Cinque supercar non proprio così “super”. Quali sono?

Le supercar sono da sempre le massime esponenti del genere automobilistico, e su questo non ci piove. Le più grandi soddisfazioni materiali sono date proprio da esse, così come la maggior parte degli “UAO” dedicati a qualcosa che non sia universalmente riconosciuto come “bello”.

Lo stupore, però, deve essere derivante dall’estetica dell’auto, dal rombo, dalle sensazioni che trasmette, e non tanto dal costo dell’auto o per la sua rarità. E quando la gente si mette a fotografare un’auto per questo motivo, e non per far durare l’istante di meraviglia e contemplazione per più tempo possibile, allora la Casa ha toppato. Ed è successo, eccome…

Aston Martin Virage

Di Ben (Virage), tramite Wikimedia Commons

Ma come, ma siamo matti? Una supercar con il tetto di tela, dotata di un V12 capace di sprigionare 500 cavalli, dal design incredibilmente elegante ed accomodante, che può essere usata sia per passeggiare sul lungolago che per darsi al divertimento su pista, finita nella classifica delle 5 peggiori supercar? Esattamente, è andata così. Conosciamo tutti il peggiore difetto della Casa di Gaydon, ossia quello di produrre molte automobili splendide, che però si rubano clienti l’una con l’altra, appartenendo tutte più o meno allo stesso segmento. Avviene oggigiorno, con la DB11 che ruba clienti alla Vanquish ed alla DBS Superleggera, ed avveniva anche allora, nel 2011, quando la Virage rubava clienti alla DBS ed alla DB9. E c’er un motivo: era a tutti gli effetti una DB9 ristilizzata, e sarebbe andato tutto bene, se solo non avessero poi deciso di ristilizzare la DB9 per renderla esattamente identica alla Virage… Troppe auto uguali nello stesso segmento non fanno bene, una volta che si trova un segmento praticamente vuoto, perchè riempirselo da soli? Bah. Fatto sta che si è concluso tutto confusionatamente e la produzione della Virage è durata un solo anno. Aston Martin pretende di essere valutata in borsa tanto quanto Ferrari, ma prima deve imparare dai suoi errori. E finora non ci siamo…

Curiosità: Aston Martin ha cercato letteralmente di “distruggere” la memoria di questo modello, eliminandolo dal proprio archivio media.

Ferrari 360 Modena

Di Alexandre Prévot, tramite Wikimedia Commons

Ai suoi tempi, era la definizione stessa di “supercar”, così come lo sono state le sue eredi, la F430 e la 458 (della 488 non importa niente a nessuno). Oggigiorno, però, vive solo ed eslcusivamente grazie al fatto che essendo Ferrari, viene ritenuta una gran bella macchina dal principio. Il design Pininfarina ha ceduto sotto gli incessanti colpi del tempo, le prestazioni sono superate, vedendola passare si ha l’impressione di vedere un’auto vecchia, ed ottiene la stessa attenzione di una Lotus Elise oramai. Ha fatto il suo tempo, pur senza essere degna di controbattere contro la Lamborghini Gallardo, ma non essendoci state all’epoca altre rivali degne di questo nome, non è mai stato messo in risalto quanto possa essere migliorabile. La 360 Challenge Stradale è ciò che la 360 avrebbe dovuto essere, ma è perfettibile pure quella. Entrambe possono solo inchinarsi al cospetto dell’erede F430. 

Jaguar XJ220

Image courtesy of RM Sothebys.

Sappiamo tutti che tra la concept car e l’auto di produzione intercorrono diverse differenze, causate da leggi, buonsenso, sfruttabilità e soprattutto costi. Il passaggio tra concept e prodotto è quindi come rimettere i piedi per terra ad un pensatore che aerostatizza indisturbato nel suo infinito senza limiti, e certo che può deludere, ma non avrebbe senso lamentarsi del fatto che non sia uguale. A meno che le differenze non siano troppe, come nel caso della XJ220. Del prototipo originario, nato dal sogno degli stessi dipendenti Jaguar, che pur di progettarla si ritrovavano in orario di dopo-lavoro nel “Saturday Club”, erano rimaste soltanto la, splendida, carrozzeria, e l’ambizione di puntare a ribaltare il dominio delle attuali F40 e 959. L’incredibile V12 Walkinshaw da 6.2 litri era stato rimpiazzato da un V6 sovralimentato, l’originaria trazione integrale era declassata a posteriore, e le portiere ad ali di gabbiano, che avevano attirato moltissime attenzioni al momento dell’esposizione al salone, erano scomparse, in favore di portiere più convenzionali. Il motivo era nobile di per sè, ossia abbassare i costi e rendere la vettura più leggera e performante, ma non era quello che ci si aspettava da Jaguar. 281 esemplari sono comunque usciti dalla linea di produzione, non affatto pochi, ma avrebbe potuto vendere di più.

