Forza Horizon 4 è qui! Sarà in grado di sorpassare i propri antenati? Scopriamolo assieme.

Abbiamo giocato a Forza Horizon 4 un tempo sufficiente per poterlo recensire approfonditamente.

Sin dal primo minuto di gioco, con il filmato introduttivo che mostra la sgraziata McLaren Senna avventurarsi tra le mutevoli stagioni, probabilmente il miglior video introduttivo mai visto, vien voglia di riguardarselo tutto ogni volta che si accende il gioco.

Una volta premuto incuriositi il pulsante A, parte il caricamento, assai più breve rispetto ai capitoli precedenti, e si viene lanciati a tutta velocità sulla Senna del video, con l’obiettivo di raggiungere una destinazione, mentre il clima cambia e ci si ritrova a bordo prima di un Traxxas immerso nella neve e poi di una Ford da rally che sguazza nel fango, per poi tornare alla cara vecchia Senna e raggiungere a tutta birra il festival.

E qui subito la rivelazione: non siamo più il boss onnipotente del festival, bensì l’ultimo arrivato con pochi soldi ed un’auto. Ma quale auto? Come in ogni Horizon, si inizia scegliendo tra tre vetture: la Ford Focus RS, l’Audi TTS e la Dodge Charger R/T, e non ci pare corretto influenzare le scelte altrui, basate su gusti squisitamente oggettivi, per questo scegliete la Focus. Per forza.

Cosa c’è di nuovo

Innanzitutto, le quattro stagioni che cambiano, che sono poi il punto forte del gioco. Potrete quindi avere a che fare con la secca estate, l’umido autunno, l’inverno, in cui la neve copre come un manto tutta la superficie del gioco, ghiaccia laghi e sporca strade, e rende tutto semplicemente magico, e la primavera, in cui tutto sboccia e rifiorisce, e le strade si coprono di fango. Ciò è però risaputo, ogni sito di questo universo ci ha raccontato come sia bello il fatto che cambino le stagioni, ed effettivamente lo è. Ma ci sono un sacco di altre novità che rendono questo gioco il migliore a cui abbiamo mai giocato.

Il parco auto è vastissimo, rispetto al secondo capitolo è più che raddoppiato, e ci sono 100 auto in più rispetto allo scorso. 450 vetture. Quattrocentocinquanta. E tutte riprodotte esteticamente in modo impeccabile, ovviamente, nonchè tutte personalizzabili con livree, che scaricherete dalla community, decalcomanie (che scaricherete dalla community) e colori speciali. Molte vetture sono poi personalizzabili con bodykit, paraurti personalizzati e persino portapacchi sul tetto. FANTASTICO. Tecnicamente il comportamento delle vetture non è lo stesso di Forza Motorsport, come è giusto che sia, dato che Horizon si autodefinisce “arcade” e per questo non ha l’obbligo morale di farvi provare un esperienza il più verosimile possibile. Ciò non significa però che ogni vettura non sia unica: guidando ogni auto sembra di sentirla viva, di conoscerla, e nonostante si possa andare a 300 chilometri orari nel centro di Edimburgo senza alcuna difficoltà, resta comunque intrigante riuscire a domare la propria vettura. Per chi ha fegato, poi, ci sono vetture come la Cerbera Speed 12, che si allontanano completamente dall’idea di rendere la guida accessibile a tutti scaraventandovi contro un muretto.

Muretti. Non si può parlare di Horizon 4 senza citare i muretti di pietra, dato che sono stati messi letteralmente ovunque, per la gioia di chi come me si divertirà a buttarli giù derapando o semplicemente schiantandocisi contro. I sassi di cui sono composti voleranno ovunque e sulla vostra faccua uscirà lo stesso sorriso di un bimbo di 4 anni che ha appena ammaccato una macchinina. Oltre a queste particolari opere architettoniche, nel mondo di Horizon 4 si possono trovare tante altre squisite componenti, che rendono il gioco quel capolavoro che è. Parliamo della cava, con quelle quattro gru che all’occorrenza diventano rampe e quei burroni sul ciglio della cava dai quali osservare il laghetto alla base, che d’inverno ghiaccia. Parliamo della stazione ferroviaria abbandonata, trionfo di ruggine e polvere, che sembra fatta apposta per girare una Gymkhana in pieno stile Ken Block, tutta un sali-scendi-vola-derapa in cui staremmo per sempre. Ma c’è anche un immancabile aeroporto, anch’esso abbandonato, in cui potrete scatenarvi nelle più folli acrobazie, a patto che prima riusciate a trovarlo, essendo ben nascosto in una zona innocentemente rurale. Potrete addirittura effettuare un avvitamento, novità pressochè assoluta, dato che finora bisognava lanciarsi su una montagna irregolare e sperare in bene per fare una mossa di questo tipo. Ci sono ancora tantissimi altri posti da visitare, e ve ne parleremo in seguito.

La corsa più pazza del mondo

Come sempre, potremo partecipare ad eventi unici nel loro genere, contro i veicoli più disparati. Veniamo accolti da una gara contro dei pazzi motociclisti, ma non sono che un piccolo assaggino di tutto quello che ci attende. Già nei precedenti capitoli siamo stati viziati da aeroplani, treni, barche e cose di questo tipo, ma un gigantesco hovercraft in caduta libera da un pendio ci mancava. E anche il resto è stato reso più scenico.

