Articolo speciale 100.000 visite: ci rechiamo in Irlanda per scoprire la cultura automobilistica locale. Le sorprese non mancheranno.

Ebbene sì, siamo lieti di annunciare che il nostro sito abbia raggiunto l’importante traguardo delle 100.000 visite.

Ovviamente, ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile raggiungere questo traguardo, e tra essi anche tu, che stai leggendo questo articolo ora. Ora, però, è il momento di sedare tutta questa voglia di ringraziamenti, poichè abbiamo un nuovo, interessante articolo da proporvi.

L’Irlanda

L’Irlanda è una spettacolare isola europea, situata tra l’oceano Atlantico e l’isola Britannica, ed è soprannominata “Isola Verde” per la grande quantità di campi e parchi, tutti verdissimi causa le precipitazioni frequenti. Il clima, però, non rispetta gli stereotipi che noi italiani abbiamo riguardo quelle zone: frequenti precipitazioni, cielo spesso grigio e temperature abbastanza basse. Questi fenomeni atmosferici sono sì piuttosto frequenti, ma si alternano anche molto rapidamente a momenti di sole e tepore, al punto che può capitare di uscire di casa con il Sole, beccarsi un nubifragio durante il tragitto e una volta raggiunta la destinazione ritrovarsi di nuovo baciati dalla nostra stella.

Uno stereotipo che invece viene confermato è il fatto che la maggioranza degli irlandesi siano persone aperte e cordiali: capita infatti di frequente di salutarsi anche solo se ci si incontra per strada, a parte nella caotica capitale, o se si ha bisogno di indicazioni, praticamente chiunque si fermerà ad ascoltarvi e risponderà alla vostra domanda sorridendo. La pulizia e l’ordine sono decisamente carenti nella cultura, ma la forza del popolo irlandese è il fatto di riderci su, e di essere felici di ciò che si ha senza pretendere di vivere nella Reggia di Versailles.

La capitale, Dublino, è una caotica città, non una metropoli, ma è comunque un posto allegro in cui stare, grazie soprattutto alla presenza di due grandi parchi che pur essendo in posizione abbastanza centrale fanno respirare un’aria di quiete pari a quella che si respira nelle spettacolari campagne, fatte di stradine tortuose e verdissimi pascoli di bovini recintati da caratteristici muretti a secco.

Il bello dell’Irlanda è il fatto che viverci sia completamente diverso rispetto al vivere in Italia. La differenza principale è data dal cibo e da tutto ciò che ci sta intorno. Mentre in Italia il cibo viene preparato con grande cura, ed il mangiare assieme è quasi “sacro”, in Irlanda è più una fonte di nutrimento, senza che si dia particolare attenzione alla preparazione o alla scelta del cibo. Vi è però una grande eccezione, data dalla carne: viene cucinata in maniera sublime, soprattutto quella alla griglia. Se quindi non siete grandi fan di patate lesse e pasta stracotta, fiondatevi a mangiare “da carnivori”: vi troverete davvero bene.

In qualità di inviato, ho passato tre settimane in questa strana ed al contempo affascinante isola, con un obiettivo ben preciso: osservare il mercato automobilistico del paese, per vedere quali differenze vi siano con quello italiano. A primo impatto sembra interessante come recarsi in Marocco per studiare la vita degli Orbettini, ma scopriremo assieme quanto possa essere interessante.

L’auto in Irlanda

P L Chadwick

Skoda Superb. Nissan Primera. Suzuki SX4 Sedan. Nissan Tiida. Hyundai Accent. Kia Optima. Mitsubishi Lancer. Toyota Avensis. Nissan Almera. Hyundai Sonata. Kia Magentis. Nissan Prisma. Hyundai Sonica. Honda Stream. Chevrolet Epica. Chevrolet Lacetti. Toyota Corolla. Honda Legend. Toyota Camry. Renault Fluence. Nissan Cube. Honda Stream.

Tutte queste vetture hanno due caratteristiche comuni: sono decisamente anonime, e pertanto non riscuotono grande successo da noi, o addirittura non sono nemmeno importate. In Irlanda, invece, le vetture “anonime” come queste hanno decisamente successo, poichè per la maggior parte degli irlandesi l’auto è semplicemente un mero mezzo di trasporto, e viene trattata come tale.

Per questo motivo, le Case giapponesi e sud-coreane riescono a piazzare enormi quantità di vetture, e difatti le vetture più vendute in Irlanda sono la Hyundai Tucson e la Nissan Qashqai. A contrastare lo strapotere dei crossover ci pensano la Volkswagen Golf e la Ford Focus, proprio come qui da noi, mentre vi è un’altra incognita, che invece al mercato italiano manca, ed è quella delle auto elettriche.

Mentre difatti in Italia le vetture elettriche sono una rarità nelle città, e sono ancora più rare nei paesi, in Irlanda è davvero frequente imbattersi in una Nissan Leaf o in una Hyundai Kona a zero emissioni. Durante il mio soggiorno, ho avuto il piacere di veder passare moltissime Model S, qualche Model X, e persino una Jaguar I-Pace ed una Audi E-Tron.

