La Porsche Carrera GTZ ha appena perso il titolo di “one-off”. Ecco perchè.

Nel 2013, Ernst Berg, un collezionista svizzero che nel 1977 corse la 24 Ore di Le Mans, si rivolse a Zagato per rendere la propria Carrera GT diversa da tutte le altre 1270 prodotte.

@yuk4woo

Il risultato è spettacolare. La coda della Carrera GT è stata rivista, ed al posto delle due bombature semi-trasparenti che lasciano intravedere quel furioso V10 sono stati posti dei profili in fibra di carbonio che si congiungono fino alla coda, trasformando la Carrera GT in una vera vettura targa. Questi due profili combaciano perfettamente con le bombature presenti sul tetto della vettura di serie, creando lineamenti sinuosi e piacevoli.

@yuk4woo

Oltre a questa evidente modifica ne sono state apportate delle altre, a cui è possibile non fare subito caso, ma che rendono l’insieme molto più elegante ed armonico. Gli scarichi posteriori, ad esempio, sono stati “ovalizzati”, mentre le sgraziate luci di retronebbia e di retromarcia sono state spostate verso il basso e notevolmente rimpicciolite, ed al loro posto sono stati posizionati dei catarifrangenti di forma triangolare che contribuiscono a creare un’armonia, che si contrappone alle forme più “brutali” del modello originale. Da notare anche che la sezione nera degli scarichi non vada a congiungersi direttamente con il diffusore, sempre di colore nero, ma che invece i due elementi sono stati separati da un profilo in fibra di carbonio verniciato dello stesso colore della carrozzeria.

@yuk4woo

Secondo molte testate, le modifiche si sono limitate alla parte posteriore della vettura. In realtà, anche il muso ha subito delle modifiche, che seppur siano leggere, vanno a trasformare lo “sguardo” della vettura. La presa d’aria frontale è stata rivista: le tre sezioni in cui essa è divisa non sono più perfettamente allineate, ma la porzione centrale è stata leggermente rimpicciolita in verticale. La curvatura delle due sezioni laterali è stata accentuata, e per metterla in evidenza sono state plasmate due nuove nervature. Anche i listelli che dividono le tre sezioni hanno subito modifiche: non sono più spessi e curvi, ma trapedoizali e sottili. In fotografia purtroppo è difficile apprezzare queste modifiche, ma se avete avuto la fortuna di vederla dal vivo, allora capirete bene di cosa sto parlando.

@yuk4woo

Dal 2013, la Carrera GTZ è stata considerata come “esemplare unico”, perchè nessun’altra Carrera GT era più stata portata all’interno dell’atelier Zagato. Almeno fino ad oggi.

Pochi giorni prima di Natale, nel 2019, il collezionista Kris Singh, possessore di una Lamborghini Veneno Roadster, di una Agera XS e della Pagani Huayra La Monza Lisa, ha mostrato al mondo le primissime immagini della “sua” Carrera GTZ.

@lamborghiniks

La vernice sarà bicolore: la carrozzeria è stata tinta del verde della Aston Martin DB4 GT Zagato 2 VEV, prodotta nel 1991 a partire da 4 scocche che erano rimaste abbandonate in magazzino dal 1963, mentre il tetto sfoggia lo stesso nero del feroce prototipo “Maserati Mostro” del 2014.

@zagato1919

Gli interni saranno rivestiti in buona parte dalla stessa pelle del primo prototipo della Pagani Huayra, mentre la manopola del cambio, che sulla Carrera GT originale è in legno o, in alcuni esemplari, in fibra di carbonio, è stata realizzata con il medesimo marmo di cui è composto il Duomo di Milano, simbolo della città in cui Zagato ha sede dal 1919. A questo progetto hanno collaborato sia Zagato che la Pagani Automobili, mentre Hre Wheels ha fornito un set di cerchioni sportivi di colore argento.

Se prima la Carrera GTZ era un esemplare unico, ora è solo una delle due esistenti. Bel problema…

Differenze tra la Carrera GT e la Carrera GTZ

Ecco un piccolo confronto tra la Carrera GT e la GTZ, o, per dirla all’americana, tra la Posche CGT e la CGTZ, per evidenziarne differenze ed analogie. Utile se vi capita di imbattervi in una Carrera GT argento e volete capire se sia modificata da Zagato o meno.

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