Il nuovo Top Gear sta superando The Grand Tour?

Il 10 marzo 2015 un uomo inglese ha dato un pugno ad un uomo irlandese. Un’azione sì scorretta, sì evitabile, ma che solitamente causa solo un occhio nero ed una denuncia. Se però dalla parte dell’offensore ci sta Jeremy Clarkson, ambasciatore delle quattro ruote nel regno della Televisione con la T maiuscola, e dalla parte della vittima uno dei produttori dello show più fortunato di sempre, Top Gear, allora sì che le conseguenze sono pesanti, e vanno ad impattare anche su chi quel 10 marzo stava mangiando una pizza, stava facendo la doccia o stava guardando proprio Top Gear. E queste conseguenze le conosciamo: Jeremy licenziato, i suoi colleghi che lo seguono, assieme anche al produttore esecutivo, Andy Wilman, Amazon che vuole rilanciare il proprio servizio Prime TV e li attira, dando loro 4.5 milioni di dollari a puntata, lasciando così Top Gear, nientemeno che lo show che ha portato l’automobile sul piccolo schermo, che ha dato passione a milioni di persone, che ha saputo sempre dare quell’ora di benessere spensierato, ogni sera, dopo cena.

Un pugno non è niente di bello, ed è giusto che sia stato punito in questa maniera esemplare, ma noi telespettatori siamo innocenti, non eravamo lì, non potevamo immaginare, ci siamo limitati a leggere la notizia restando scioccati. Per nostra fortuna, il programma si è ripreso, con la conduzione di non più tre, ma ben 6 personaggi: Chris Evans, star del mondo radiofonico inglese, Matt LeBlanc, nientemeno che Joey di Friends, Chris Harris, il giornalista con cui concordate sempre quando leggete Top Gear, Sabine Shmitz, la regina del ‘Ring, Eddie Jordan, l’eccentrico imprenditore dietro l’omonimo team di F1, e Rory Reid, personaggio emergente della televisione inglese, uscito da Internet. Insomma, un cast più appropriato di questo non lo troviamo da nessuna parte.

Il cast c’è, le riprese ci sono, le idee ci sono, il budget c’è. Non manca niente a questo programma, proprio niente. Eppure su Internet è insultato a destra e a manca, da John di Pittsburgh, Peppino27 di Verolanuova, Bugatti77 di Islamabad e pure da Baltasar da Rejkjavik. Si apre un breve video su Youtube che ne parla, e sotto si leggono fior di commenti negativi. Aprite un qualunque forum di recensioni e troverete una marea di cattiverie gratuite. Le accuse mosse contro questo programma sono molte, e adesso se vi va, potete smontarle tutte assieme a noi. Cominciamo!

1: Chris Evans non è adatto

Da quando è salito al trono di Top Gear, Chris Evans è stato bombardato di critiche, che lo ritenevano in sintesi “un urlatore che cerca invano di divertire”. Ma in realtà il suo modus operandi è semplicemente diverso da quello dei precedenti conduttori, molto più pulito, più entusiasta, e coinvolge con i suoi dialoghi, soprattutto se lo si guarda in lingua originale, perchè doppiato in italiano con la voce del protagonista di Piovono Polpette e di Man VS Food è difficile da prendere sul serio. In ogni caso, meglio mettere da parte i pregiudizi, ed apprezzare tutto il buono che ha fatto, come portare un po’ di vivacità all’interno di uno show dall’umorismo soprattutto sottile. E se proprio proprio non vi va giù il suo personaggio, sappiate che dura per sole sei puntate.

2: La magia del passato si è dissolta

In ogni epoca c’è un momento in cui si guarda al passato. Pensiamo all’antica Grecia, dove pur di tornare alle origini hanno ammazzato Socrate, o all’antica Roma, dove Cicerone decantava gli antichi mos maiorum fino allo sfinimento totale, ed entrambe le epoche sono terminate con questa ricerca ossessiva di un passato oramai inesistente. E se Top Gear avesse cercato di restare come in passato, avrebbe fatto la fine dell’Impero Romano. Pare quindi giusto che sia avvenuto un radicale cambiamento, che non ha affatto eliminato la magia del programma. Certo, non c’è più la grande intesa tra i tre conduttori storici, ma si vede che tra loro i nuovi 6 padroni di casa si conoscono poco, ma più si prosegue con le puntate, più diventano affiatati, soprattutto Le Blanc, Harris e Reid, che diventano conduttori principali a partire dalla seconda stagione.

