Auto sportive a meno di 10 mila euro? Si può fare!

Con 10 mila euro di budget, in genere si possono acquistare vetture poco allettanti, come la Dacia Sandero, nuova all’anagrafe, ma con una piattaforma risalente al 2008, o la Fiat Panda, simpatica nello stile, ma senza grandi qualità.

Un appassionato che dispone solo di questa cifra, però, non è costretto ad acquistare un mero mezzo di trasporto, triste e comune.

Esistono infatti parecchie automobili sportive al di sotto della soglia dei 10 mila euro, e in questo articolo ne abbiamo selezionate 10, di tipologie differenti per incontrare i gusti di petrolhead dalle esigenze differenti.

Alfa Romeo GT 3.2 V6

@kevinbionne

Il V6 Busso è un pezzo di storia dell’automobilismo italiano. Nasce nel 1979 per “spingere” l’ammiraglia italiana dell’epoca, l’Alfa 6, e successivamente viene riproposto in varie salse nel vano motore delle sportive più iconiche della Casa di Arese: la RZ, la SZ, la 156 GTA, la 147 GTA, la 155 DTM che nel 1993 ha bastonato le Tedesche “a casa loro” e persino la prima generazione della Ultima GTR.

Il V6 Busso montato sulla GT rappresenta la massima evoluzione di tale motore nell’ambito stradale: 3.2 litri di cilindrata e 239 CV di potenza massima, nonchè l’ultima configurazione assunta dall’iconico motore, la cui cessata produzione, nel 2005, si è tradotta anche nella chiusura dello storico stabilimento Alfa Romeo di Arese.

@kevinbionne

Per possedere un pezzo di storia italiana di questo calibro, montato su una delle sportive più apprezzate dagli Alfisti, occorrono tra i 7 ed i 12 mila euro, in base ovviamente alle condizioni della vettura.

Con meno di 10 mila euro, si acquista una GT in buono stato, con sedili riscaldabili, volante in pelle e cruise control. Gli esemplari disponibili in territorio italiano non sono molti, perchè quasi tutti gli acquirenti della GT hanno scelto il 2.0 Twinspark a benzina, ma ciò è anche un’arma a doppio taglio: rende più difficile trovarne una, ma ,nell’ottica di una rivendita futura, aumenta le chance di recuperare gran parte dei soldi spesi per acquistarla.

Nel nostro periodo, infatti, assistiamo oramai quotidianamente a supervalutazioni di vetture che fino a poco tempo prima erano acquistabili per due spiccioli nei piazzali di qualunque rivenditore di provincia, quindi pare ovvio che questa rara versione di GT, con una grande storia alle spalle (o meglio, nel cofano), vedrà una rivalutazione in positivo in futuro.

Pregi: Grande storia sulle spalle, design piacevole, sound vigoroso come l’erogazione

Difetti: Pochi esemplari disponibili al momento, di cui molti, purtroppo, sono stati pesantemente modificati, con le ovvie conseguenze. Frizione con tendenze suicide.

Audi TT 3.2 V6 Quattro

Mhueltner, via Wikimedia Commons

L’Audi TT prima serie è una vera icona di design, grazie alle sue linee semplici, pulite e facilmente riconoscibili che le hanno regalato un posto nel Museo d’Arte Moderna di New York.

L’aspetto innocente della TT, però, può ingannare, soprattutto se sotto al cofano romba il V6 da 250 CV e 320 Nm di coppia massima, capace di raggiungere i chilometri orari in soli 6.4 secondi.

Mhueltner, via Wikimedia Commons

Questa rarissima variante della TT, prodotta solamente tra il Luglio del 2003 ed il Febbraio del 2004 e venduta all’esorbitante prezzo di 45.000 euro (parecchi, per l’epoca), è acquistabile per cifre inferiori ai 10 mila euro, con la consapevolezza che, nel caso di vetture del genere, più si spende per acquistare una vettura, meno si dovrà spendere per mantenerla.

La “vita” media delle TT di prima generazione, infatti, si aggira attorno ai 300 mila chilometri, se tenute maniacalmente, ma basta che il precedente proprietario abbia trascurato l’importantissima procedura del cambio dell’olio, o peggio ancora l’abbia elaborata, per trasformare una piccola, dolce coupè in un mostro mangiasoldi senza alcuna pietà.

