Video del Venerdì: il celestiale canto della Lexus LFA.

Sono molte le vetture che ci fanno girare la testa grazie al loro sound. Una Maserati, ad esempio, con il suo fiero gorgogliare può causare momenti di trance profonda, così come il tagliente sound di una Lamborghini Murcielago SV ad alti regimi sa regalare istanti di intenso piacere. Tra il grande coro delle supercar, però, c’è un soprano la cui voce emerge chiaramente: viene dal Giappone, e si chiama Lexus LFA.

Nel 2009, quando questa vettura venne finalmente presentata al grande pubblico, suscitò grande scalpore, “rubando” la scena alle rivali italiane. Lexus, la Casa automobilistica che progettava le proprie vetture per un pubblico “over-60”, focalizzandosi su confort e tecnologia ibrida, aveva prodotto una supercar V10 in fibra di carbonio, disegnata da un italiano, Leonardo Fioravanti (da cui LF-A), e nel giro di un anno ne sarebbero stati prodotti 500 esemplari, ad un prezzo di 375 mila euro.

La Lexus LFA è qualcosa di unico. Il motore, un 4.8 V10 progettato dal team di Formula 1 di Toyota, sviluppa 560 CV di potenza massima, è composto di materiali pregiati ed innovativi, che lo rendono più leggero di un V6 tradizionale, e può raggiungere 9000 giri in 0.6 secondi. Il corpo vettura è composto da una monoscocca in fibra di carbonio unita a materiale termoplastico, tecnologia presa in prestito dall’aeronautica, mentre la maggior parte del peso si trova nel baricentro ideale nella vettura, compresi serbatoi di carburante e di liquido lavavetri. Così facendo, nonostante il motore si trovi davanti, la maggior parte del peso sta nel retro dell’auto. Ingegneria pura.

Il motivo per cui tutti se la ricordano, però, non è la tecnologia con la quale è stata sviluppata, e nemmeno il motore, bensì il sound prodotto da esso. Toyota difatti ha investito parecchio sulla “voce” della propria supercar di bandiera, collaborando con il reparto musicale di Yamaha per permettere alla LFA di gridare come una Formula 1 degli anni ’90 ad alti regimi. Gli esperti del suono giapponesi devono aver fatto proprio un ottimo lavoro, perchè l’ “angelico ruggito” di questa straordinaria supercar è in grado persino di frantumare un bicchiere di cristallo.

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