’albero di trasmissione che porta la potenza alle ruote anteriori, creando di fatto quattro Mitsubishi EVO a trazione posteriore, per potersi esibire in derapate molto più facilmente.

Il dettaglio più particolare in assoluto è invece visibile osservando il retrotreno: perchè i fanali posteriori hanno la forma di quelli della EVO VIII? Tutto nasce da una clausola del contratto di fornitura di Mitsubishi: le quattro Lancer utilizzate avrebbero dovuto assomigliare all’ottava generazione di Lancer, perchè altrimenti non avrebbe avuto senso pubblicizzare una vettura a fine carriera e non acquistabile negli Stati Uniti.

Una clausola importante, che ha richiesto un gran lavoro da parte dei meccanici dello staff: dopo aver acquistato dei fanali posteriori personalizzati per la versione “base” dell’ottava generazione della Lancer, forniti dalla TYC, dovettero tagliare e modellare la scocca delle quattro EVO VII al fine di rendere possibile il montaggio di questi nuovi fanali. Tra tutte le modifiche, è forse quella più difficile da notare, ma è certamente quella che ha richiesto più lavoro in assoluto.

Terminate le riprese, le quattro vetture sono state restituite a Mitsubishi, ed avrebbero dovuto essere “compattate”, in quanto non omologate sul territorio degli Stati Uniti e sottoposte a modifiche che hanno interessato anche la struttura portante. Eppure, tutte e quattro, sorprendentemente, sono “scampate” al loro destino, e mentre tre di esse danzano tra un acquirente e l’altro, una quarta è finita in un museo. Non saranno così fortunate le EVO utilizzate nel prossimo capitolo, Tokyo Drift, ma questa è un’altra storia…

Prestazioni

Potenza massima: 276 CV

0-100: 4.8 secondi

Velocità massima: 252 chilometri orari

Quarto di miglio: 13.3 secondi, con velocità di uscita di 157 chilometri orari

Modifiche

  • Bodykit DAMD
  • Ala posteriore ARC GT2
  • Fanali posteriori TYC Genera
  • Cerchioni Motegi FF5, da 18″
  • Pneumatici Toyo Tires, 235/40/18
  • Quadranti Apexi, con finalità estetica

Video in lingua inglese dal canale YouTube di Craig Lieberman, con video inediti dietro le quinte.

Per le immagini esclusive sul set si ringrazia: Craig Lieberman

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