Rinascere dalle proprie ceneri si può. E Spyker e Fornasari ce lo stanno dimostrando. Forse…

Spyker e Fornasari sono stati due piccoli Davide che hanno provato ad allearsi con alcuni Golia per fare a pugni con altri, ma non sono riusciti a trovare una fionda abbastanza potente per scagliare i loro pregiati sassi. Di conseguenza, entrambe le Case sono andate incontro al fallimento, Spyker nel 2012 e Fornasari nel 2015.

Un fallimento per una Casa automobilistica significa una gran bella batosta, perchè le spese in questo settore sono tra le più elevate a livello globale, e un mancato profitto significa uno spaventoso indebitamento. Spesso e volentieri, quindi, dopo essere fallita, una Casa chiude i battenti: è successo alla Bugatti di Romano artioli, a tutti i marchi della British Leyland, alla Saab, alla De Tomaso, alla Talbot, alla Autobianchi, alla Hummer e la lista di nomi conosciuti dell’automobilismo potrebbe durare ancora a lungo.

Soprende quindi che due piccoli atelieri praticamente artigianali siano riusciti in ciò che questi grandi nomi hanno fallito, ma prima di gridare al miracolo, è meglio analizzare ogni singolo caso.

Il caso Spyker

La condizione di Spyker è quella più facile a comprendersi. Sappiamo che nel 2014 la Casa è riuscita a trovare un accordo con i debitori, grazie al quale nel 2015 si è potuto stilare un documento riguardo l’intenzione di riprendere la produzione di automobili senza che nessuno storcesse il naso. Il risultato è la splendida C8 Preliator presentata al salone di Ginevra del 2016, un vero e proprio “aeroplano senza ali” come lo definisce la stessa Spyker. Questo capolavoro di manifattura monta un V8 da 525 cavalli di potenza posizionato centralmente e che continua fin verso il posteriore, ad indicare un’inaspettata indole pistaiola. Nonostante le dimensioni decisamente importanti e le rifiniture di prima classe, pesa solamente 1390 chilogrammi, il che la rende una vettura decisamente competitiva a livello globale. Il problema che si pone è però il solito: chi mai comprerebbe una Spyker al posto di una Ferrari, di una Lamborghini, di una Aston Martin o di una McLaren?

Stavolta, però, c’è anche una risposta: è più raffinata di una McLaren, meno imbarazzante di una Lamborghini, è un’auto da appassionati a differenza delle Aston Martin e sugli scarichi ha incisa una scritta in latino, “nulla tenaci invia est via”, cosa che non si trova su una 488 GTB o su una Portofino. Gli interni, poi, sono un’altra ottima scusa per prendersene una: il livello delle finiture rasenta quello delle Pagani, ma non risulta mai eccessivamente sfarzoso.

In conclusione, Spyker è risorta dalle proprie ceneri proprio come una fenice, dimostrando di meritarsi il proprio motto: Per il tenace, nessuna strada è impercorribile.

Il caso Fornasari

Alexander Mil

La vicenda della Casa di Vicenza è un po’ più complessa, e soprattutto molto più sconosciuta. Mentre infatti il nome Spyker circola tra gli appassionati, di Fornasari si parla ben poco, e difatti non molti di voi sapranno che dopo essere stata dichiarata fallita dal tribunale di Vicenza nel 2015, ha iniziato a progettare una sportiva di medie dimensioni, ribattezzata Gigi, presentata ufficialmente al Salone di Ginevra del 2019, anche se in realtà qualche prototipo era già in giro da un po’. Per l’occasione, è stato anche creato un sito web dedicato appositamente a questa vettura, che mostra come siano offerte infinite possibilità di personalizzazione, che però si pagano a caro prezzo. Il listino parte difatti da 185.000 euro per la “base”, con un motore GM da 450 cavalli, 225.000 per la “Luxury”, che di cavalli ne ha 550, e la “Exclusive” da 650, che brucia lo 0-100 in 3.1 secondi. Di certo non è un’auto economica, ma dopotutto il target a cui punta ha più paura del fisco piuttosto che del prezzo di listino.

Matti Blume

Della vettura non ci sono pervenuti avvistamenti su strada, eccezion fatta per un evento dedicato ai possessori di supercar italiani, ma è legittimo ipotizzare che probabilmente la situazione è destinata a cambiare, perchè Ginevra è una grande passerella a livello mondiale e permette a molti piccoli costruttori di emergere.


In sintesi, fa sempre piacere quando un’azienda si risolleva, soprattutto in ambito automobilistico, perchè significa sempre una nuova ventata d’aria fresca. Ora che la TVR, la Spyker e la Fornasari sono risorte, viene da chiedersi quale sarà la prossima. Mosler?



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