Se l’olio non è stato cambiato ogni 30-40 mila chilometri, o se è stato utilizzato quello consigliato dal cugino che se ne intende di macchine, il sofisticato cambio automatico DSG, montato sulla TT 3.2 V6, è in grave pericolo di vita. Potrebbe essere proprio questo il motivo per cui il proprietario l’ha messa in vendita.

Pregi: prestazioni notevoli, trazione integrale Quattro, stile immortale, esclusività della versione

Difetti: se trattata male, si vendica. Evitare quindi vetture con modifiche al motore: potrebbero già essere “alla frutta”.

Ford Puma 1.7i 16V

Sunnychan, via Wikimedia Commons

La Ford Puma nasce nel 1997 come “sorella sportiva” della popolare compatta Fiesta, e ben presto riesce a conquistare una notevole popolarità grazie alle doti da “sportiva per tutti”, molto apprezzate a cavallo tra gli anni ’90 ed i 2000.

La versione più “spinta” è la rarissima Racing Puma, prodotta solamente in 288 esemplari e per questo attualmente vittima di una notevole speculazione. Lo stesso motore della Racing, però, è montato anche sulla versione “top di gamma” della Puma, la 1.7i 16V, l’unica versione ad essere stata proposta durante tutto il ciclo di vita della piccola sportiva inglese.

Due generazioni di Puma a confronto

Per acquistarne una, oggigiorno bastano 3.500 euro, una cifra davvero bassa considerando le prestazioni (203 chilometri orari di velocità massima, 0-100 in 9.6 secondi, 125 CV e 157 Nm di coppia), ma riflette le condizioni in cui versa quasi la totalità delle Puma in Italia: pessime.

Trovare una Puma in condizioni impeccabili è quindi quasi impossibile, mentre se ne possono trovare di “non distrutte”, e soprattutto “non pasticciate”, tra i 3.000 ed i 3.500 euro. A questa cifra, non dovrebbero aggiungersi troppe spese: l’auto è generalmente affidabile, non si segnalano difetti comuni troppo costosi, ed il bollo costa meno di 300 euro all’anno.

Pregi: Prezzo irrisorio (con 10 mila euro ne compri tre), peso contenuto, telaio lodato da ogni rivista

Difetti: Quasi tutti gli esemplari sono stati modificati, spesso con poco gusto e senza alcun senno di poi…

Honda Civic Type-R (settima generazione)

IMFJ, via Wikimedia Commons

Il sistema V-Tec, ideato negli anni ’90 da Honda per dare una marcia in più alla propria vettura portabandiera, la NSX, permette alle vetture su cui è montato di avere due diverse identità: ai bassi regimi, agisce il profilo delle camme meno performante, mentre quando viene superata una certa soglia di erogazione di potenza, entra in azione un secondo profilo di camme, che aumenta l’alzata delle valvole, facendo entrare nel motore più aria, quindi più benzina, e quindi più potenza.

Sulla quarta generazione della Honda Civic Type-R, è stata montata una versione raffinata del V-Tec, detta SOHC VTEC-E, che anzichè aumentare le prestazioni agli alti regimi, le riduce ai bassi, facendo “girare” il motore con una minor quantità di benzina.

Le prestazioni restano comunque considerevoli: 235 chilometri orari di velocità massima, uno 0-100 in 6.6 secondi nel 2001 e 200 CV di potenza massima, scaricati sull’asse anteriore per muovere un corpo vettura di soli 1.280 chilogrammi.

Rallediebuerste, via Wikimedia Commons

Con meno di 10.000 euro, si trovano diversi esemplari di Civic Type-R di quarta generazione in condizioni anche buone, da distinguere da esemplari dal prezzo simile, ma visibilmente modificati e spremuti come un limone.

Non esiste una formula per capire se si tratta di una buona vettura o di un catorcio che non vede l’ora di essere rottamato, ma in un certo qualmodo le auto “parlano”, e si nota subito se un’auto ha ancora qualcosa da dare o meno. Se poi aprendo il cofano ci si ritrova in un universo parallelo fatto di tubi fucsia fosforescenti e filtri dell’aria penzolanti, allora restano ben pochi dubbi.

