5 cose che (forse) non sapevi su Maserati

Maserati rappresenta meglio di ogni altra Casa il concetto di lusso applicato al piacere di guida ed alle prestazioni, un concetto che molte case provano ad eguagliare, ma finora non si è riusciti a creare qualcosa di meglio. Tutti sappiamo che lo stemma è stato preso da una statua della piazza di Bologna, o che il fondatore si chiamase Alfieri, ma ci sono altre curiosità interessanti che non sono altrettanto celebri. Scopriamole assieme…

Citroen è stata uno dei proprietari

Di JoseZugasti, tramite Wikimedia Commons, tutti i diritti riservati

Anche Maserati ha avuto una storia travagliata, segnata dalle crisi petrolifere ed economiche che hanno afflitto il mondo nella sua storia, essendo il settore del lusso il più esposto a questi agenti esterni. I proprietari sono stati diversi, a partire dalla originaria famiglia Maserati bolognese, passando per l’imprenditore Adolfo Orsi, per poi finire in mano a Citroen nel 1968, anno in cui sia la Casa francese che Maserati orbitavano attorno a FIAT. Come conseguenza di questa assurda joint-venture d’altri tempi, la Citroen SM ha potuto montare un motore di derivazione Maserati, mentre Maserati ha potuto lanciare sul mercato tre coupé molto sofisticate, la Merak, la Kamshin e la Bora, la cui vita è però stata intralciata dalla crisi mondiale petrolifera del 1973. Per questo motivo, nel 1975 Citroen ha ceduto Maserati all’imprenditore Alejandro de Tomaso, evitandone per un soffio il fallimento. Maserati ha iniziato a conoscere un periodo di successo a partire dall’introduzione della Biturbo.

I fratelli Maserati sono diventati rivali della Maserati

Di NearEMPTiness, tramite Wikimedia Commons

I fratelli Maserati Ettore, Ernesto e Bindo, 10 anni dopo la morte del fratello Alfieri, il fondatore dell’azienda, decisero di vendere la Casa all’imprenditore Adolfo Orsi, restando solamente a titoli di consulenti. Presa questa scelta, decisero di fondare una loro autonoma azienda automobilistica, piccola e più incentrata sul mondo delle corse, entrando quindi, almeno sul piano teorico, in competizione con Maserati. Questa azienda si chiamava OSCA, e stava per “Officina Specializzata Costruzione Automobili” (più chiaro di così), e produceva soprattutto vetture da corsa con stile tondeggiante, tipico della loro epoca, come la celebre MT4, ma anche la splendida 750s, dalle linee più innovative, quasi una 250 LM, e anche la lussuosa berlina coupeggiante, una A7 d’antan, chiamata 1600, che è stata anche l’ultimo dei loro prodotti. La Casa ha avuto un tentativo di rinascita nel 1999, 32 anni dopo la chiusura della OSCA vera e propria, con la 2500 GT Dromos, rimasta però alla fase di prototipo per poi cadere nel dimenticatoio.

La 3200 GT era illegale negli Stati Uniti

Di Hellix00000, tramite Wikimedia Commons

Gli Stati Uniti sono uno dei mercati principali per Maserati, essendo un Paese ricco, popoloso e soprattutto amante del made in Italy, e se non li avesse sfrtuttati a dovere, non sarebbe mai diventata la Maserati che conosciamo oggi. Questo rischio è stato corso nel 1998, con l’introduzione della nuova, rivoluzionaria 3200 GT. Lo stile era molto più morbido rispetto alle antenate Bora e Merak, si adattava bene alla nuova filosofia di design anni ’90, e strizzava l’occhio al futuro con quegli splendidi fanali posteriori “a boomerang”, una delle prime applicazioni della tecnologia LED ai fanali di un’automobile. Il suo punto di forza, però, si è rivelato presto essere la sua più grande debolezza, dato che in America fanali posteriori del genere non rispettavano le normative sulla visibilità notturna. Maserati ovviò al problema, interrompendone la produzione dopo soli 3 anni, in cui riuscì comunque a vendere quasi 5.000 esemplari, ed al suo posto lanciò la Coupé, molto simile, ma dotata di fanali posteriori più convenzionali, e di un motore di derivazione Ferrari, al posto del Maserati montato sulla 3200 GT.

La MC12 è stata prodotta per partecipare al campionato FIA GT

Di Axion23 (Blue Maserati MC12 Corsa), tramite Wikimedia Commons

Conosciamo tutti quella legge del campionato FIA GT che richiedeva che venissero prodotti almeno 25 esemplari stradali all’anno della vettura che si schierava in pista, e che ci ha regalato splendidi bolidi come la Mercedes CLK GTR, la Porsche 911 GT1, la McLaren F1 Longtail e la Lister Storm. A questa legge dobbiamo anche la nascita di una delle supercar più incredibili di sempre, la MC12, che con la sua linea da auto da corsa strappata al circuito fa sognare tutti noi dal 2004. Sviluppata sulla base della Ferrari Enzo, montava anche il medesimo motore, che qui produce 630 cavalli per rientrare nelle limitazioni. Si tratta di una vettura ingombrantissima, assolutamente poco pratica, a causa delle dimensioni da transatantico, e altrettanto appariscente, con l’enorme ala posteriore che andrà avanti ad incantarci ancora per molto tempo. E quello snorkel sul tetto…

Gli scarichi sono i migliori

Il sound degli scarichi delle Maserati è ritenuto dalla stragrande maggioranza delle testate competenti come il migliore in assoluto. Le Ferrari hanno il loro rombo di pura potenza, le Lamborghini sparano un suono acuto assieme a fiamme e scintille, la Lexus LFA sembra una Formula 1 e le muscle car americane spaccano i timpani, okay, ma nessuna di queste auto può competere con il ruggito Maserati. Gli scarichi borbottano e gorgogliano, urlano e sussurrano, senza diventare casinisti, ma semplicemente trasudando potenza ed eleganza, e facendo aleggiare attorno alla vettura una sorta di aura mistica, al punto che non conta che si tratti di una vecchia GranTurismo, una malconcia Quattroporte o una moderna GranCabrio, tutti si gireranno a guardare con espressione soddisfatta. Come suoneria del cellulare andrebbero benissimo, che ne dite?

Autore dell'articolo: Yuk4woo

Salve a tutti sono Yuk4woo e questo è il mio blog a quattro ruote.

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