Lamborghini Reventòn

Le serie limitate Lamborghini quando vengono presentate, fanno subito scalpore, e vengono considerate le migliori automobili sulla piazza. Lo è stato per la Centenario, così come per la Veneno, e a suo tempo lo fu pure per la Reventòn, con qualche differenza però. La Reventòn, infatti, non era una vettura originale, ma una Murcielago LP-640 con una carrozzeria “ispirata agli aerei caccia”. E tutto questo non ha giovato all’immagine di una tale opera ingegneristica comunque di altissimo livello, prodotta in soli 36 esemplari in totale, che si accaparra il titolo di “unica hypercar in grado di non supervalutarsi”. Sì, perchè mentre una volta acquistata una LaFerrari ad un milione e mezzo di euro, si può sempre venderla a 4, una Reventòn, pagata 1 milione di euro, oggigiorno ne varrà al massimo 1.3, come un esemplare battuto da RM Sothebys. I fattori sono molti, vuoi mettere il fatto che la Aventador, che costa un terzo, sia migliore sotto ogni punto di vista, vuoi che il design sia praticamente “nato vecchio”, ed il grigio opaco di dubbio gusto che la ricopre la renda ancora più datata, come ogni vernicie opaca scura. Non suscita l’effetto “WOW, è spettacolare”, ma “WOW, un milione di euro, Lamborghini, edizione limitata”. Ed è proprio qui che si capisce cosa ci faccia in questa lista.

Porsche 911

Di David Villarreal Fernández (Porsche 911 Carrera 4S (991)), tramte Wikimedia Commons

La Porsche 911 non è una supercar, ma uno status symbol. Non si compra per godersela, ma per sfoggiarla, per avere un’auto che ci si illude faccia girare la testa. Ma non è così. Una 911 non ha nulla di speciale, è una vettura come le altre, solo più bassa e costosa. Ha prestazioni notevoli, certo, ma gli unici a sfruttarle sono i giornalisti del settore, tutti gli altri al massimo fanno i 160 in autostrada con il dito sugli abbaglianti. Nessuno tirerebbe mai il telefono fuori di tasca per scattare una foto ad una 911, ce ne sono in giro così tante che si riempirebbe la memoria del telefono solo con quelle. Talmente è una vettura comune e banale che il popolare sito di spot di supercar “Autogespot” si limita a pubblicarne solo scatti che hanno un loro perchè. Talmente è una vettura comune e banale, che una volta comprata si svaluta peggio di un iPhone, e ci si ritrova ben presto in mano un’auto pagata 100.000 euro che ne vale 40.000, una brutta storia. Esistono fior di ammiratori della 911, e appena scopriremo valide ragioni per esserlo, lo diventeremo anche noi. Nel frattempo, continuiamo a professare il nostro anti-porschismo, senza essere integralisti, perchè accanto a Maggiolini schiacciati ed antipatici e grigie coupè, esistono dei veri e propri gioielli. La GT3, la GT3 RS, la GT3 RS 4.0, la GT2, sono tutte impressionantemente fantastiche, pur essendo marchiate da quei tre maledetti numeri. Esiste però un’altra 911 che vale la pena comprare, senza andare a cercare esotiche serie speciali riservate a pochissimi. Stiamo parlando semplicemente di una qualunque 911 cabrio di qualunque serie, perchè almeno ha senso. Non vi farà diventare le star del parcheggio, ma il vento vi scompiglierà i capelli in modo magico. La 911 cabrio è una supercar, la coupè è una “sportiva”.

E ora ci rivolgiamo a voi lettori. Quali altre supercar avremmo dovuto aggiungere? Siete d’accordo con questa lista?

Proposta di un lettore: Triumph TR7

Di pyntofmyld, tramite Flickr

Un lettore ci ha suggerito un’altra “supercar non proprio così super” da aggiungere a questa lista. Si tratta della Triumph TR7, vettura sportiva prodotta da una Triumph oramai in difficoltà e ben lontana dai fasti antichi. Era così terribile che non è neanche considerata parte della serie delle Triumph “TR”, ma è più vista come il declino di una delle serie di auto più belle mai prodotte. Oggigiorno, la TR7 è praticamente stata dimenticata. La scarsissima affidabilità, l’amore per la ruggine ed il design sproporzionato e incomprensibile l’hanno resa una vettura “vecchia” e non “storica”. Grazie per la segnalazione!

Autore dell'articolo: Yuk4woo

Salve a tutti sono Yuk4woo e questo è il mio blog a quattro ruote.

2 commenti su “Cinque supercar non proprio così “super”. Quali sono?

    Anonimo

    (20 ottobre 2018 - 14:13)

    Anche la Triumph TR7 non era questa gran cosa!

      Yuk4woo

      (6 novembre 2018 - 18:58)

      Una rottura con il passato decisamente infelice quella della TR7… le aggiungeremo un trafiletto all’interno dell’articolo!

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