5 cose che (forse) non sapevi riguardo Lamborghini

Lamborghini è una delle Case automobilistiche più popolari al momento. Le sue caratteristiche principali sono l’appariscenza delle proprie vetture, il sound dei motori, che non seguono la tendenza al downsizing, il prezzo proibitivo, che ne esalta l’esclusività, e la produzione di serie speciali che si pongono subito ai vertici dell’automobilismo mondiale. Tutti sappiamo cosa sia una Lamborghini, ma ci sono interessanti curiosità che solo in pochi sanno.

L’alettone della Countach era inutile

Di Brian Snelson da Hockley, Essex, England (Lamborghini Countach), tramite Wikimedia Commons

La Lamborghini Countach è una delle supercar più longeve della storia, essendo stata sul mercato dal 1974 al 1990, senza subire stravolgimenti partcolari, ma restando magicamente sempre attuale.

L’enorme ala posteriore ha certamente contribuito a farla entrare nella leggenda, ma si è recentemente scoperto che non apportava benefici aerodinamici, anzi, causava solo danni alla guidabilità. L’ala, nata come pezzo unico per l’esemplare di Walter Wolf, imprenditore legato alla Formula 1, è stata comunque aggiunta alla lista degli optional, per accontentare la facoltosa clientela. Chissà come avrebbero reagito i clienti se avessero saputo che in realtà l’ala non era montata in fabbrica, bensì era avvitata dai dipendenti nel parcheggio esterno, prima che le auto venissero consegnate al proprietario. Tutto questo per evitare di dover omologare nuovamente la Countach, cosa che Lamborghini non poteva certo permettersi.

Le serie speciali sono meno speciali di quanto si possa pensare

Di davidgsteadman, tramite Flickr

Lamborghini sa far parlare di sè, presentando edizioni limitate che subito invadono le copertine dei giornali grazie al loro stile aggressivo, alle prestazioni dichiarate estreme, e grazie anche a prezzi a 6 zeri. Sotto queste esagerazioni a 4 ruote, però, ci sono i normali modelli a listino della Casa di Sant’Agata, che sono speciali pure loro, certo, ma costano anche un decimo. La Sesto Elemento quindi non è altro che una Gallardo Superleggera piena di fibra di carbonio, non omologata per la strada, la Reventòn è in tutto per tutto una Lamborghini Murcielago, la Veneno e la Centenario sono delle Aventador elevate all’ennesima potenza. Varranno davvero tutti quei soldi allora?

La LM002 non è l’antenata della Urus

Di Detectandpreserve, tramiteWikimedia Commons

Con l’arrivo della Urus, la Casa del Toro ha riscoperto una pagina oscura sul proprio libro di storia, la LM002, ed ha tentato di modificarla, facendo passare quell’orrido ammasso di ferraglia come antenata delle SUV performanti odierne. In realtà, il paragone non può esistere, essendo la Urus un veicolo dedicato prettamente all’uso militare, non si può farla passare come “SUV esagerato”, “Lambo rialzata” o titoli simili con cui è stata presentata da molte testate, ma se mai possiamo solo definirla antenata dell’Hummer H1. La LM002, però, non ottenne il successo sperato, dato che non fu data in dotazione a nessun esercito, forse per gli elevatissimi consumi, forse per l’agilità di un elefante, o forse perchè semplicemente non era all’altezza delle Hummer, che nel 1992 tarparono totalmente le ali alla LM002. Talmente rispecchia lo stile ed il DNA Lamborghini, che dei soldati americani, dopo avere sequestrato una LM002 al figlio di Saddam Hussein, la fecero saltare per aria, senza accorgersi di avere tra le mani una Lambo.

Lamborghini ha rischiato più volte la bancarotta

Di John Seb Barber, tramite Flickr

La storia della Casa di Sant’Agata è decisamente travagliata, come ogni altra Casa che produce solo automobili sportive, essendo alla totale mercè della crisi finanziaria e dell’aumento del prezzo della benzina. Già nel 1972, dopo aver lanciato la Countach, Ferruccio Lamborghini decise di vendere l’azienda ad un investitore svizzero, per poi ritirarsi sul lago Trasimeno, ma questo è solo il primo di una serie di passaggi di proprietà. Negli anni ’70, la crisi petrolifera metteva in ginocchio il mondo intero, e ciò si ripercosse anche su Lamborghini, al punto che nel 1978 la Casa cadde in bancarotta, uccidendo la Cheetah e la M1, veicoli militari che avrebbero lanciato il Toro nel business della guerra (e forse è meglio così). Nel 1980 i fratelli Jean-Claude e Patrick Mimran hanno rilevato l’azienda, focalizzando l’attenzione della Casa sul mercato americano, con la Jalpa e la Countach sviluppate apposta per quel mercato, che stava diventando sempre più importante. Lamborghini successivamente finì nelle mani di Chrysler, che la lanciò anche nel settore del motorsport, per poi cederla ad un gruppo indonesiano, che lanciò la Diablo SV prima di cedere anch’esso la Casa all’attuale proprietario, il gruppo Volkswagen, in particolar modo l’Audi. Da qui in poi, grazie all’arrivo della Gallardo, Lamborghini ha visto il proprio fatturato aumentare considerevolmente.

Stiamo aspettando il debutto di una quattro-porte da 10 anni

Di Arnaud25, tramite Wikimedia Commons

Nel 2008, Lamborghini ha fatto parlare di sè, mostrandoci la Estoque, cugina performante e lussuosa dell’Audi A7, che avrebbe dovuto lanciarsi nel segmento delle berline di lusso performanti, in cui Bentley e Maserati spadroneggiavano, e continuano a farlo, e magari andando anche ad infastidire la Aston Martin Rapide e quella che all’epoca si chiamava 612 Scaglietti e che è diventata GTC4 Lusso. Tale vettura, però, deve essere stata dimenticata da qualche parte, essendo scomparsa improvvisamente dietro l’ombra della Urus, ben più accattivante secondo gli attuali gusti del mercato. Nel 2014, Lamborghini ha presentato nuovamente il progetto di una sorta di berlina, anche se solo in conformazione due-porte, anch’essa attualmente rimasta allo stato di concept. Che dite, arriverà prima o poi una berlina con lo scudetto del toro?


Autore dell'articolo: Yuk4woo

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