Festeggiamo il traguardo delle 30.000 visite percorrendo 30.000 metri sul Mugello con un’auto da 30.000 crediti.

In un periodo come questo, è facile pensare che tutto sia già stato scritto su Internet. Possiamo trovare ovunque recensioni negative e demoralizzanti di WordPress, in cui l’esperto supersaggio di turno dice che “non è facendo quello che fanno tutti si ricevono soddisfazioni”. Ma oggi siamo arrivati ad un traguardo tale da poter smentire queste voci, e se vi siamo giunti, è proprio grazie a voi, che avete visitato, navigato e, speriamo, apprezzato, il nostro sito, e abbiamo deciso di festeggiare in modo insolito, portando un’auto da 30.000 crediti al Mugello per percorrervi 30.000 metri, uno per ogni visita ricevuta. Ecco com’è andata.

Con 30.000 crediti in Forza Motorsport 7 si può acquistare una Ford Fiesta ST vecchio modello, una delle mini-hot hatch più belle di sempre. Ne abbiamo presa una, abbiamo aggiunto il nostro logo ed una ridicola striscia che percorre l’auto, nero su bianco, per richiamare la sorellona Mustang. Tolti tutti gli aiuti alla guida, il riavvolgi ed impostati i danni “simulazione”, siamo pronti a scendere in pista. 30 chilometri equivalgono a 6 giri al Mugello, un tragitto piuttosto lungo per la piccola tenera Fiestina. Si romperà a metà?

Partito, con una partenza lanciata, e subito verso la prima curva, la San Donato, la più lenta di tutto il tracciato. Arrivo in terza, convinto di essere stato “lanciato” dalla partenza lanciata, ma il rombo del Fiestino da “frullatore” diventa grave. Un po’ troppo grave. Perdo giri, si torna in seconda a fatica. La salita non aiuta. Tornato alla marcia di default, la terza, mi butto bello veloce nella prima S, brucio la Luco pennellandola con un piacevole stridio di pneumatici, ma ecco che arriva subito il Poggio Secco, mentre le ruotine della Fiesta continuano ad urlare. Di prendere anche questa corda proprio non se la sentono, e preferiscono accompagnarmi sullo spesso cordolo. Il volante dà scossoni a destra e a manca, e la piccola Ford inizia a sobbalzare, forse le sospensioni sono un tantino troppo morbide per la pista, ma dopotutto non è fatta solo per questo. Allungo al rettilineo puntando la Materassi, che raggiungo quando il 1.6 chiede la quarta marcia. Colpo sul freno, piccola scodata, e via che si va a tagliare la Borgo San Lorenzo con due ruote su quattro sul cordolo. Ora arriva la parte dove la Fiesta non fa fiesta: la parte di circuito che comprende la Casanova e la Savelli, in contropendenza, una curva veloce, che con una supercar si affronta piacevolmente, sfruttandone l’aderenza, mentre la Fiestina “vola” alleggerendosi forse anche troppo, e bisogna rallentare per evitare il pendolo. Dalla Savelli si esce con un po’ di sottosterzo, causa la velocità dovuta anche alla discesa, e si arriva subito all’Arrabbiata, che dal punto più basso del circuito mi riporta su in cima al colle. Alla mia compagna di avventure non dispiace affatto, entra in terza nonostante chieda la quarta, ma meglio evitare, che è in salita e i giri del 4 cilindri scendono senza tanti complimenti. La seconda parte dell’arrabbiata è una goduria da affrontare, così come lo è la successiva Scarperia, da affrontare piano, per non mancare il Palagio. Palagio dal quale esco velocissimo, complice l’agilità alle basse velocità del telaio, che si torce fino ad alzare la posteriore interna pur di non perdere aderenza, e questo mi aiuta a raggiungere ad una velocità decente il Correntaio, un tornante difficile da affrontare normalmente, perchè è un attimo andare in sovrasterzo qui, ma la Fiestina se ne infischia e resta appiccicata al cordolo fino a quando vuole lei, per poi staccarsene forse un po’ troppo presto. Dopotutto, è pur sempre una anteriore. La Biondetti se la mangia, passandoci sopra alla massima velocità, per poi fiondarsi in quarta verso la lunghissima Bucine, che porta al rettilineo finale. Restare attaccato al cordolo è dura per la Fiestina, ma nonostante questo, esco comunque bello lanciato in vista del rettilineo finale.

Il secondo giro è quello migliore: la sincerità della Ford comunica bene tutto ciò che la macchina farà in futuro, e si riesce a prevederne ogni mossa. Il terzo scorre via veloce, rallentato solo da un errore al Poggio Secco e da un curvone finale un po’ troppo avvolto dal fumo. Il quarto ed il quinto passano praticamente identici, mentre nel sesto provo a dare tutto quello che non ho dato prima, ma butto via 4 decimi di miglioramento rispetto al giro record sempre alla Bucine.

Taglio il traguardo dopo 15 minuti, con il Fiestino lercio di gomma e polvere. Si è rivelata un’auto davvero molto divertente, capace di dare sensazioni positive nonostante la sua imperfezione, anzi, forse è proprio il suo andazzo a volte un po’ dondolante, il rombo da macchinetta tosaerba ed il sottosterzo, che la si ama ancora di più. La sincerità è il suo forte, prima di fare qualunque cosa ti avvisa, e non fa strani scherzi. Oggigiorno, con 15 mila euro se ne può portare a casa una, e sì, vale ogni singolo centesimo.

E così un altro importante traguardo è stato raggiunto! Pronti a prendere i 40.000?

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Autore dell'articolo: Yuk4woo

Salve a tutti sono Yuk4woo e questo è il mio blog a quattro ruote.

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