Pregi: Affidabilità, consumi bassi, efficienza del motore

Difetti: Aspetto esteriore poco accattivante, molti esemplari ormai stanchissimi

Jaguar XK8

Guillaume Vachey, via Wikimedia Commons

Il V8 è l’espressione stessa della sportività nel mondo delle automobili. Non è fine e bilanciato come un V6, non è angelico come un V10, ma è di gran lunga lo schema più utilizzato nel mondo delle vetture sportive. La Ford Mustang, la Ferrari 458 Italia, la McLaren P1, tutte hanno segnato una nuova epoca nell’automobilismo con un otto cilindri a V sotto il cofano.

Con 10 mila euro, sorprendentemente, se ne può portare in garage uno, a patto di scendere a compromessi. L’auto che permette tutto ciò è infatti la Jaguar XK8, che monta un 4.0 V8 da 284 CV in alluminio, gestito da un modernissimo (per l’epoca) sistema elettronico.

Guillaume Vachey, via Wikimedia Commons

Si tratta di una vettura di grande lusso, con cambio sequenziale a 5 marce, interni in noce, aria condizionata, cerchioni da 18″ e fari allo xeno. Anche l’esterno suggerisce la grande lussuosità della vettura, con linee raffinate e dettagli pregiati.

Perchè costa così poco, tutto il mondo è stupido e non coglie l’affare, o c’è qualche problema? Come ogni volta che viene posta questa domanda, la risposta giusta è la seconda: ci sono dei problemi.

Le Jaguar sono infatti note per essere inaffidabili: i tenditori delle catene di distribuzione sono da sostituire per difetto di fabbrica su quasi ogni modello, mentre altri dettagli che possono usurarsi sono la scatola dello sterzo, il differenziale, le sospensioni, il radiatore ed in alcuni casi pure il cambio automatico. Fortunatamente, però, su alcune vetture molti pezzi sono già stati sostituiti, e ciò garantisce un notevole risparmio.

Pregi: Carisma british, lusso sfrenato, V8 sotto il cofano

Difetti: Un santino sul vetro ce lo metterei…

Lancia Delta HPE

Versione pre-restyling

Creare l’erede di una leggenda è una missione estremamente difficile nel mondo dell’automobile, perchè il pubblico non si aspetta una “buona vettura”, ma un qualcosa di ancora migliore rispetto alla serie precedente.

Lo sa bene Lancia, che con la Delta HPE ha provato a dare un’erede alla Lancia Delta HF Integrale, una delle icone dell’automobilismo italiano. Una compatta sportiva a tre porte con un 2.0 da 193 CV non è infatti bastata al pubblico, che si aspettava la soluzione ad uno dei difetti della Delta, ossia la vetustà della piattaforma e degli interni, ed invece si è trovato di fronte un’auto che quando usciva dai concessionari aveva già cinque anni sulle spalle.

La versione post-restyling

La piattaforma su cui si basa, infatti, altri non è che quella della Fiat Tipo del 1988, base che sarà usata qualche anno dopo per creare la ben più innovativa 145 Quadrifoglio Verde. La delusione sui volti degli appassionati era quindi palpabile, e ciò ha fatto sì che, una volta terminata la produzione, sia caduta nel dimenticatoio, ponendo quindi fine alla tradizione sportiva di un marchio che aveva contribuito alla storia del motorsport.

Per acquistare un esemplare di Delta HPE, oggigiorno, bastano 10.000 euro, anche se i prezzi hanno già iniziato a salire, per via della corsa alla speculazione che sta avvenendo nei confronti di un gran numero di vetture classiche. A questa cifra, non andrà aggiunto molto: la maggior parte delle Delta HPE giunte fino a noi sono state ben conservate, e quindi la maggiore spesa sarà quella da sostenere per ripristinare la carrozzeria nell’evenienza in cui un “Lancista” sfegatato in preda ad un attacco d’ira le scagli violentemente contro delle pietre.

Pregi: Meccanica valida, una delle ultimissime Lancia sportive, molti esemplari in condizioni ottime.

Difetti: Qualcuno potrebbe insultarvi…

Peugeot 106 Rallye

@theotherphoto.boi_

Ci sono vetture che puntano tutto sulle prestazioni per garantire divertimento al volante, mentre altre compensano la mancanza di cavalli con telai ben studiati e soprattutto peso contenuto.

Tra queste, ricordiamo certamente la Peugeot 106 Rallye, compatta sportiva che ha saputo affermarsi negli anni ’90 come vetturetta sportiva che strizza l’occhio ai giovani, in un periodo in cui chi voleva una vettura divertente spendendo poco aveva l’imbarazzo della scelta.

