5 cose interessanti che non sapevi su Spyker

Spyker è uno di quei marchi che si sentiva nominare su internet una decina di anni fa, ma che è poi scomparso, al punto da essere stato dimenticato dai più. Produceva la C8, una lussuosissima supercar artigianale che doveva far concorrenza di gran classe alla Ferrari F430, indiscussa regina del periodo, ma non ha avuto il successo sperato, nonostante la grandissima ambizione che aveva sulle spalle. Finora, però, abbiamo detto solamente cose che avete già letto di sicuro cercando “Spyker” su Google. Ora è il momento di dirvi curiosità ben più interessanti.

Spyker ha prodotto la carrozza dei reali d’Olanda

Il marchio Spyker esisteva già nel 1898, come costruttore di carrozze e automobili di lusso. Uno dei suoi primi lavori è stato appunto la creazione di una carrozza per la famiglia reale olandese, per festeggiare l’investitura della regina Wilhelmina. È stata utilizzata per i vari battesimi e matrimoni reali, e lo è ancora tuttoggi, grazie anche ad un restauro operato nel 2015 per renderla più sicura. Nel 2010 un uomo ha scagliato un portalampada contro questa carrozza, causando lievi danni alla scocca, ed è stato portato per un anno in una clinica psichiatrica.

Con la C4 hanno stabilito un record mondiale

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Nel 1920 Spyker costruì una serie di C4, dotata di un V6 Maybach, con la quale stabilirono un impressionante record mondiale: la vettura fu guidata ininterrottamente per 36 giorni tra le città di Nimega e Sittard, nei Paesi Bassi, percorrendo 30.000 chilometri, dato impressionante considerando il periodo. Con questa impresa, Spyker batté il precedente record, detenuto da Rolls Royce, che era di 24.000 chilometri, e, probabilmente per provocazione, l’allora direttore di Spyker seguì l’ultimo giro di quest’impresa proprio a bordo di una Rolls.

Spyker ha disegnato uno dei primi SUV-Coupé

Simon Davidson

La Lamborghini Urus, la Mercedes GLE Coupé, la nuova Cayenne, la X6, l’Audi Q8, hanno tutte un’antenata spirituale costruita da Spyker nel 2006. Questa vettura si chiamava “D12 Peking-to-Paris”, ed era un prototipo marciante, con un W12 di derivazione Volkswagen da 500 cavalli di potenza che avrebbe dovuto scagliarla a 100 chilometri orari in soli 5 secondi. Le caratteristiche peculiari di questo modello sono il tetto quasi interamente in vetro, in pieno stile Tesla, ed un interno molto simile ad uno yacht di lusso, ricco di tessuto beige e particolari in raffinato alluminio.

Spyker stava per comprare Saab

Kunziger

Se un giorno dovessimo leggere sul giornale che Pagani ha appena comprato la Opel ci preoccuperemmo seriamente, eppure una cosa del genere stava per succedere nel 2010. Quell’anno, difatti, i vertici Spyker contattarono la General Motors per rilevare un marchio in crisi, Saab appunto, e una volta trovato un accordo furono emanati comunicati stampa entusiastici da entrambe le parti. Rileggerle mette malinconia, poichè molte frasi di questi comunicati recitano frasi del tipo “è fantastico sapere che ora il futuro di Saab è in mani sicure”, mentre sappiamo tutti come è andata a finire. Saab è fallita, e Spyker pure, senza che questo sogno fosse realizzato.

Spyker è stato un team di Formula 1

Morio

Pochi di voi se ne ricorderanno, ma nel 2007 nella lista dei team di Formula 1 ne compariva uno fieramente arancione, Spyker F1, il cui vero nome sarebbe Etihad Aldar Spyker F1, per ragioni di sponsor. Il team era nato in seguito all’acquisizione delle infrastrutture e dei materiali dal team Midland F1, che era nato sulle ceneri della Jordan, il team fondato da Eddie Jordan, il presentatore ricciolo di Top Gear nelle stagioni 23 e 24. Al volante della Spyker F1 vi fu saldamente Adrian Sutil, che ottenne addirittura un ottavo posto in Giappone, mentre sull’altra monoposto si sono alternati ben tre piloti: Albers, che durò fino alla nona gara, per poi essere stato “strappato” dalla sua monoposto da Winkelhock, che pagò ben 750.000 dollari alla Spyker per correre il Gran Premio D’Europa. Durante la gara, riuscì addirittura a portare la sua monoposto in testa alla corsa, per poi ritirarsi. Al suo posto fu scelto Yamamoto, che non ottenne grandi risultati. L’intera stagione, però, fu segnata da ben 14 ritiri, su 17 gare, il che non ne fa certo il team più affidabile. Anche per questo motivo finì all’ultimo posto della classifica del mondiale costruttori di quell’anno. A causa di problemi economici, il team fu venduto a Vijay Mallya, patron di Force India, che difatti rinominò così il team, dopo l’ultimo Gran Premio, corso come “Orange India”.

Ultima piccola curiosità

Spyker per un servizio fotografico della nuova C8 Aileron scelse il territorio bresciano, in particolar modo il lago d’Iseo e Adro, un piccolo paese in Franciacorta.


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Autore dell'articolo: Yuk4woo

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