Su che auto si basa la gamma di DR Automobili?

DR Automobili è una Casa automobilistica italiana, le cui attività sono iniziate nel 2007, anno in cui cominciò ad occuparsi dell’importazione in Italia di  esemplari della cinese Chery Tiggo, omologandoli agli standard europei e convertendone a gas i motori.

Durante il suo primo decennio di attività, ha avuto alti e bassi, ed ha affrontato un periodo in concordato preventivo per via dell’accumularsi dei debiti nel 2013. La scelta di proseguire la produzione anche sotto procedura concorsuale si rivelerà poi vincente: nel 2018 l’azienda triplicherà il numero di vetture vendute l’anno precedente, presentando una gamma tutta nuova.

Questa gamma composta da DR-Zero, DR3, DR4, DR6 e DR EVO, è acquistabile ancora oggi presso una rete di sessanta diversi concessionari. Ma su che vetture si basano i modelli della Casa di Macchia D’Isernia?

DR Zero

La DR-Zero è una piccola city-car, la cui produzione è iniziata nel 2015 ed è terminata nel 2019, con molti esemplari nuovi ancora acquistabili nel 2020.

Si tratta di una vettura dallo stile simpatico, con fanali grandi e tondi e linee un po’ tozze, la cui esistenza è però rimasta sconosciuta ai più, non essendo mai stata pubblicizzata se non da singole concessionarie tramite emittenti locali. La maggioranza delle DR-Zero vendute si trova quindi in Abruzzo e Molise, le due regioni in cui il marchio è più sentito.

La DR-Zero si basa sulla seconda generazione della Chery QQ, city-car cittadina cinese spinta da un 1.0 tre cilindri da 69 cavalli di potenza massima, capace di raggiungere 100 chilometri orari in 13.5 secondi. Di essa riprende ogni elemento, eccezion fatta per il paraurti anteriore, che viene reso più accattivante con l’aggiunta di una mascherina centrale, dove la QQ ha una semplice nervatura.

DR 3

La DR3 è un crossover-suv prodotto da DR Automobili a partire dal 2018.

Si tratta di una vettura che punta tutto sullo stile, che non ha nulla da invidiare ai rivali, mentre lascia a desiderare riguardo a meccanica e prestazioni. Il propulsore, un 1.5 aspirato da 106 CV di produzione cinese, è infatti più rumoroso ed assetato rispetto a quelli montati su crossover della stesse dimensioni. A giustificare ciò, interviene il prezzo di listino: 15 mila euro per una vettura full-optional.

La DR3 è sostanzialmente il re-badge della Chery Tiggo 3X, crossover-suv cinese. Le differenze sono poche, e si concentrano nel paraurti anteriore, reso più moderno ed elegante, e nel retrotreno, attualizzato con la semplice rimozione di un’inutile cromatura.

DR 4

La DR4 è la vettura prodotta da DR Automobili che più differisce dalla vettura cinese su cui si basa.

Il modello originale, infatti, è la JAC Refine S3, crossover di medie dimensioni dotato di uno stile che non ha alcuna possibilità di avere successo in Europa. Le modifiche, quindi, esteticamente appaiono intensive: sono stati ridisegnati sia avantreno che retrotreno, fanali inclusi, per dare un look sobrio e pulito alla vettura finita.

Monta un 1.6 a benzina aspirato da 116 CV, disponibile anche a GPL e metano.

DR 6

La DR 6 è la top di gamma della Casa di Isernia, sia per quanto riguarda il prezzo (20.000 €), sia nelle dimensioni.

Si basa ugualmente su una vettura cinese, la Chery Tiggo 5, della quale riprende praticamente tutto, compreso il motore, un 1.5 aspirato da 150 CV abbinato ad un cambio a soli 5 rapporti. Le uniche differenze stanno nell’estetica, adattata leggermente ai gusti degli europei.

DR EVO5

La DR EVO5 è definita dalla Casa una “classic SUV”, probabilmente per riferirsi al fatto che sia stata proprio una DR5 la prima vettura DR mai prodotta.

Certamente, è una vettura che si merita l’appellativo “classic”, ma forse ciò non è molto positivo: la piattaforma è la stessa della DR5 originale, risalente al 2007, la quale a sua volta deriva dalla Chery Tiggo del 2005. Una piattaforma vecchia di 15 anni non è un granchè nel 2020, considerando che già nel 2011 una variante di essa, la Chery J11 2.0, è stata giudicata dall’ente per la sicurezza automobilistica australiano con due sole stelle, in seguito ad una deludente performance nel crash test.

A farla perdonare, ci pensa il prezzo: per portarne a casa una, bastano 12.900 €, cifra da mercato dell’usato.

Fonte immagini: wikimedia commons: Matti Blume, Alexander Migl ed altri.