Festeggiamo le prime 50.000 visite con gli Yuk4woo Awards.

Benvenuti alla prima edizione dei “Yuk4woo Awards”. Se cercate serietà, professionalità e obiettività, allora meglio andare a guardare gli altri articoli. Se invece volete divertirvi un po’ con noi per festeggiare questo traguardo che mai ci saremmo aspettati di raggiungere, siete nel posto giusto.

Auto più geniale di sempre: Citroen C3 Pluirel

Come primo premio abbiamo scelto qualcosa di ovvio e scontato: come si fa a dire che la C3 Pluirel non sia semplicemente l’auto più geniale di sempre? Si tratta difatti di un’auto dotata di moltissime soluzioni innovative, che ritroveremo forse sulle Mercedes Classe S tra una ventina d’anni, tra cui l'”allarme-pioggia”, ossia un sofisticatissimo dispositivo che tramite lo spruzzo leggero di particelle di H20 addosso al proprietario, ai passeggeri ed ai sedili, per avvertire di allacciarsi le cinture e prestare attenzione al volante perchè stava iniziando a piovere. E su un’auto in cui l’ESP era optional questo dispositivo deve aver salvato decine di vite umane. Si tratta inoltre dell’unica auto in grado di trasformarti da parrucchiere a meteorologo, grazie all’istruttivo meccanismo di rimozione dei fascioni del tetto, per rendere l’auto una vera cabriolet: una volta tolti i fascioni, bisognava lasciarli nel garage, e per questo serviva una certa conoscenza dei fenomeni atmosferici per prevedere se sarebbe andato a piovere oppure no. In tal caso, sarebbe diventata uno splendido acquario-safari portatile.

Auto più brutta di sempre: Ssangyong Rodius

Possiamo star qua ore, giorni, settimane, mesi, anni, lustri, decenni, secoli, millenni a discutere cercando di capire quale sia la più brutta auto in circolazione. E arriveremmo ad una sola conclusione, che inizia con “S” e finisce con “sangyong Rodius”. Già il nome “Ssangyong” suona assai strano a noi occidentali, con quelle due consonanti iniziali in fila così difficili da pronunciare due volte allo stesso modo. “Essesangyong”? “Sangyong”? “SSSSangyong?” Boh. Il nome “Rodius”, invece, non è niente male, ricorda la maestosità dei templi greco-romani, di cui però rimanda solo dimensioni e peso. Con un peso di oltre due tonnellate ed una lungezza di 5.13 metri, infatti, faceva più concorrenza al settore dell’edilizia piuttosto che a quello automobilistico. L’estetica sembra fatta apposta per essere brutta. Il frontale potrebbe scandalizzare i più deboli di stomaco, con quella terrificante griglia centrale pseudo-triangolare che campeggia ben poco fieramente al centro, circondata da un mare di latta inutile e da due fari enormi, tozzi e troppo in basso. Ma è il retro la parte più orripilante, disgustante, raccapricciante e disorientante. Doveva essere un omaggio agli yacht di lusso, ma probabilmente lo yacht di riferimento doveva aver avuto un incidente serio, altrimenti non si spiegherebbe nulla. I fanali posteriori sono di forma sinuosamente grassa, cercano di essere di classe ma sono troppo grandi e troppo in basso per poter essere definiti in tale modo, e altrettanto cicciona è la linea cromata che li congiunge. Le due cose che fanno maggiormente rabbrividire però sono l’assurda verticalità del posteriore, e la forma del lunotto posteriore. Mentre il primo è vagamente giustificabile con il fatto che si tratti di una monovolume, il secondo ancora ci lascia perplessi. Perchè mai deve proseguire così tanto sui fianchi, andando addirittura ad opprimere il terzo finestrino e limitando così la luminosità interna, perchè deve essere così grande, perchè ci hanno messo sopra un alettone? Cosa volevano farci esattamente con quell’appendice aerodinamica? La Rodius, insomma, vince questo “ambito” premio, con tutta la nostra ammirazione. Per battere la Nissan Juke ce ne vuole…