Anche le ibride riscuotono sempre più successo, grazie ad incentivi statali che riescono ad alleviare leggermente gli elevati prezzi delle vetture. Per una Dacia Sandero Stepway usata con 64.000 chilometri, ad esempio, servono 12.500 euro, mentre per una Audi A3 5 porte nuova poco accessoriata ne servono 36.000. Elevandosi ai “piani superiori” della scala gerarchica automobilistica, poi, si scopre che, mentre da noi per una Porsche 718 Boxster bastano 60.000 euro, in Irlanda ne occorrono 12.000 in più, e che per una nuova GLE 300d bisogna sborsarne poco più di 90 mila. Nonostante ciò, comunque, l’Irlanda pullula di Serie 6 e Classe E: è pur sempre il quinto Paese per PIL al mondo.

Un’altra caratteristica che distingue il mercato irlandese, poi, sono i colori delle vetture. Il mondo automobilistico irlandese, difatti, è uno dei più colorati del mondo: è molto frequente, difatti, imbattersi in vetture che sfoggiano i colori meno richiesti delle liste presentate dai costruttori, che sono poi generalmente i colori delle vetture dimostrative. Se quindi siete fan delle vetture di colore verde o viola, l’Irlanda è il posto per voi.

La caratteristica più interessante per un appasionato, però, è il fatto che in Irlanda si possano trovare vetture d’importazione che normalmente in Europa non arrivano, o che sono chiamate con un altro nome. Parliamo ad esempio della Toyota Vitz, che in Irlanda si affianca alla Yaris pur restando molto meno comune, o della Honda Fit, che è quasi più popolare della Jazz sull’Isola Verde. Capita poi di imbattersi in Mitsubishi Colt o Nissan Note con specifiche per il sud-est asiatico: paraurti anteriori e posteriori differenti, alloggi posteriori della targa quadrati, vetri di dimensioni maggiori eccetera. Curiosamente, poi, ho trovato anche alcune Volkswagen Golf di quarta serie con specifiche simili alle vetture sopracitate.

Un’ulteriore tendenza degli irlandesi è quella di acquistare varianti “sedan” di vetture che da noi arrivano solo in configurazione “cinque porte”. Parliamo ad esempio della Chevrolet Aveo, della Ford Focus, della Suzuki SX4 e della Kia Rio, ma anche della Toyota Corolla e della Mazda 3, tutte vetture che noi italiani non possiamo (e soprattutto non vogliamo) acquistare.

Un’ultima curiosità riguardo il mercato inglese è data dalla presenza sull’isola sia di vetture marchiate Vauxhall che di vetture marchiate Opel, e ciò è bizzarro, perchè prima di tutto si sfata il mito del fatto che le Vauxhall siano “Opel con guida a destra”, e poi ciò non avviene con le poche Lancia presenti sull’isola, tutte marchiate Chrysler.

Tutto qua?

Fermandosi a questa parte di articolo, l’Irlanda sembra essere un paese in cui le vetture servono solamente come “autobus a 5 posti”. In realtà, in mezzo ad un mare di vetture perlopiù anonime e trascurate, vi è una grandissima comunità di appassionati che vive la propria passione per l’automobile dedicando anima e corpo alla propria vettura. Qui, se una vettura appartiene ad un appassionato, si vede a un chilometro di distanza.

Lo stile che va per la maggiore è il JDM. Capita infatti di frequente di imbattersi in vecchie Honda Civic o Toyota MR2 con scarichi rumorosi, cerchioni spettacolari, sospensioni ribassate e body kit esuberanti, e la cosa che colpisce maggiormente è la qualità delle modifiche effettuate. In tre settimane di soggiorno, il 90% delle vetture JDM che ho incontrato si sarebbero meritate un’apparizione su una rivista del settore, poichè è raro trovare “pasticci” o modifiche fatte senza averne le competenze.

L’Irlanda è bella perchè è tremendamente varia, e ciò si applica anche alle auto: la seconda tendenza tra gli appassionati è esattamente l’opposto del JDM. Parliamo del restauro di vecchie vetture tedesche, soprattutto Mercedes, che vengono proprio tirate a lucido da appassionati più “maturi”, che poi le guidano con piacere per le lisce strade irlandesi. Queste vetture, nonostante non siano molto rare o appariscenti, fanno girare ancora più teste in Irlanda rispetto alle JDM, a dimostrazione di come i petrolhead (così chiamano i malati di motori) siano decisamente tanti, probabilmente in proporzione anche di più rispetto agli italiani.

Capita inoltre ogni tanto di imbattersi in vetture particolari e sfiziose che non rientrano in specifiche categorie, ma che affascinano certamente. Tra di esse, mi pare corretto citare la Nissan Figaro, curiosa coupè di piccole dimensioni dallo stile retrò, che purtroppo in Italia non arriva, ma anche una spettacolare Peugeot 504 Pininfarina, una Triumph TR4, un’Aston Martin V8 Vantage degli anni ’80, una rarissima DS3 Performance con guida a destra e persino una Chevrolet Camaro prima serie ed una Chevrolet El Camino.

Essendo l’Irlanda il quinto Paese per PIL a livello mondiale, poi, non possono mancare le supercar. La più popolare d’Irlanda è la sublime Jaguar F-Type R, che vende quasi al pari della 911, ma ho avuto la fortuna di vedere anche una lussuosissima Rolls Royce Wraith, una Ferrari California, carina, anche se non è il mio genere, una Mercedes Classe S limousine con 3 portiere per lato ed una gloriosa Alfa Romeo 4C, il cui sound mi è rimasto impresso nel cuore.

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