3: Le sfide sono banali

Questa è probabilmente l’accusa più infondata. Le sfide nel nuovo Top Gear sono interessanti, si svolgono in ambientazioni speciali e divertono e coinvolgono allo stesso tempo. Possiamo infatti trovarci sfide “vecchia scuola”, come il viaggio di 2500 chilometri contro un treno di lusso a bordo di tre ammiraglie costate quanto un biglietto di quel treno, oppure sfide più innovative, come una gara di derapata di coppia in Giappone o un cross country ispirato all’ippica tra tre SUV moderni.

4: Le prove senza Clarkson non sono la stessa cosa

Ovviamente Clarkson ci metteva del suo nel recensire una vettura. Riusciva a paragonare ogni auto a qualche personaggio famoso, a descrivere in modi sempre diversi gli effetti sul corpo dell’accelerazione dell’auto e guidava anche molto bene, per fare riprese spettacolari. Nel nuovo Top Gear le recensioni sono fatte da tutti e tre i conduttori, ma in particolar modo da Chris Harris, che innanzitutto guida in modo incredibile, fa commenti tecnici meno comprensibili a chi non è del settore, ma senza risultare mai noioso o difficile da seguire, e spesso e volentieri le prove avvengono al di fuori del circuito di Dunsfold, che è sì bello, ma piace il fatto che si vada a Yas Marina, a Imola, al quartier generale della Nasa o al ‘Ring. Pure Reid e Le Blanc sono davvero bravi nel loro mestiere, e non sono semplici spalle, ma sono in grado di tenerci occupati anche senza l’appoggio dei colleghi.

5: É uno show completamente differente

Questa “accusa” non è propriamente un’accusa, ma chi la proferisce è probabilmente ignaro del fatto che si tratti di un’ovvietà. Cambiando conduttori e produttore esecutivo è ovvio che il prodotto finale sia ben diverso, ma per certi versi è meglio così. Una ventata d’aria fresca non fa male a nessuno, soprattutto nel mondo della televisione.

Okay, ma è meglio di The Grand Tour?

Non avrei mai pensato di digitare con i tasti dello stesso computer con cui ho parlato sempre e solo bene del Trio con la T maiuscola la frase “uno show automobilistico ne batte uno con Jeremy Clarkson”, ma a quanto pare questo è quanto. The Grand Tour è uno show, partito molto bene, con un primo episodio spettacolare, ma che poi si è un po’ perso per strada. Non fraintendetemi, ci sono puntate spettacolari, soprattutto nella seconda stagione, grazie anche al fatto che con l’introduzione del segmento in cui si chiacchiera con i Vip, che saltiamo tutti ovviamente, che costringe i servizi ad essere più corti e quindi più concentrati, ma la verità è che ci si aspetterebbe molto di più da un programma in cui i tre conduttori sono leggende della televisione e il budget è abnorme. Troppi momenti di vuoto, troppa comicità forzata, troppi pezzi che danno fastidio a chi guarda, e un’esasperazione forzata di molte scene. Ciò per fortuna è cambiato a partire dalla quinta puntata della terza stagione, dopo la quale The Grand Tour è divenuto un vero capolavoro dell’intrattenimento, forse non sempre coerente l’universo delle automobili, ma pur sempre qualcosa di leggendario. Andate a vedervelo, ridete e divertitevi, perchè con la quarta stagione cambierà tutto, e non sappiamo garantirvi che sarà altrettanto bello. Ma la terza stagione, escluso lo speciale Bolivia, merita di essere vista, ed è ancora meglio del nuovo Top Gear, e anzi, forse anche del vecchio.

Il nuovo Top Gear,invece, è sì meno “divertente”, se con divertente intendiamo ridere per le battute di Clarkson, che sono davvero, davvero, eccellenti, tengo a precisarlo, ma rispecchia maggiormente ciò che Top Gear era, quello show che ha rivoluzionato il mondo dell’auto, portandola ad un livello mediatico completamente nuovo. Ora, vive per il 75% di pura rendita, perchè il lavoro fatto in precedenza dai precedenti conduttori si vede ancora tutto, ma il restante 25% è tutto merito di chi ci sta dietro. Cinque vulcanici conduttori, uno staff eccellente, riprese che la maggior parte dei film invidiano e idee sempre originali. Non è meglio dell’originale, ma è degno di esserne la continuazione. Ora potete tacciarmi di eresia ed esiliarmi su un isola nel Pacifico.

Aggiornmento:
Gli ultimi episodi di The Grand Tour sono stati davvero incredibili, soprattutto lo speciale Mongolia, uno dei più grandi capolavori che il Trio abbia mai prodotto. Per questo motivo torno sui miei passi e dichiaro che The Grand Tour sia ufficialmente meglio del nuovo Top Gear.



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Autore dell'articolo: Yuk4woo

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