Cinque cose che (forse) non sapevi su Bentley

Bentley è uno dei marchi più prestigiosi dell’universo a quattro ruote. Lotta da tempo immemore con l’acerrima rivale Rolls Royce, dalla quale si distingue solo per un fatto: la Rolls la guida l’autista, mentre la Bentley anche il proprietario. Ora, si potrebbe sempre obiettare che la Wraith abbia stravolto questa prospettiva, così come sull’altro fronte la Mulsanne, ma non potevamo astenerci dal citare una delle frasi più banali che si possano dire parlando di Bentley. Sarebbe come non citare 007 mentre si recensisce un’Aston Martin. Stufi di tutta questa banalità? Ecco cinque cose originali che probabilmente non sapevate riguardo Bentley.

Ha corso a Le Mans con un prototipo LM GTP

Di Brian Snelson , tramite Wikimedia Commons

Il legame tra Bentley e Le Mans è solido e duraturo, che persiste dal 1923 e dura fino ad oggi, sia perchè diverse Bentley hanno corso a Le Mans, sia perchè molte Bentley portano nomi che omaggiano tale circuito. Pensando ad una Bentley che corre a Le Mans, però, non verrebbe mai in mente di pensare alla categoria meno regolata, la LM GTP, nella quale Bentley ha corso, e vinto, nel 2003, con la Speed 8. Sulla sua carriera a Le Mans si può disquisire parecchio, parlando ad esempio del fatto che fosse un’auto in tutto e per tutto simile alla Audi R8 Sport che vinse nel 2001 e 2002, e che sia stata letteralmente fatta vincere da Audi rinunciando a partecipare solo 2003, dopo essersi presa la sua gloria nelle Le Mans precedenti occupando saldamente l’intero podio, mentre la Bentley conduceva una gara regolare senza essere stata ottimizzata ingegneristicamente. Dopo aver vinto la gara del 2003, si organizzò una parata celebrativa sugli Champs-Élysées. Tutte le Bentley storiche più leggendarie sfilarono, guidate dai piloti del team Bentley, di fronte ad una considerevole folla in ammirazione. Alla parata partecipò anche la Speed 8, che però, nonostante avesse percorso 5.000 chilometri senza problemi in pista, dopo poche centinaia di metri si ruppe.

Per decenni è stata solo un ramo di Rolls Royce

La Bentley Brooklands

La rivalità tra Bentley e Rolls Royce perdura nel tempo, ma ha conosciuto un lunghissimo periodo di tregua, durato dagli anni ’30 al ’98, durante il quale Bentley apparteneva a Rolls Royce, che la aveva acquistata perchè oramai piena di debiti e in gravissima difficoltà. Durante questo periodo, si è comportata da semplice marchio di re-badge, ossia si limitava ad apporre gli stemmi Bentley al posto di quelli Rolls Royce e ben poche altre modifiche, al punto da essere praticamente indistinguibili. La celebre Rolls Royce Silver Shadow diventava così la Bentley Serie T, la Silver Spirit si ribattezzava “Mulsanne”, “Eight” e “Brooklands”, e anche le storiche S1, S2 e S3 erano in realtà delle Rolls Royce Silver Cloud.

La prima Bentley indipendente non è la Continental GT

Di Alexandre Prèvot, da Nancy, Francia, tramite Wikimedia Commons

La prima Bentley a non essere un mero esempio di Rolls Royce rimarchiata è ritenuta da molti essere la Continental GT del 2003. In un certo senso può essere ritenuto vero, perchè per la prima volta monta un pianale Volkswagen, lo stesso della Phaeton, al posto di un Rolls, ma già anteriormente era stata costruita una Bentley partendo semplicemente da un telaio preesistente: parliamo della Continental R, ammiraglia di lusso prodotta dal 1991 al 2003, “madre” della Continental GT. Nonostante sia stata in vendita per più di 10 anni, restando costantemente aggiornata nelle motorizzazioni, ha venduto solo 1900 esemplari, pochi, certo, ma c’è una spiegazione, che va oltre quella ovvia del prezzo. Anche Bentley, infatti, presenta i sintomi della “Sindrome di Aston Martin”, che consiste nel riempire un segmento di auto nuovo con diverse varianti di uno stesso modello, in modo da realizzare poche vendite per ciascun modello. Durante quel periodo, infatti, un facoltoso uomo poteva scegliere se comprare una Continental R, una Eight o una Brooklands, consapevole del fatto che fossero tre auto praticamente identiche, anzi, e che la Continental R fosse la peggiore, essendo in configurazione due-porte. E finiva con il comprare una BMW.

Esiste una Bentley station wagon

By The Car Spy (Salom Privé London 2012Uploaded by tm), tramite Wikimedia Commons

Più che una station wagon, è una shooting-brake, ma il concetto è lo stesso: esiste una Bentley con il baule posteriore. Touring Carrozzeria, infatti, ha preso 20 splendide Bentley Continental, e le ha ricarrozzate, creando delle esclusivissime carri funebri shooting-brake con ben due metri di pianale di carico (una bara ci sta, visto?) e capace di contenere 1200 litri di casse di vino e mazze da golf. Ci sta anche un caddy se ottimizzate lo spazio. Esercizio di stile? No, si tratta di un’auto vera e propria, chiamata Bentley Continental Flying Star Touring, che si muove con il maestoso W12 condiviso con tutta la gamma, da 610 cavalli, che potrà rovesciare l’intero contenuto del baule scattando da 0 a 100 in meno di 5 secondi. Vi ricorda la Maserati Bellagio? Ovvio, la filosofia è la stessa, così come è lo stesso anche il designer: Louis de Fabribeckers.

La Regina d’Inghilterra ha 2 Bentley su misura

Per la Regina d’Inghilterra, una normale Bentley Arnage non è certamente adatta. Troppo banale nella sua unicità, troppo poco lussuosa e regale, pur essendo elegantissima, e soprattutto il nome rimanda ad una località francese. In Bentley si è deciso allora di prendere una Arnage, ricarrozzarla completamente, dandole un aspetto altezzoso, morbido e che durerà nel tempo. Non mancano blindature di ogni genere che la rendono a prova di bomba e di attacchi chimici, che però si fanno sentire quanto a peso, facendo raggiungere le 3.4 tonnellate all’arco della bilancia. Un motore da quasi 7 litri e capace di sprigionare 835 Nm di coppia, però, fa sì che non se ne risenta troppo. La Regina può accedere comodamente alla fila posteriore dei sedili, grazie a portiere ad apertura inversa, per poi immergersi in un ambiente ricco di pelli grigio chiare e satin, e ci può salire tutta la famiglia reale volendo, dato che ci sono ben sei sedili all’interno della vettura, quasi una Multipla di lusso. La Regina utilizza ancora oggi questa vettura, nonostante abbia oramai 16 anni, sia per le cerimonie ufficiali, quali il Giubileo di Diamante, sia durante i matrimoni dei nipoti Harry e William, e pure per recarsi tra la chiesa e le sue residenze estive. La “B” alata non è abbastanza regale per campeggiare sulla calandra anteriore, ma è rimpiazzata da San Giorgio che uccide il drago, oppure da una statuetta raffigurante un leone, quando deve recarsi in Scozia. Un’auto del genere fa concorrenza alla nostra Flaminia presidenziale…


Autore dell'articolo: Yuk4woo

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