Mario Kart è tornato! Ma…

Mario Kart è stato da poco rilasciato nell’App Store e Play Store sottoforma di applicazione gratuita con la possibilità di acquisti in-app.

Il leggendario gioco di corse che ha forgiato una generazione di appassionati è quindi tornato, pronto ad incantare i ragazzi di oggi, che il Nintendo l’hanno buttato in uno scatolone in favore dello smartphone. Ma è un degno sequel, e soprattutto, saprà sopportare il grande peso del suo nome?

Il gameplay

L’esperienza di gioco è strutturata in una serie di tornei, ciascuno composto da quattro differenti corse, tre classiche ed una missione speciale. Sono disponibili un buon numero di tracciati, tratti dal glorioso passato del videogioco, ma rivisitato in chiave moderna, con colori accesi e forme tridimensionali.

Le corse si svolgono in maniera simile a quelle a cui siamo abituati, e ci sono ancora i leggendari cubi, che regalano le classiche “armi” che hanno reso popolare il gioco: la buccia di banana, il guscio verde, il guscio rosso, il guscio azzurro che fa esplodere il primo ecc…

Dal passato di Mario Kart è stata prelevata anche la modalità “Miniturbo”, ora chiamata semplicemente “derapata”, così come la maggior parte dei personaggi originali.

Gli elementi di novità, però, sono molti: ogni salto significa un’acrobazia eseguita in automatico dal proprio personaggio, ed all’atterraggio il kart accelera; con delle rampe speciali, si può volare con un deltaplano fissato sul tetto; durante la corsa si possono raccogliere monete spendibili poi nel corso della carriera; i giri sono due anzichè tre.

Si può giocare offline, contro avversari virtuali facili da battere (se dovessi dare un giudizio da 1 a 10 di difficoltà, direi 3), oppure online, contro persone reali. La seconda modalità è consigliabile solo quando si ha preso dimestichezza con il gioco, e si hanno un kart ed un personaggio ben potenziati.

Le nostre impressioni

La prima cosa che si nota di questa versione di Mario Kart è la grafica: moderna e curatissima, catalizza l’attenzione ed affascina ogni volta. Siamo proprio su un altro livello rispetto al gioco originale: le figure sono in 3D di qualità, così come ogni elemento del circuito.

Una volta che si inizia a correre, però, è facile venire pervasi da un senso di delusione e nostalgia nei confronti del vecchio gioco, ed il motivo principale è dato dallo sterzo: al posto di due freccette da premere, è stata posta una barra scorrevole sul fondo dello schermo, con una freccia semi-trasparente che indica la direzione della vettura. Esteticamente è bellissima come soluzione, ma giocando ci si ritrova fin troppo spesso contro un muro, e non si viene mai coinvolti nella guida. A livello teorico, quindi, è una grande innovazione, ma in pratica rovina l’esperienza di gioco. Due freccette sarebbero decisamente state meglio.

Le gare di due giri, poi, non permettono di entrare nel vivo della competizione, perchè non c’è possibilità di rimonta, e se si è primi ci si gode l’adrenalina da prima posizione per troppo poco tempo. Va bene che oggi andiamo tutti un po’ di fretta, però una gara non può essere una formalità da soli due minuti…

Un ulteriore elemento di debolezza del gioco è il fatto che sia impossibile uscire dal tracciato. Se infatti una delle peculiarità di Mario Kart che rendevano l’esperienza di gioco avvincente era che uscendo di pista si perdesse tanto tempo, finendo impantanati nella sabbia o addirittura cadendo in un dirupo, nella nuova versione non può accadere, e ciò toglie tantissima adrenalina alla corsa, perchè per arrivare al traguardo non occorre muovere un dito. Pensate, l’unico modo per entrare nel bordo pista è usare il funghetto rosso….

In conclusione

Mario Kart, in fondo, è un videogioco per bambini, lo è sempre stato. L’unica differenza tra le versioni per Nintendo con quella scaricabile su App Store oggi è che se la prima è giocabile anche da “bambini cresciuti”, essendo avvincente, accattivante e soprattutto divertente, quella nuova è semplicemente una trovata di marketing, che maschera con un nome iconico un videogioco-perditempo per tenere i bambini seduti a tavola. Che peccato…