Saleen è tornata, ed è più forte che mai.

Gli Stati Uniti d’America sono ricchi di preparatori che prendono le varie Mustang, Challenger e Charger, le ribassano, montano un V8 da 1000 CV ed un cofano con una gigantesca presa d’aria, ma tra tutti questi, vi era, anzi, ora vi è, un caso piuttosto particolare.

Il primo disegno della Saleen Mustang.

Parliamo di Saleen, che si distingue dai rivali per un semplice motivo: non è un tuner, è una vera e propria Casa automobilistica. Nata nel 1983 per il volere del pilota di Formula Atlantic Steve Saleen, che inizia disegnando il primo prototipo sul tavolo della cucina, per poi renderlo vero e portarlo in pista. Tale vettura era una Ford Mustang con aerodinamica, freni, sospensioni ed interni da gara. Con tale vettura, arrivano già successi automobilistici per la neonata Casa, culminati con la vittoria della 24 ore di Mosport, e la scia prosegue anche con le successive rivisitazioni del modello.

Progetto originale della Saleen SA-10

Nel 1988 inizia la produzione dello Sportruck, pick-up da competizione basato sul Ford Ranger, e l’anno successivo viene presentata una delle Saleen più belle di sempre: la SSC, muscle car da 300 CV sempre basata sulla Ford Mustang, ideata per celebrare i 5 anni di attività del marchio e prodotta in 161 esemplari. L’evoluzione di quella serie di Mustang, però, termina nel 1993, con la presentazione della SA-10, uno spettacolare regalo per il decimo compleanno della Casa.

La Saleen S351

Dal ’94, difatti, si affaccia sul mercato una nuova serie di Mustang, e Saleen non aspetta un secondo per modificarne diversi esemplari a regola d’arte. Nascono così la S351 e la SR, bestia da ben 400 CV. A queste due vetture si affiancherà poi una delle Saleen di maggior successo di sempre, la S281, che è la Mustang che finisce schiacciata sotto al camion in 2 Fast, 2 Furious (si trattava di una vettura stampa che in origine era gialla, e poi era stata ridipinta di rosso per esigenze di copione).

La Saleen XP8, tramite Saleen.com. L’immagine pare sia stata presa dalla Casa tramite Jalopnik, tutti i diritti appartengono al fotografo che ha scattato.

Da lì in poi, arrivano la Contour, basata sulla Mondeo, la SA-15, Mustang per festeggiare il quindicesimo anniversario, la XP8, Ford Explorer da 286 CV e con un bel bodykit, e soprattutto il disegno di una hypercar molto aerodinamica, chiamata “Molly”. Questo disegno si tradurrà poi nella concretizzazione del sogno di Steve: realizzare una vettura completamente originale.

Axion 23

Tale vettura, come probabilmente saprete, è la Saleen S7, hypercar nata per correre, ma che può anche essere utilizzata su strada; è a tutti gli effetti la MC12 d’oltreoceano.

Sotto il cofano romba un 7.0 V8 da 575 CV, che la lancia a 100 chilometri orari in soli 3.3 secondi, rendendola così l’auto da strada più rapida a raggiungerli, fino all’arrivo della Bugatti Veyron. Il dato più impressionante di tutti riguardo quest’auto, però, è la cifra scritta sul fondoscala del contachilometri: 390 km/h. L’esterno era da sportiva estrema ultra-aerodinamica, ma contrariamente a quanto si potesse pensare, l’interno era un tripudio di lusso e tecnologia. Aprendo la portiera ad “ala di gabbiano”, controllabile da remoto, ci ritroviamo difatti di fronte ad uno schermo LCD che funge anche da telecamera posteriore. Tutto ciò negli anni 2000 era pura fantascienza. Per far funzionare il tutto anche in situazioni estreme, l’impianto elettrico è uno dei più raffinati mai montati su un’automobile. Nella lista dei materiali, difatti, troviamo cavi rivestititi di un materiale militare, oro e persino Kevlar. All’epoca, era praticamente impossibile fare di meglio, si faceva seria competizione alla Mercedes Classe S.

Axion 23, tramite Wikimedia Commons

Quest’auto era così moderna che potrebbe essere tranquillamente ancora in vendita oggigiorno. Oh, aspetta, infatti lo è!

Saleen, difatti, è da poco stata acquistata da un gruppo cinese, al fine di risollevare le sorti del marchio dopo che i principali modelli offerti da Saleen hanno floppato. E tra la le vetture che verranno vendute figura anche la S7, oramai ventenne, ma che sembra proprio essere immortale.

Immagini dalla presentazione ufficiale.

Ovviamente, vendere oggigiorno una vettura da 575 CV significherebbe vendere una supercar, e per dare un grande impatto mediatico ad un marchio neonato, ci vuole una hypercar (scopri in questo articolo quali altre case usano questo stratagemma). E la nuova Saleen ha ovviato al problema, modificando il 7.0 V8 della Saleen per produrre una quantità di potenza decisamente maggiore.