@rawxcult

Non aveva alzacristalli elettrici, nè fanali antinebbia nè tantomeno interni ben rifiniti, ma la gente la comprava perchè sotto il cofano era stato (saggiamente) montato lo stesso 1.3 da 104 CV della celeberrima 205 Rallye, seppur rallentato da un sistema ad iniezione elettronica, che non era certo un propulsore da muscle car, ma grazie a rapporti corti ed ad un peso complessivo della vettura di soli 765 chilogrammi, permetteva grande reattività e grandi emozioni al volante.

Esteriormente, si riconosce perchè dotata di archi di passaruota maggiorati ed iconici cerchioni a 5 razze bianchi che sembrano strappati ad una vettura da rally, mentre gli interni saltano all’occhio per cinture e moquette rosse (siamo comunque negli anni ’90).

Per acquistarne un esemplare, occorrono tra i 4 e gli 8 mila euro, in base alle condizioni, al chilometraggio ed alle modifiche apportate. Nonostante moltissime 106 Rallye siano state convertite per l’utilizzo nei rally, non è comunque difficile trovarne un esemplare, stock o elaborato con cura, mentre scarseggiano, fortunatamente, 106 “pasticciate”.

Pregi: Peso contenuto, riparazioni economiche, divertimento al volante.

Difetti: Non è esattamente un’auto sicura in caso di incidente…

Renault Clio RS 16V

@_onlysupercars_

In ogni nicchia o segmento, esiste una vettura così brillante e così coerente da rappresentare per metonimia il segmento stesso a cui appartiene. La Fiat 500, ad esempio, identifica il mondo delle citycar, la BMW Serie 3 quello delle berline, la Porsche Cayenne quello di lusso. Certo, puoi comprare anche una McLaren 570S o una Lamborghini Huracàn, ma solo dopo aver provato la Ferrari 488 GTB.

Lo stesso avviene anche nel segmento delle compatte sportive, uno dei più combattuti in assoluto nel mondo dell’automobile. Ad esso, infatti, appartiene una delle vetture più elogiate dalla stampa di sempre, la Renault Clio RS, che grazie alla sua storia ed alla sua capacità di essere nient altro che una compatta sportiva, è diventata emblema della sua categoria.

La terza serie della Clio RS è quella che ne ha consacrato il mito, grazie ad un 4 cilindri da 197 cavalli imparentato direttamente con il motore della Clio Williams che muove un telaio nato per correre.

Nel 2009 è stata sottoposta ad un corposo restyling, che le ha donato un avantreno dal look estremamente personale ed aggressivo, ma purtroppo sotto i 10 mila euro è difficile trovarne esemplari che non siano stati spremuti fino al midollo in pista o su passi alpini.

@_onlysupercars_

Rinunciando a qualcosa in termine di mera estetica, che conta fino ad un certo punto, diciamocelo, è possibile acquistare ottimi esemplari di Clio RS di terza generazione pre-restyling, stock o leggermente modificati, anche a 8.000 euro. Se l’auto non è stata barbaramente sfruttata su un tracciato, i problemi dovrebbero interessare soprattutto il reggispinta della frizione e le bronzine dei pistoni. Prima di acquistarne una, è bene verificare che non grattino le prime tre marce.

Pregi: Icona dell’automobilismo sportivo, prestazioni notevoli, grande reperibilità di ricambi

Difetti: Tante sono state meccanicamente distrutte in pista, e parecchie hanno subito modifiche invasive

Opel GT

Il mercato dell’automobile va contro ogni logica matematica. Capita infatti che vetture più potenti e più moderne costino meno rispetto ad auto più datate e meno performanti, senza che vi siano grandi motivi.

Uno dei casi più eclatanti è quello della Opel GT, roadster prodotta dal 2007 al 2009 in sostituzione della precedente Speedster, che è più diffusa, più datata e si è guadagnata una reputazione di vettura instabile e pericolosa. Essa è infatti venduta anche a 6.000 euro in meno rispetto alla Speedster più economica in Italia, quasi inspiegabilmente.

@jorgen_sumin

Alla Opel Gt, infatti, non manca nulla: monta un 4 cilindri turbocompresso da 264 CV di potenza massima, va da 0 a 100 in 5.7 secondi ed il telaio è rigido e leggero, perchè prodotto per idroformazione, lo stesso metodo con cui nasceva il telaio della Corvette C6.

