La Subaru Tribeca è stata etichettata come una delle auto più brutte di sempre, ma se lo merita davvero?

Nelle liste delle auto più brutte di sempre di decine e decine di siti web figura quasi sempre la SUV di dimensioni medio-grandi di Subaru, un po’ perchè quasi tutti si scopiazzano allegramente a vicenda, ma resta il fatto che, secondo noi, in quelle liste non dovrebbe proprio esserci. Ecco perchè.

Premessa: cosa accidenti è una Subaru Tribeca?

Per molti di noi il nome Tribeca potrebbe non risultare familiare, il che è legittimo, dato che in Europa ne sono state vendute solamente 5.400.

La Tribeca era un Suv prodotto da Subaru e commercializzato per due generazioni prima dal 2006 al 2010 e poi dal 2010 al 2014, e in questo articolo parliamo della prima delle due, che è denominata “B9”.

Era una vettura di fascia medio-alta e dimensioni medio-grandi, venduta ad un prezzo di listino di circa 53.000 euro a partire dal 2006, che tenendo conto dell’inflazione oggi sarebbero 55-56 mila. Si distingueva dalle rivali, la Lexus RX, la BMW X5 e la Volvo XC90, per l’originalità del design e la praticità tipica del marchio Subaru, ma nonostante questo non riusciva minimamente a competere nelle concessionarie, anche perchè come sappiamo Subaru non si fa grande pubblicità qui da noi e punta quasi solo sui devoti del marchio.

Le dotazioni tecniche erano di tutto rispetto. In Italia era disponibile solamente nell’allestimento “Limited”, che significava un 3.0 V6 benzina da 245 cavalli di potenza massima e 297 Nm di coppia già a 4200 giri, grazie al quale raggiungeva i 100 chilometri orari da ferma in meno di 10 secondi, niente male per un SUV a sette posti da due tonnellate giuste giuste.

Di serie montava sedili in pelle riscaldati regolabili elettricamente, una telecamera posteriore, cruise control, navigatore e un lettore CD con schermo da 9 pollici che creava un vero e proprio cinema per chi sedeva sui sedili posteriori. Sono tutte cose che oggigiorno diamo per scontate, ma che nel 2006 erano davvero all’avanguardia, e che hanno iniziato a comparire su vetture di fasce inferiori molto tempo dopo.

Su strada il suo comportamento era decisamente migliore rispetto alla concorrenza. La Tribeca era difatti un Suv pensato per correre in autostrada e sfilare in città, e non certo per affrontare sentieri accidentati, mentre le sue rivali erano tutte progettate per scalare ripide montagne e guadare fiumiciattoli, anche se poi ben pochi dei loro proprietari effettivamente facevano cose del genere. La Tribeca è quindi, tra le tante cose, l’iniziatrice del segmento più in voga in questo momento, e che vi piacciano o meno le Suv cittadine va comunque riconosciuta questa capacità di leggere il futuro prima degli altri.

La guidabilità era ottima, grazie alla distribuzione equa dei pesi tra il lato destro e quello sinistro e anche grazie ad un corpo vettura basso e largo, che andava in controtendenza rispetto alle Suv di quel periodo, lanciate in una corsa verso l’alto che si traduceva in un comportamento “dondolante”. Oggigiorno siamo arrivati ad avere Suv più basse di citycar, quindi anche qui possiamo vedere come la Tribeca abbia “fatto scuola”.

Perchè mi sembra di averla già vista da qualche parte?

La Subaru Tribeca è una delle vetture più importanti del decennio scorso, perchè ha delineato i caratteri della vettura moderna: Suv senza capacità fuoristradistiche, dal corpo vettura basso e largo ed ottimizzate per avere un comportamento su strada di tutto rispetto e spedire un feedback di assoluto piacere al guidatore. Ma la filosofia non è l’unica cosa ad essere stata ripresa dalle altre Case per modelli di maggior successo. Anche il design, uscito dalla matita di Andreas Zapatinas, anacronistico al punto da essere stato criticato dai più al momento della sua uscita, è stato riproposto su altre vetture, e l’esempio più eclatante è dato dalla…

Hyundai Tucson

Tra tutte le auto che hanno ripreso caratteristiche stilistiche dalla Tribeca, la Tucson è quella che lo ha fatto in modo più sfacciato. La forma e la posizione dei fari, la nervatura che unisce i fari, il taglio del terzo finestrino e la forma del lunotto sono tali e quali a quelli del Suv di Subaru, e anche i catarifrangenti sottoforma di linee orizzontali sono molto simili, seppur posizionati in posti leggermente diversi. Lo spoiler che incombe sul lunotto ed il terzo stop presentano anch’essi delle notevoli somiglianze, ma ciò è anche abbastanza normale, sono molte le vetture con uno spoiler di quel genere. La nervatura che parte dai fari ed arriva a metà fiancata, invece, sembra anch’essa derivata proprio dalla Tribeca.

Zoomando sulla tre-quarti posteriore diventa quasi impossibile stabilire se si tratti di una Tucson o di una Tribeca…

In conclusione

La Subaru Tribeca non va vista semplicemente come un flop a livello globale, sarebbe estremamente riduttivo nei suoi confronti. La carrozzeria, disegnata da Zapatinas, sembra ancora attuale, e più invecchia, più diventa piacevole alla vista, e ciò significa che non era una vettura brutta, bensì anacronistica. Inoltre, ha lanciato il segmento più in voga del momento, quello delle fuoristrada che non vanno fuoristrada, e ha dettato le caratteristiche da seguire per produrre auto del genere che siano comunque piacevoli da guidare. Potrà sembrare esagerato definirla un cardine dell’automobilismo, ma va riconosciuto il fatto che abbia saputo dare un assaggio di futuro già 13 anni fa.


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Autore dell'articolo: Yuk4woo

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