L’incredibile storia della McLaren F1 #11R

Molte McLaren F1 hanno storie interessanti. Un esemplare bordeaux, appartenuto a Rowan Atkinson (Mr. Bean), ha percorso ben 65 mila chilometri, ed è sopravvissuto a due gravi incidenti costati in totale più di un milione di sterline in riparazioni. Un esemplare argento, invece, è stato la prima auto acquistata da un giovane Elon Musk in seguito alla vendita di Pay Pal, e prima ancora che Musk la assicurasse, è finita contro un muretto a più di 150 chilometri orari, distruggendosi. Ma la storia di questo esemplare è la più interessante in assoluto.

La storia di questa McLaren F1 GTR inizia nel 1996, quando viene venduta al team Giroix Racing per partecipare al campionato BPR (predecessore del campionato FIA GT1). Si qualificherà all’undicesimo posto assoluto, raggiungendo il secondo gradino del podio per ben tre volte: due in Brasile, sugli autodromi di Curitaba e Brasilia, e una in Italia, alla 4 Ore di Monza.

 

A metà carriera, la livrea della vettura fu cambiata: prima era semplicemente bianca, poi arancione e nera, ma fu sempre sponsorizzata dalla ditta di orologi Frank Muller Watch. Dopo essersi ritirato durante la 24 Ore del 1996 per problemi al motore, il proprietario della scuderia e primo pilota di essa, Fabien Giroix, decise di venderla per investire sulla nuova Lotus Elise GT1, che si proponeva come una delle migliori vetture del futuro campionato FIA GT1. Fu un fiasco.

La McLaren F1 numero #11R, così, finì nel paddock della scuderia Larbre Competition, ma non vi uscirà mai per correre.

Nel frattempo, gli ingegneri del reparto AMG di Mercedes stavano progettando l’entrata del proprio team nella categoria FIA GT1, il cui campionato sarebbe iniziato l’anno successivo. Non erano intenzionati a partire da un foglio bianco per progettare quella che sarebbe poi diventata la Mercedes-AMG CLK GTR, ed erano quindi alla ricerca di una piattaforma dalla quale partire per creare una degna rivale della Porsche 911 GT1. Una certa McLaren F1 che giaceva da un paio di mesi in un garage calzava a pennello.

La #11R fu quindi acquistata dal team Mercedes-AMG e modificata. Ovviamente, il V12 BMW di derivazione F1 non poteva muovere l’auto con cui intendevano dimostrare di essere i migliori costruttori al mondo, quindi fu rimpiazzato con il V12 della SL600, opportunamente elaborato, che successivamente sarà montato sulla CLK GTR e sulla Pagani Zonda. Anche la carrozzeria subì pesanti modifiche: il muso fu stravolto completamente, per testare componenti aerodinamiche da montare poi sulla vettura da competizione definitiva, ed il retro fu allungato per raggiungere le dimensioni ideali della CLK GTR, senza modificare il telaio. Osservandola, però, si capisce subito che si tratta di una McLaren F1: le tre nervature sul fianco e la posizione centrale del pilota non lasciano spazio alla fantasia.

Questo Frankenstein su 4 ruote fu portato sul circuito di Jarama per una prima sessione di test. Come pilota, fu scelto Bernd Schneider, ex pilota di Formula 1 e campione di DTM in carica con la scuderia Mercedes. I test inizialmente andavano bene: in qualche modo, Schneider era riuscito a segnare un tempo inferiore di ben due secondi rispetto al tempo di pole position per il campionato BTR segnato nel 1995 da un normale esemplare di McLaren F1 GTR. Il quarto giorno, però, la situazione precipitò: il V12 cominciò a surriscaldarsi, ma prima che potesse diventare un problema serio, un errore del pilota fece finire l’auto in un muro di gomme.

Il test fu interrotto, ed i dati raccolti furono utilizzati per sviluppare la Mercedes-AMG CLK GTR. E la McLaren?

L’incidente aveva richiamato l’attenzione di diversi media, e ciò aveva indotto i tecnici a riportare in garage la F1 GTR, per non danneggiare l’immagine dell’azienda. Se i test fossero proseguiti, difatti, sarebbero stati certamente molto criticati: il team AMG stava usando come base per la propria vettura da GT1 un’altra GT1 rivale, senza che McLaren ne fosse a conoscenza.

La vettura quindi fu ripristinata utilizzando le parti originali. Il V12 BMW fu rimesso al suo posto, così come i pannelli della carrozzeria, e fu riapplicata la stessa livrea usata nelle ultime gare dalla Giroix, arancione e nera.

La acquistò un cliente probabilmente francese, e fu fotografata al Circuit de Grand Samuc, in Francia.

A cavallo tra il 2001 ed il 2002, fu venduta in Svezia ad un collezionista che possedeva già diverse McLaren F1, e fu fatta convertire per l’uso stradale direttamente dalle officine McLaren (e non da Lanzante, come invece molte altre F1 e P1 GTR).

Immagine: Alex Penfold, per Supercars Owners Circle

Nel 2007, l’esemplare è stato venduto ad un acquirente italiano, e la vettura si trova all’interno delle mura della città di Bergamo, anche se non è mai stata vista per strada. La McLaren F1 GTR infatti è conservata in un apposito garage, dal quale pare sia uscita solamente 2-3 volte, sempre tramite camion dal rimorchio coperto. Il proprietario, tuttavia, è membro del Supercars Owners Circle, e quindi la vettura è stata sottoposta allo shooting fotografico di rito da parte di Alex Penfold, uno dei più celebri fotografi di supercar al mondo. Grazie a queste immagini, possiamo notare come la livrea del team Giroix e Frank Muller Watch sia stata rimossa, in favore di una colorazione completamente “Papaya Orange”.

Questa McLaren F1 GTR ha quindi vissuto tre vite differenti: prima auto da corsa, poi prototipo (non abbastanza) top-secret, ed infine vettura da strada, conservata in un garage per poter essere venduta in futuro ad una cifra esorbitante. Il suo valore, difatti, oggigiorno si aggira attorno ai 20 milioni di euro.

 

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Immagine di copertina: Alex Penfold.