La TVR ritorna tra noi dopo un decennio di letargo. Cosa offre di nuovo?

TVR è sempre stato sinonimo di vetture estreme, senza mezze misure, pronte a farti divertire e ugualmente pronte a sbatterti contro un muro. Non sono mai state alla portata di tutti, ma solo di chi aveva già esperienza al volante, e questo da un lato ne enfatizzava il carattere, dall’altro faceva sì che la nicchia di clienti fosse stretta e parecchio affollata. Non sono mai state al passo con i tempi, non hanno mai seguito le mode della tecnologia, ma con cocciutaggine tipicamente british sono rimaste fedeli ai concetti originali quasi fossero testi sacri. Grazie a tutto questo sono nate la Sagaris, supercar che nessuno sceglie in Forza Motorsport ma che poi si rivela essere la scelta migliore, la Cerbera Speed 12, una delle auto più veloci di sempre, che sembra appena uscita dal garage del demonio, e la più addomesticata Tuscan, affascinante e intrigante allo stesso tempo. Ora, con l’arrivo di Les Edgar, tutto ciò sta per tornare, in chiave più moderna. Ecco cosa ha in mente.

Sfruttando la tecnologia iStream sviluppata da Gordon Murray, nasce in Inghilterra la nuova TVR Griffith, che è una TVR nel pieno senso del termine, nonostante abbia ESP, ABS e airbags, perchè in fondo siamo comunque nel 2018. Sotto il cofano romba e urla un 5.0 V8, che se ne frega altamente delle mode del downsizing e sputa fuori 500 cavalli dagli scarichi posti lateralmente. Proprio questa insolita posizione degli scarichi sta a suggerire qualcosa di sorprendente, ossia che si tratta della seconda auto a motore anteriore nella storia a sviluppare un effetto suolo (la prima fu la Mercedes SLR). Le caratteristiche principali sono leggerezza e feeling diretto con il pilota, due caratteristiche sulle quali Gordon Murray, lo stesso che ha regalato all’umanità la Mclaren F1, ha insistito molto mentre collaborava allo sviluppo dell’auto.

Se avete 100 mila euro e siete interessati, tranquilli, non è ancora in vendita, anzi, addirittura lo stabilimento di produzione non è ancora entrato in funzione. Ciò non ha impedito a 600 fortunate persone di versare 5.000 dollari di anticipo per essere certi di poterne portare a casa una quando la produzione inizierà. Tra i fortunati futuri proprietari, si aggira anche il nome del popolare Shmee 150.

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Autore dell'articolo: Yuk4woo

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