Non è la prima volta che questo versatile motore viene modificato per produrre una quantità spaventosa di cavalli. Già nel 2005, difatti, con l’aggiunta di due turbo Steve Saleen era riuscito a toccare quota 750, nel 2016 durante un primo tentativo di rilancio si era raggiunta la cifra di 1300 CV, ma ora il nuovo gruppo cinese pretende ancora di più da quel V8. In qualche modo, difatti, sono riusciti a “tirargli fuori” 1500 cavalli di potenza massima, il che significa che raggiungerà i 100 chilometri orari prima della fine di un pit stop Ferrari (2.2 secondi), e che il motore svilupperà una coppia “da tir”: 1800 Nm. Cifre spaventose, ben più importanti della velocità massima del veicolo. Eppure, è proprio su quel dato che si concentra la campagna mediatica della nuova Saleen.

La Saleen S7 Twin Turbo, foto di Valder 137 tramite Wikimedia Commons.

Probabilmente ricorderete che già nei primi anni 2000 si fantasticava sul fatto che la S7 avrebbe potuto superare i 400 chilometri orari, e nel 2005 con l’aggiunta dei due turbo si pensava sarebbe diventata l’auto più veloce del mondo, raggiungendo i 430. Non è possibile stabilire se queste cifre fossero solo uscite dalla fantasia di qualcuno che ama “spararla grossa”, o se invece effettivamente questa vettura così aerodinamica e potente potesse raggiungere una velocità superiore allo Shinkansen giapponese. Il fatto che ora si dichiari che la nuova S7 raggiungerà i 480 chilometri orari, però, fa desumere che non si tratti di pura fantasia, bensì di qualcosa di plausibile. Ora bisogna trovare un rettilineo abbastanza lungo per raggiungere questa velocità…

La nuova Saleen, però, non rinascerà solo grazie a 7 S7, che sono già state prodotte in California e a breve saranno finalmente vendute, per porre una decorosa fine alla controversa storia della S7. All’evento organizzato per promuovere la rinascita del marchio, difatti, sono state presentate altre tre vetture.

La Saleen S1

La prima è la S1, erede del fallito progetto della S5, uccisa dalla crisi del 2008. Questa vettura si propone come sportiva di nicchia, venduta negli Stati Uniti alla cifra di 100 mila dollari tondi tondi (40 mila in più della nuova Corvette C8), e anche, se non soprattutto, come vettura da competizione, a cui verrà anche riservato un campionato monomarca. La forma vi ricorda qualcosa? Non siete i soli.

La S1, difatti, non si basa su un pianale originale Saleen. Vi ricordate la Artega GT, la sportiva tedesca che doveva contrastare la Cayman vendendo 1.500 vetture all’anno? Ecco, pare proprio che fossero avanzati un gran numero di componenti per produrle, e Saleen ha pensato bene di raccoglierli, rimodernarli con uno stile moderno, che la fa apparire slanciata nonostante il passo corto, e di infilare sotto il cofano il 2.3 Ford della Mustang Ecoboost.

Gli interni sono stati anch’essi rimodernati, ma non saranno di certo la prima cosa che guarderà un cliente. La vettura, difatti, è progettata per fornire il massimo piacere di guida, e una sportiva di soli 4 metri e 1200 chilogrammi con 450 cavalli probabilmente ne può fornire in abbondanza. E il fatto che il pianale sia vecchio di 10 anni passa in secondo piano, dato che si propone come rivale alla Evora, che giovane non è…

La seconda è un SUV ad alte prestazioni, 400 CV e 450 Nm di coppia sprigionati da un motore Ford potenziato, montato sulla Jiangling S330, vettura cinese che pare verrà importata anche in Europa, nonostante sia identica ad una Range Rover Evoque. Il motore Ford è lì poichè tra i piani di Ford vi è quello di fare un’operazione di re-badge della S330, creando la Territory, da produrre e vendere solamente nel mercato cinese. Strana la storia di questo SUV…

La terza è la Maimai (che sia un pronostico sul suo arrivo in Europa?), microcar identica in tutto e per tutto alla InnoVech My Car, quadriciclo vecchio di 15 anni disegnato da Giugiaro. Non molto Saleen, ecco…

Queste nuove proposte vi spaventano, e vi fanno rimpiangere gli antichi fasti di Saleen? Non disperate, ricordatevi che ci sono ancora due vetture che Saleen non ha cestinato.

Saleen.com

Una è la spettacolare S302, muscle car su base Mustang capace di 730 CV di potenza massima, ottenuti grazie ad un folle turbocompressore volumetrico a doppia vite da 2.8 litri, potenza che non viene celata dietro una carrozzeria “civilizzata”, bensì viene accompagnata da un look aggressivo e a parer mio davvero spettacolare.

Saleen.com

L’altra è la Sportruck XR, pick-up estremo da 700 CV basato sulla selvaggia Ford F-150 Raptor. Questa belva è semplicemente un mostro per mangiarsi lo sterrato, e grazie alle sospensioni Fox non ci sarà asperità che non potrà essere superata. Un’auto 100% yankee, che in Europa non potrebbe nemmeno esistere, e che sembra proprio l’incarnazione dello spirito della libertà.

Saleen.com

Saleen, inoltre, produce uno spettacolare bodykit per la Tesla Model S.

E voi cosa ne pensate? Meglio che il marchio Saleen fosse morto assieme alle sue ultime, folli, creazioni, o è meglio che continui a vivere, seppur in vesti decisamenti diverse?

 

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