Qual è la migliore applicazione gratuita per smartphone per modificare foto in maniera professionale?

L’App Store di Apple e Google Play di Android pullulano di applicazioni che promettono di modificare fotografie in maniera professionale direttamente dal cellulare, ma purtroppo molte di esse risultano deludenti, o richiedono acquisti in-app per poter ottenere i risultati promessi.

Se però sei curioso di scoprire come modificare gratuitamente fotografie in maniera professionale direttamente dal cellulare, ti consiglio di provare Adobe Lightroom: è scaricabile in maniera gratuita da Apple Store e da Google Play, e non richiede necessariamente acquisti in-app per funzionare.

In questo articolo, ti mostrerò come funziona Adobe Lightroom nella versione per smartphone.

Installazione

Per installare Adobe Lightroom, è sufficiente recarsi nell’Apple Store per dispositivi Apple, o in Google Play per i dispositivi Android. Nel caso di quest ultimo, prestate attenzione all’app che scaricate: come nel caso di molte altre app per Android, ne esistono diverse versioni contraffatte.

Una volta installata, è da effettuare la registrazione, tramite account Google o creando un account Adobe.

Come funziona

Per iniziare a modificare un’immagine, clicca su “importa” e seleziona “da Rullino foto” se l’immagine che vuoi modificare si trova nella galleria del cellulare.

Questa è l’immagine su cui lavoreremo.   Autore: yuk4woo.com

Per prima cosa, è bene provare il settaggio “auto”: tramite esso, l’applicazione attua spontaneamente correzioni a luce, bilanciamento dei colori, contrasto, esposizione ecc…

Se la modifica automatica non vi soddisfa, premete la freccetta indietro, situata in alto a sinistra, per annullare le modifiche.

In questo caso, l’effetto delle correzioni automatiche è soddisfacente. Pertanto, partirò da qui a modificare.

Ora potete sbizzarrirvi con la vostra fantasia, utilizzando le diverse impostazioni disponibili nell’applicazione. Consiglio di partire subito con il menu “effetti”, poichè è quello che attua le modifiche più sostanziali alla foto.

La prima funzione che si presenta è detta “texture”, ed enfatizza i caratteri dei soggetti ritratti nell’immagine.

Questo è il risultato che si ottiene con un valore di 100 (massimo).

Il prossimo effetto è detto “chiarezza”, e regola il livello di “rifinitura” dell’immagine. Con un valore minimo, si otterrà un effetto simile al filtro bellezza preimpostato della fotocamera anteriore dei cellulari Huawei, mentre con un valore massimo si ottiene un effetto “drammatico”. Non è sempre detto che il valore massimo migliori la foto: se l’immagine ritrae soggetti naturali, o colori verde-azzurro molto accesi, è bene restare su valori di +20-25.

L’immagine in questione è dominata da tonalità grigio-nere, con cenni di rosso, azzurro e giallo fosforescente. Pertanto, possiamo impostare la “chiarezza” a +100

Il terzo strumento che permette di modificare radicalmente l’immagine è detto “rimozione foschia”, ed è un tool estremamente utile, ma da utilizzare con cautela.

Questo è ciò che si ottiene con un valore di “rimozione foschia” uguale a +100.

Come si evince dall’immagine qui sopra, un valore troppo elevato può rovinare la fotografia. Certamente, un’immagine di questo tipo attira l’attenzione, ma nessuno si fermerebbe a guardarla, è come una torcia puntata negli occhi.

Questo è il risultato con un valore di 29, ben più interessante.

L’ultimo strumento è detto “vignettatura”, strumento che scurendo i quattro angoli dell’immagine, fa concentrare l’attenzione dell’occhio al centro della fotografia, se impostato su un valore negativo. Per valori positivi, invece, rende più chiari i bordi, per dare un senso di “ampiezza” all’immagine, ideale per paesaggi naturali.

Questo è il risultato, con un valore di -30.

Una volta effettuate modifiche sulla composizione, possiamo concentrarci sulla “nitidezza”, ossia sulla quantità di dettagli dell’immagine. Si possono inserire valori da 0 a 150, in base alla qualità della foto: se non è eccelsa, con un valore alto ne viene esaltata la granulosità, e finisce per apparire di scarsa qualità. In molti casi, non fa alcuna differenza, ma a volte, un valore di “50” al massimo fa apparire l’immagine di qualità superiore.

Questo è l’effetto del filtro “nitidezza” con un valore di 50.

Un ulteriore menu interessante è quello dei colori. In esso, infatti, possono essere regolati parametri come vividezza, saturazione, tinta e temperatura dell’immagine. I primi due accentuano i colori “forti” dei soggetti, sono da usare con cautela e fortunatamente sono gestiti anche dalle impostazioni automatiche. La tinta è un parametro che sconsiglierei di variare, a meno che non si voglia accentuare un determinato colore. La “temperatura”, invece, è uno strumento che permette di ottenere risultati parecchio interessanti:

Portandola a valori compresi tra +2 e +7, la fotografia risulta emotiva e colorata.
Portandola a valori compresi tra -2 e -7, invece, risulta fredda e drammatica.

In conclusione

In cinque minuti, siamo passati da una fotografia del genere:

A questa:

Altri esempi

Ecco altri esempi di immagini ritoccate con Adobe Lightroom:

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Ed ecco invece uno spunto interessante: Adobe Lightroom applicato alla virtual photography, in questo caso utilizzando Forza Horizon 4:

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