Auto più detestata di sempre: BMW X6

La categoria dei SUV coupé in sè è disprezzata dalla stragrande maggioranza degli esperti nel settore. L’argomento di base su cui tutti si poggiano è il fatto che non siano in grado di scendere dall’asfalto, perchè l’unica cosa che hanno in comune con le fuoristrada è il peso, nè tantomeno siano agili su strada, a causa dell’assetto rialzato. L’abitabilità da SUV è rovinata dalle forme da coupé e lo stile da coupé è rovinato dalle dimensioni colossali della carrozzeria. Il compromesso tra queste due filosofie così agli antipodi sembra quindi un fallimento dal principio, e invece nonostante tutte queste critiche la X6 ha venduto tantissimo, convincendo i bavaresi a produrne anche versioni in scala ridotta, e facendone apparire una sorellastra anche ad Inglostadt. Per non parlare della Renault Arkana che incombe sulle nostre teste a mo’ di spada di Damocle. Tornando alla X6, la stampa di settore non è stato l’unico detrattore di quest’auto, ma ci si è messa pure l’opinione pubblica, che la vedeva come una sorta di Lucifero a quattro ruote che sputava spreco ed inquinamento dal tubo di scappamento ed investiva i pedoni. Ne esiste pure una seconda serie, ma chi ne ha mai vista una in giro?

Auto più inutile di sempre: Aston Martin Virage

Aston Martin è l’unica Casa del Sistema Solare a farsi concorrenza da sola, riempiendo nicchie di mercato vuote con troppi modelli identici tra loro. Oggigiorno esistono infatti la DB11 che fa concorrenza alla DBS Superleggera, che a sua volta va ad infastidire la Vanquish. Okay, un minimo di differenza tra le tre auto c’è, la DB11 costa poco, la DBS Superleggera è votata alla pista e la Vanquish è uno yacht su ruote, ma in fin dei conti, sempre di supercar lussuose si tratta, e non esistono molte persone in grado di comprarsene una. Ma c’è stato un momento nella storia del marchio inglese in cui si era messi molto ma molto peggio.

2011, l’anno in cui la popolazione terrestre tocca quota 7 miliardi, l’Italia festeggia il suo 150esimo anniversario, il Giappone viene colpito da uno degli tsunami più devastanti della storia e a Gaydon decidono di produrre un’auto che andasse a posizionarsi esattamente in mezzo tra la DB9 e la DBS, la Virage. Peccato che quello spazio fosse stretto, troppo stretto, non ci sarebbe stata manco un’auto di un altro marchio, figurarsi una consanguinea che tra l’altro era esteticamente identica alla DB9 ristilizzata. Dopo solo un anno dall’inizio della produzione viene quindi già mandata in pensione, dimenticata ed eliminata addirittura dall’archivio stampa Aston Martin. Un successo insomma…

Auto più immortale: Mercedes G

La Mercedes Classe G è una vettura la cui nascita si perde negli annali storiografici. Si narra che la ruota sia stata scoperta grazie alla G, che le tavole di Amurrabi siano state scritte sul sedile posteriore di una G, che l’aratro medievale fosse in realtà una G e che gli “elefanti” di Annibale fossero proprio esemplari di Classe G. Data la sua indiscussa indistruttibilità, si è a lungo ipotizzato che il Big Bang altro non sia stato se non una violenta collisione tra due esemplari di G, e si pensa siano state usate per costruire le piramidi di Giza e per tracciare le linee di Nazca. Con il variare del tempo, la Classe G ha subito diversi restyling, restando però incredibilmente sempre la stessa auto, senza mai dare segni di vecchiaia. Ed in campo automobilistico, tutto ciò è incredibilmente lodevole. Non costituisce un unicum, c’è anche la Land Rover Defender, ma non potevamo certo premiare un’auto morta con il premio per l’immortalità…

Auto per (non) celebrare il passato: Chrysler PT Cruiser

Il passato causa nostalgia in molti di noi. Tantissimi rimpiangono l’Alfa Duetto, la Giulia, la F40, la Delta, la 911 prima serie, la DB5 ed altre auto di questo tipo, dicendo che in passato le auto fossero migliori, più “vere”, più belle e più carismatiche, e per questo molte Case si danno al “revival”. Hanno risorto il Maggiolino (non serviva), la Maybach (neanche questa serviva), la 500, la Giulia, la Tipo, la 124, e la lista è ancora lunga, e comprende alcune vetture brillanti, ed altre pessime. Tra le pessime, spicca la “più pessima”, un’auto che non è tanto una resurrezione, quanto una celebrazione degli antichi fasti, ma venuta molto male. Stiamo parlando della Chrysler PT Cruiser, terribile hatchback che richiamava gli stilemi delle auto anni ’30 con le sue forme da furgoncino mancato. Un’auto del genere ci credo che fa rimpiangere il passato, brutta com’è! Nonostante questo, però, la PT Cruiser si è rivelata un successo, con ben più di un milione di esemplari venduti, moltissimi dei quali circolano ancora oggi.

