5 eccentriche Shooting-Brake classiche che non conoscevi.

Il termine “Shooting Brake” deriva dai tempi della caccia a cavallo, poichè stava ad indicare il carro che si legava ai cavalli più irrequieti, per tenerli a bada e per trasportare fucili e munizioni.

Pensandoci bene, il concetto è rimasto anche oggi lo stesso: un ampio portellone posteriore che viene montato su una vettura sportiva, compromettendone così le prestazioni, ma guadagnandoci quanto a stile e praticità.

Il genere è nato attorno agli anni ’70, per venire incontro alle esigenze di chi voleva un’auto sportiva, ma allo stesso tempo aveva bisogno di un baule spazioso, e non voleva prendere una Mercedes o una Volvo perchè non abbastanza esclusive.

Ecco quindi le 5 più eccentriche vetture Shooting Brake degli anni ’70 e ’80, e le loro interessanti storie.

Aston Martin DB6 Shooting Brake

Courtesy of RM Sothebys

La leggenda narra che verso la metà degli anni ’60, il proprietario della Casa di Gaydon, David Brown, entrò in una sala riunioni dove vi erano diversi ingegneri, portandosi appresso il proprio cane da caccia, e che, dopo averlo appoggiato sul tavolo, egli abbia esclamato “Costruitemi qualcosa in cui possa starci”. Gli ingegneri di Aston Martin riuscirono nell’impresa, creando la DB5 Shooting Brake, e così Brown poté andare a caccia in Aston per molti anni. La sua DB5, però, cominciò ad attirare le attenzioni di altri facoltosi inglesi, al punto che altri 11 esemplari di DB5 furono costruiti e venduti, nonostante costasse il 50% in più rispetto alla vettura di partenza.

La Aston Martin DB5 Shooting Brake di David Brown, courtesy of RM Sothebys

Terminata la produzione della DB5, però, vi erano ancora dei potenziali clienti desiderosi di portare a casa una Shooting Brake firmata Aston Martin, e per questo motivo 6 esemplari di DB6, l’erede diretta della DB5, furono inviati a due importanti carrozzieri dell’epoca, Radford e Panelcraft. Il primo produsse quattro vetture, il secondo solamente due, e per questo motivo si tratta di una vettura molto ricercata e dal valore in costante crescita. Oggigiorno, per averne una vi servirebbero più di 700 mila dollari.

Ferrari 330 GT Vignale

Courtesy of RM Sothebys

Di solito, dopo aver commissionato una vettura speciale ad un carrozziere, la si custodisce gelosamente in garage e la si espone solamente in caso di concorsi di eleganza. La sorte di questa particolare 330 GT, però, non ha seguito la norma. Essa, difatti, nacque come 330 GT carrozzata da Pininfarina e personalizzata per il mercato americano, ma dopo soli due anni, il proprietario decise di restituirla al concessionario dal quale l’aveva acquistata, appartenente a Luigi Chinetti.

Egli decise che questa vettura sarebbe dovuta diventare qualcosa di ancora più speciale, e per questo motivo si rivolse alla carrozzeria torinese “Vignale”, che con questa vettura chiuse “con il botto” la propria esperienza con Ferrari. Il risultato fu una Shooting Brake dalle linee avveniristiche, che fu esposta alla cinquantesima edizione del Parco Valentino, in seguito al quale fu rispedita negli States.

Courtesy of RM Sothebys

Tra i proprietari, figura il cantante Jamiroquai, famoso per la propria collezione di auto esotiche, che l’ha rivenduta nel 2015 poco dopo averla esposta al Goodwood Festival dello stesso anno. Nel 2017, è stata battuta all’asta da RM Sothebys per la cifra di 313.000 dollari, decisamente bassa considerando l’esclusività della vettura. Provate a capirci qualcosa nell’ambito delle aste di automobili…

Curiosità: su Internet si trovano immagini di questa vettura di colore verdone e beige. Questo perchè era stata riverniciata nel corso degli anni, mentre nel 2017 il nuovo proprietario, dopo averla comprata da Jamiroquai, ha voluto farla ridipingere del colore originale.

