Quando il nome non descrive l’auto… Rassegna dei nomi meno azzeccati della storia dell’automobilismo.

“Battezzare” un’automobile non è certo un’operazione facile. Bisogna controllare prima di tutto che non sia già stato utilizzato nel passato, per evitare diatribe legali e problemi legati al copyright. Poi, si passa a scandagliare più di 130 lingue differenti, per verificare che non abbia significati particolari. Ma la cosa più importante è che sia facile da memorizzare, e in qualche modo rimandi all’auto che lo porta. Ma non è sempre successo così.

Chevrolet Epica


Epica. Un nome che richiama i testi antichi, le civiltà greche e romane, la cultura e la bellezza. Che è stato montato su una vettura che con tutto questo ha ben poco a che vedere, una berlina americana, basata sull’altrettanto emozionale Opel Vectra, non certo pensata per stupire o lasciare incantati gli osservatori, ma bandiera di monotonia e banalità. Classico esempio di una parola presa in prestito da un vocabolario italiano, nella speranza di rendere più desiderabile qualcosa che in effetti non lo è.

Daihatsu Applause

Di Niels de Wit tramite Flickr

Applause è un termine appartenente alla lingua inglese che significa “applauso”. Un applauso di solito nasce dalla volontà di esprimere il proprio apprezzamento nei confronti di un artista che ha appena terminato di esibire una propria performance, non certo dalla vista di un’automobile. Stessimo parlando di un’auto esoterica, allora in un certo senso ci sarebbe anche stato bene, nonostante suoni in modo orribile, ma qui siamo al cospetto di una berlina economica, grigia e senz’anima. Okay, forse l’applauso è di incoraggiamento…

Ford Ecosport

Il nome “Ecosport” è composto da due termini molto in voga ultimamente: il prefisso “eco”, la cui sfera di significato comprende sia l’economia che l’ecologia, e la parola “sport”, che dovrebbe indicare una qualche accezione alla sportività, al divertimento. Il problema si pone ragionandoci ben mezzo secondo. La Ecosport è un crossover, che consuma di più della Fiesta e costa di più (e tanti saluti al prefisso “eco”), e “sport” è probabilmente la parola che più si allontana dal Dna di quest’auto, dopo “tonno” e “calorifero”.

Kia Shuma

By Rudolf Stricker [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)], from Wikimedia Commons

Shuma è un nome che pare proprio ricordare il nome di uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, il leggendario Michael Shumacher. Non è l’unico caso in cui il nome di un pilota di Formula 1 da il proprio nome ad una vettura, vedi McLaren Senna. Ma intercorre una certa differenza tra un tributo estremamente votato alla pista ed una tre volumi destinata soprattutto al mercato orientale..

Lancia Musa

Una “musa” è la cosa che da all’artista l’ispirazione per dare vita ad una nuova opera d’arte. Ma che ispirazione vuoi trovarci in una monovolume?

Mitsubishi Carisma

Secondo gli autori classici, il “carisma” è quella dota che ogni buon oratore, per essere considerato tale, deve possedere. Possiamo definirla come la capacità di essere originale, di avere un carattere unico ed indistinguibile, di saper attirare gli altri al proprio pensiero. E cosa c’entrerebbe con una noiosa berlina?

Opel Karl Rocks

Esiste un nome più virile di “Rocks”? Un nome che richiami maggiormente l’avventura, il fuoristrada, l’invincibilità? Una Jeep Wrangler Rocks sarebbe la cugina senza portiere e rialzatissima della normale Wrangler, una Mitsubishi Pajero Rocks sarebbe una Pajero con un verricello anteriore e più angolo d’attacco di un mezzo militare. Per qualche strano motivo è invece finito appiccicato in qualche modo al nome di una piccolissima citycar con fascioni di plastica pro-graffi ai lati, che bene che vada le uniche rocce che conosce sono i sanpietrini dello spiazzo davanti alla chiesa.

Renault Super5

By MARC912374, tramite Wikimedia Commons

“Renault Super5” è uno dei nomi più ingannevoli della storia dell’automotive. A prima vista, starebbe ad indicare una versione sportiva della Renault 5, che esisteva, ma con il nome di “5 Turbo”, mentre in realtà è semplicemente una Renault 5 “rinfrescata” da Marcello Gandini per evitarne il pensionamento. Non aspettatevi quindi emozioni che giustifichino la parola “Super”.

Skoda Rapid

“Rapid” è uno dei tanti sostantivi che appartiene al campo semantico della velocità, generalmente uno dei meno usati. Cosa ci fa su una Skoda?

Suzuki Celerio

In Suzuki sono stati più furbi, hanno chiamato comunque la loro auto “veloce”, ma usando un termine derivante dal latino (celeritas), al posto dell’universalmente noto inglese. La solfa è però sempre la stessa: con la velocità, la Celerio non ha proprio nulla a che vedere.

Autore dell'articolo: Yuk4woo

Salve a tutti sono Yuk4woo e questo è il mio blog a quattro ruote.

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