Per la prima volta nella storia di Horizon, poi, il festival finirà quasi in secondo piano, lasciando spazio a divertenti missioni, come lavorare come stuntman per un regista pignolo o diventare tassista. Le corse, linfa vitale del gioco, non verranno però messe da parte, poichè potremo sempre dilettarci in tre diverse categorie di corse: strada, sterrato o cross-country. Il che ci rallegra, perchè diventava noioso il sistema del secondo capitolo diviso per rigide categorie, e anche quello del terzo, in cui si iniziava un campionato e si finiva quello. Ora è più flessibile, perchè potremo sempre scegliere se ci va di correre esclusivamente su asfalto, con la tipologia di vetture che decidiamo noi grazie al blueprint, su tracciati che possiamo tracciare noi, oppure se vogliamo affrontare lo sterrato stretto e scivoloso o folli percorsi attraverso la campagna. Ce n’è per tutti i gusti.

Buying and Selling

Un’altra novità assoluta è la possibilità di comprare case. Sì, non stiamo scherzando, su Horizon 4 si possono comprare molte case, sparse nei luoghi più caratteristici della mappa, che fungono da veri e propri garage, poichè possiamo cambiare, potenziare, decorare un’auto e cambiare d’abito anche il nostro avatar. Inizialmente ci verrà regalata dal regista una caratteristica villetta inglese, ma se non vi basta, si potrà anche comprare un capanno da caccia nel bosco, una villetta sul lago, una casetta sul mare o addirittura un castello. UN CASTELLO. Costa 10 milioni di crediti, uno sproposito, ma contando che in teoria non serve comprare nessun’auto, e che anche potenziare le auto è piuttosto inutile, non è un traguardo impossibile da raggiungere. A meno che non sperperiate tutto nell’elaborare una vettura.

The Grand Tour

Horizon non è Horizon senza la sua capacità di incollarvi alla poltrona per ore e ore a scorrazzare a velocità elevatissime su e giù per il mondo, senza annoiarvi mai. E la noia proprio non si conosce in Horizon 4, grazie prima di tutto alla mappa, che è non molto più grossa di quella del terzo capitolo, ma assai più ricca, ci sono moltissimi posti da esplorare, montagne da scalare, fiumi da guadare, treni da inseguire, burroni da saltare, parcheggi in cui driftare, mura da sfasciare, strade da percorrere a tutta birra, una spiaggia poco valorizzata ma che da tanto ugualmente e una quantità di terreno calpestabile che fa rabbrividire ogni rivale.

La variabilità di ambienti non è drastica come nello scorso capitolo, ma è più omogenea, i colori sono sempre gli stessi, e questo è anche un punto di forza, non ci sono duri contrasti, ma un panorama morbido e sempre riconoscibile. Ogni ambiente è connesso tramite molteplici strade, e tutte hanno il loro perchè. L’autostrada è bella come non mai, non è lunghissima ma va bene così, e permette di raggiungere velocità inaudite. Inoltre, per raggiungere una destinazione non dovrete fare alcun cambio di corsia, ma sarete sempre accompagnati da comodi svincoli. Dimenticatevi quindi l’assurdità del terzo capitolo, in cui per raggiungere il festival nell’outback bisognava rischiare un frontale. Ci sono poi tantissime stradelle secondarie, animate da curve e paesaggi mozzafiato, ma anche da cantieri e da un traffico in continuo movimento, in cui finalmente possiamo vedere anche trattori, carri attrezzi e spazzaneve. Ma il vero motivo per cui amiamo la rete stradale di Horizon sono le stradine sterrate che non portano da nessuna parte, ma che fanno divertire come matti. Nel secondo capitolo c’era una stradina non mappata che rendeva epica la scalata di un monte, con un numero incredibile di tornanti, e nel terzo una strada a tornanti che portava fino in cima ad una montagna da cui lanciarsi. Ora ci sono tante montagne da scalare, da percorrere in salita e in discesa, con l’acceleratore a tavoletta e l’auto che derapa piacevolmente in maniera più o meno controllata. Pura poesia, non ci sono altri termini per descrivere la nuova rete stradale.

Pimp my Ride

Anche in Horizon 4 si ha l’opportunità di arricchire il proprio garage restaurando vecchie glorie automobilistiche. Come in ogni capitolo, ci si focalizza maggiormente su vetture inglesi, ma ci sono anche piacevoli sorpresine. Per trovarne una, occorre come sempre scandagliare un’area abbastanza vasta, cercando un edificio che è uguale per tutti i gioielli dimenticati (realistico…), ossia un garage di forma pseudo-cilindrica arrugginito. Come capire se contiene un gioiello? Ci si avvicina al portone e parte subito la cut-scene, che è tra l’altro stata notevolmente migliorata. Le auto sono riprodotte in maniera molto più dettagliata, ogni auto ha una storia, un motivo per cui si ritrova lì in quello stato, e molti dettagli attorno che la narrano. Non si tratta più quindi di “salvare” vetture destinate a marcire, ma piuttosto di “dare seguito” a una vita interrotta in modo brusco.

In conclusione

Forza Horizon 4 non è solo il sequel del 3 e il prequel di un futuro 5, ma molto di più. Ci si vede riflesso l’immenso lavoro di un grande team, che ha saputo creare un prodotto in grado di trascinare il giocatore nella televisione in un’esperienza adrenalinico-rilassante a 360 gradi. Non è un videogioco per nerd, ma per chi cerca semplicemente un momento di “feeling good”, uno stato di benessere scacciapensieri durante il quale dar sfogo alle proprie fantasie ed ai propri sogni. L’unico limite è rappresentato dal giocatore-pilota, perchè la sua fantasia renderà ogni partita diversa da quella di chiunque altro. Un semplice capolavoro che fa già scuola, e rappresenta un pericolosissimi precedente. Come si può pensare di migliorare qualcosa di così grande?


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Autore dell'articolo: Yuk4woo

Salve a tutti sono Yuk4woo e questo è il mio blog a quattro ruote.

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