Con una cifra compresa tra 9.000 euro e 10.500 si possono portare a casa gli esemplari più economici di questa piacevole sportiva sottovalutata, in condizioni buone e senza bodykit assurdi o motori rimappati senza senno di poi. Prima di acquistarne una, è bene verificare il funzionamento del cambio: su alcuni esemplari è stato necessario sostituirlo, e non deve essere affatto economico su una vettura così rara…

Pregi: Stile da supercar, capote in tela, prestazioni interessanti

Difetti: Rivenderla è difficile…

Volkswagen Golf GTI MK5

@rough.mk5

Possedere un’auto comune comporta notevoli vantaggi, sia perchè è più facile reperire ricambi, sia perchè è più facile conoscerne potenziali difetti. E qual è l’auto sportiva comune per eccellenza, se non la quinta generazione della Volkswagen Golf GTI?

La prima GTI dalle linee tondeggianti è infatti quasi “onnipresente”, ed anche solo nel tragitto fino al supermercato se ne vedono almeno 3 diverse. Il motivo del suo grande successo è facile da comprendere: unisce una vettura dal nome solido e rispettabile con un’anima sportiva mossa da un 2.0 da 200 CV e 280 Nm di coppia.

Berlin Tommy, via Wikimedia Commons

In Italia, con 5 mila euro è possibile acquistarne esemplari in condizioni decenti, e con 10.000 se ne trovano di ottime. Raramente il chilometraggio è basso, perchè è infrequente che venga usata come seconda auto essendo comunque molto pratica, ma non si tratta di una vettura che viene acquistata con l’ottica di spremerla in pista. Gli esemplari che hanno ancora qualcosa da dare sono quindi tanti.

@rough.mk5

La Golf V GTI non pare essere inaffidabile, se è stato cambiato l’olio quando necessario dal suo precedente proprietario. Gli effetti di una manutenzione negligente possono causare problemi seri su questa tipologia di vetture, quindi è bene informarsi sulla “vita precedente” della vettura che si vuole acquistare.

Pregi: Divertimento al volante, diffusione, è una Golf

Difetti: è una Golf.

Consigliateci dai lettori

Fiat Coupè 2.0 ie turbo 16V

@fiatcoupeitalia

Con una cifra compresa tra 5.000 e 10.000 euro, si può acquistare un esemplare in ottime condizioni della potente Coupè, sportiva anni ’90 dal look inconfondibile e futuristico.

Sotto il cofano romba un 2.0 da ben 190 CV, che la porta a 100 chilometri orari in 6.1 secondi, mentre la velocità massima è di ben 252 chilometri orari, come verificato dalla rivista Quattroruote.

@fiatcoupeitalia

Attorno agli 8 mila euro, si possono trovare esemplari in buone condizioni della versione speciale denominata “Plus”, che include dischi freno forati, barra duomi Sparco, pinze freni Brembo a quattro pistoncini, bodykit e sedili sportivi Recaro.

Pregi: Grande originalità, facile reperire esemplari in buono stato, quotazioni (solo per il momento) basse

Contro: Qualcuno ha già iniziato a giocare al rialzo…

Renault 5 GT Turbo

@automobile_heritage

La Renault Supercinque non è esattamente la prima auto che viene in mente ad un appassionato, ma una sua versione speciale è riuscita a ricavarsi un posticino nell’immaginario collettivo degli anni ’80 e ’90.

Parliamo della 5 GT Turbo, compatta sportiva che abbina il motore della Renault 5 Alpine Turbo, portato nel 1985 a 115 CV, ad un corpo vettura leggero e dall’assetto ribassato. Nel 1987, fu soggetta ad una rivisitazione meccanica, che aumentò la potenza complessiva di 5 CV ed alzò il valore della velocità massima fino a 205 chilometri orari.

@automobile_heritage

Attualmente, con meno di 10 mila euro se ne può acquistare un esemplare in condizioni mediocri, o modificato per correre nei rally di provincia, mentre scendendo sotto i 5 mila si trovano dei Lazzaro a quattro ruote in attesa di essere resuscitati. In questo caso, è forse bene spendere 3-4 mila euro in più per acquistare una vettura già restaurata…

Pregi: Sa far rivivere gli anni ’90

Difetti: Non tutto era meglio negli anni ’90