Rivelato il nome della futura hypercar di Lotus: si chiamerà “Evija”.

Le hypercar di ultima generazione sono spesso caratterizzate da nomi esotici ed allo stesso tempo abbastanza bizzarri, come “Huayra”, “LaFerrari”, “Intensa Emozione” o “Jesko”, ma nel caso in cui si voglia creare una classifica per scegliere quale sia il nome più eccentrico, si può incontrare qualche difficoltà, perchè sono più o meno tutti allo stesso livello.

Ad ovviare a questo problema, però, ci pensa Lotus, presentando in anteprima al Festival of Speed di Goodwood 2019 la propria futura astronave stradale. Essa, difatti, si chiamerà “Evija”.

A primo impatto, il nome potrebbe sembrare arabeggiante, ma, almeno secondo Lotus, si tratta invece di una sorta di acronimo, che inizia con “E”, come tutte le vetture Lotus (Elise, Exige, Evora, Europa, Elan, Esprit, Carlton…), e questa “E” è seguita da una “V”, ad indicare il fatto che si tratterà di una hypercar completamente elettrica, ed il resto del nome dovrebbe significare “colei che vive”.

A giudicare dal nome, quindi, si tratta di una vettura con grandissime pretese, e anche di una vettura che alla gamma Lotus serviva da molto tempo. Le vendite, difatti, si limitano sempre a numeri relativamente bassi, al punto che nel 2018 sono state immatricolate 1630 vetture in tutto il mondo, e l’aggiunta di una hypercar dal prezzo a 6 zeri, che sarà prodotta in soli 130 esemplari in omaggio alla Lotus Type 130, potrà di certo portare capitali che permetterebbero a Lotus di regalare al mondo una sostanziale rivisitazione di quel capolavoro a quattro ruote che è l’Elise.

Secondo Phil Popham, nientemeno che il CEO di Lotus, la Evija, nonostante il motore a zero emissioni e l’altissimo tasso di tecnologia, avrà un’anima completamente riconducibile alla Casa di Hethel, e sarà un punto di svolta per il futuro di uno dei marchi storici dell’automobilismo. L’avvento di questa vettura, quindi, avrà anche un grandissimo valore simbolico per una Casa che non parte dal foglio bianco per sviluppare un modello nuovo dal 2008, e dimostrerà al mondo che Lotus è pronta ad affacciarsi sul futuro.

Gli scettici, però, potrebbero pensare che si tratti di un semplice bluff, e a malincuore dobbiamo riconoscere che non si tratta di una teoria completamente infondata. Ricorderete, difatti, che già nel 2010 era stato promesso un radicale cambiamento all’interno della gamma Lotus, con la presentazione della Elan e della Esprit reinventate, ma i vari progetti erano tutti morti sul nascere. Stavolta, però, dietro Lotus vi è nientemento che Geely, uno dei capisaldi dell’industria automobilistica cinese, quindi possiamo immaginare che i fondi per creare qualcosa di grandioso ci saranno di certo.

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