Auto più fruttuosa: Smart Fortwo

La Smart Fortwo dal suo esordio ha subito riscosso enorme successo, essendo finalmente un’auto piccolissima ma capace di sfruttare al millimetro tutto lo spazio disponibile. Le città si sono in breve tempo riempite di queste microscopiche vetturette, che vengono tutt’oggi parcheggiate ovunque proprio grazie alla loro incredibile agilità. Paradossalmente, però, più Fortwo venivano vendute, peggio era per Mercedes, poichè ogni auto che usciva dal concessionario significava una perdita di ben 4.470 euro ad esemplare, una cifra astronomica, specie considerando che ne sono state vendute 749.000. Con un semplice calcolo algebrico, quindi, possiamo vedere come in totale con la Smart Fortwo sia costata a Mercedes qualcosa come 3.35 MILIARDI di euro, una perdita assurdamente elevata. Ciononostante, la Fortwo esiste ancora oggi, anche se il prezzo di listino si è alzato in modo considerevole.

Auto ambiziosa ma…: Audi Q2

L’Audi Q2 nasce come “Audi per chi vuole avere un’Audi al prezzo di una Skoda”, ossia tutto ciò che un sacco di persone vogliono solo per poter vantare lo stemma dei 4 anelli senza badare alla vera sostanza. Oltre allo stemma, però, di “Audi” in quest'”Audi” c’è ben poco, come il prezzo che parte da 25.000 euro, il prezzo di una Qashqai, il motore da 116 cavalli, la dotazione di base, che in alcune versioni manca addirittura del poggiabraccio anteriore o del cruise control. L’estetica vabbè non è poi il massimo, specie se si prende una versione non “top”: sfigura anche accanto ad una Dacia Duster. Vogliamo parlare del fatto che monti solo un misero 1.0 e che tra pochi anni varrà come una Sandero? Nah, abbiamo detto abbastanza.

Auto più indistruttibile: Subaru Outback MK1

La prima serie di Subaru Outback non conosce il concetto di “guasto”, nè tantomeno cosa significhi non partire al primo colpo o andare in avaria. Sembra costruita come un carro armato, anzi, probabilmente i carri armati si sono ispirati ad essa per poter essere altrettanto resistenti anche percorrendo tantissima strada su ogni tipo di percorso. Per strada non se ne vedono molte, ma è normale che sia così: sono ormai poche le persone che tengono un’auto per più di 15 anni. Andando in montagna possiamo invece notare come la Casa delle Pleiadi abbia letteralmente “invaso” i garage di pastori, contadini ed albergatori, che la esibiscono fiera, sporca ed ammaccata. Esistono sempre meno vetture fatte così, e questo forse proprio perchè se tutte le auto fossero come la Outback prima serie, le Case non potrebbero riempire il mercato di decine di veicoli di ogni tipo costantemente, perchè si cambierebbe auto più raramente e ciò va contro i principi consumistici che fanno vivere le industrie. Significherebbe però avere un guadagno in termini ambientali ed economici per le famiglie, che, contrariamente a quanto molti pensano, valgono più del guadagno dei grandi numeri di una ditta.

Auto più sobria di sempre: Dodge Challenger Demon

La sobrietà è qualcosa di rinnegato a gran voce dalla stragrande maggioranza di noi, respinta come immagine di persone “grigie” con auto “grigie” che vanno in ufficio a battere a macchina, ma sarebbe più correttamente definibile come “tutto ciò che non dà troppo nell’occhio”, come una Mondeo, un iPhone 6 o un paio di scarpe da ginnastica Nike. Se proprio volessimo combatterla a mo’ di guerra santa, non è certo la Hyundai Kona a prestarsi al compito, mentre la Dodge Challenger Demon è perfetta. Design spaccone, cerchioni enormi, frastuono che esce dagli scarichi aperti e potenza esagerata sono i suoi superpoteri con i quali combatte i mali del mondo, gli pneumatici, devastandoli in un lasso di tempo troppo breve per rendersi conto di quello che si sta facendo. E va bene così. Non potete presentarvi ad una cena di gala con una Demon, nè tantomeno viaggiarci quotidianamente, ma nell’eventualità in cui il fatidico superbollo sarà rimosso, lì sì che ci sarà da chiedersi se valga la pena di inventarsi altre scuse oppure lanciarsi.



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Autore dell'articolo: Yuk4woo

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