Lamborghini 400GT Flying Star

Di alfone45

Giampaolo Dallara, fondatore e proprietario dell’omonima fabbrica di telai da competizione, ha dichiarato di aver voluto che la prima vettura stradale prodotta dalla sua Casa, chiamata difatti “Stradale”, avesse un design povero di spigoli, poichè a suo dire, gli spigoli “invecchiano subito”. Nella storia dell’automobile, si trovano moltissimi esempi in grado di confermare questa affermazione, ma la Lamborghini 400GT Flying Star sfata fieramente questa affermazione.

Essa, difatti, risale al lontano 1966, ma non lo dimostra, grazie ad una linea intelligente, fatta di angoli retti e linee secche, che però riescono a risultare armoniose nel complesso. Questa one-off è basata sulla 400GT, che è, per ironia della sorte, la Lamborghini più “tondeggiante” che sia mai stata prodotta, e ciò evidenzia l’enorme lavoro fatto dalla Carrozzeria Touring per rendere unica una vettura già molto esclusiva.

Di Alfone45

La caratteristica più interessante della vettura è data dal tetto, poichè esso presenta una forma arcuata davvero originale, dando origine ad una delle Shooting Brake più aerodinamiche di sempre. Probabilmente, la visibilità posteriore non ci ha guadagnato, ma in compenso il profilo è tra i più belli mai visti su una station wagon. Questa vettura è stata acquistata originariamente dallo scrittore del film sui Borgia, Jacques Quoirez, per poi finire in Regno Unito. Il valore di questa vettura è difficile da calcolare, probabilmente siamo tra i 350 ed i 400 mila dollari, ma occhio agli “affari”: ne è stata costruita una replica fedelissima, tuttora in circolazione.

Ferrari 365 GTB Kombi

Di Buch-t

Luigi Chinetti Jr, importatore americano di Ferrari, ha venduto la sua 330 GT Vignale, di cui parliamo sopra, per un motivo ben preciso: aveva in cantiere qualcosa di ancora più speciale. Parliamo della 365 GTB Kombi, spettacolare shooting brake basata sulla 365 GTB Daytona, una delle Ferrari più celebri di sempre.

Si distingue da qualunque altra autovettura per dettagli davvero anacronistici, come l’enorme lunotto posteriore che finisce coprendo i fanali ed i vetri laterali posteriori che si aprono come le Falcon Wings della Model X. Sotto il cofano, romba un V12 4.5 da 350 CV, che trasforma questo salotto signorile in un razzo da autostrada.

Da Coachbuilt.com

Il valore di questa vettura è elevato, e si aggira tra i 750 mila ed il milione di dollari, secondo la Gooding&Company che l’ha venduta nel 2016 a Pebble Beach. Probabilmente, il prezzo è più vicino al milione…

Aston Martin Lagonda Shooting Brake

Courtesy of RM Sothebys

Oggigiorno, modificare qualcosa di appartenente al passato pare essere un crimine. Nei restauri, difatti, si cerca sempre di mantenere l’originalità di un prodotto, in particolare di un’automobile, al punto che una Porsche 959 danneggiata nel frontale sta girando di proprietario in proprietario senza che nessuno abbia il coraggio di aggiustarla.

Per questo motivo, la storia della Lagonda Shooting Brake appare singolare: non è stata convertita a Shooting Brake dopo l’acquisto, bensì nel 2006, quando l’originale acquirente svedese la rivendette ad un connazionale, che decise di trasformarla in una Shooting Brake ispirata alla DB5 di David Brown. La mossa potrebbe essere definita sia audace che incosciente, considerando che solo 85 Lagonda sono state prodotte in quell’anno, ma il risultato, indubbiamente, è d’impatto.

Courtesy of RM Sothebys

Questa vettura è stata modificata con un kit preesistente, creato ancora nel 1985, ma ciò che la differenzia dagli altri progetti è il fatto che mentre le altre Lagonda Shooting Brake hanno dei finestrini posteriori inediti, che ricordano fin troppo un carro funebre o una versione “furgonata”, questa ha mantenuto il montante C invariato, permettendo così alla Lagonda di mantenere maggior dinamismo,  e di conseguenza maggior valore. Questa particolare Lagonda, difatti, vale 100 mila dollari, molto di più rispetto alle altre Shooting Brake basate sulla stessa vettura.

 

 

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