Alfa Romeo entra nel Ring schierando la Giulia e la Stelvio, preparate per l’occasione.

Rudolf Caracciola, Tazio Nuvolari, Andrea De Adamich, Nicola Larini, sono tutti piloti, più o meno celebri, che sono accomunati da una caratteristica: sono saliti sul primo gradino del podio del Nurburgring con un’Alfa Romeo. Che si trattasse di Formula 1, campionato Turismo o DTM, Alfa Romeo era un nome che riecheggiava sulle bocche di tutti, che passava per primo sul traguardo finale, ed era sinonimo di qualità e stile. Le auto del Biscione erano infatti amate dalla folla anche perchè dimostravano che un’auto vincente non doveva per forza rinunciare all’estetica. In quegli anni, l’Alfa si è creata una reputazione ed una stima enormi, delle quali oggi vive pienamente di rendita. O almeno finora.

L’arrivo della Giulia e della Stelvio ha riesumato il DNA Alfa in stile Jurassic Park, dopo anni bui di Giulietta e Mito, e per dimostrare che non si tratta di fossili riesumati, ma di una rinascita del Marchio, sono arrivate due edizioni limitate molto speciali, dette NRING, che uniscono l’esperienza secolare di Alfa Romeo al Nurburgring a componenti di ultima generazione. Si presentano di colore grigio scuro, possiamo definirlo “canna di fucile”, e con targhette numerate che dichiarano di non trovarsi al cospetto di una normale Giulia o Stelvio, bensì davanti ad edizioni ultralimitate ed esclusivissime. Ne verranno infatti prodotte solo 108 per auto, una per ogni anno passato dalla fondazione dell’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, nel 1908 appunto, per un totale di 216 automobili, tutte dotate di targhetta numerata e certificato di autenticità che ne ratifica il titolo di “instant classic”, ossia un’auto moderna che è già un classico. Tutte monteranno freni carbo-ceramici, sedili sportivi a guscio con cuciture rosse Sparco, pomello del cambio automatico in carbonio, che arriva dritto dritto dall’altra parte dell’oceano, dalla Mopar, e volante in pelle ed Alcantara con inserti in carbonio. Il carbonio è poi ripreso sulle minigonne, sulle calotte degli specchietti, sullo scudo anteriore e, solo nel caso della Giulia, sul tetto. Ovviamente, non possono mancare i sistemi di infotainment, Apple CarPlay e altre simili inutilità, che hanno il solo scopo di far lievitare il prezzo della vettura.

Una delle novità assolute di queste serie speciali NRING è il trattamento riservato ai clienti, che Alfa Romeo definisce “brand experience”. Una volta ordinata la vettura, infatti, sarà spedito a casa un modellino in scala 1:18, con targhetta numerata, con la quale giocare in attesa dell’arrivo dell’auto vera. Quando il fortunato cliente salirà per la prima volta a bordo del suo gioiellino, troverà un’altra piacevole sorpresa, il “welcome kit”. Al suo interno troverà guanti racing e giubbotto soft shell personalizzati e firmati Sparco®, un borsone sportivo della collezione “Pattern” Alfa Romeo, dei gemelli “Quadrifoglio” e un paio delle originali calzature realizzate da Car Shoe su licenza di Alfa Romeo, ispirate ai vecchi polacchini. Inoltre, il possedere un’Alfa con targhetta NRING vi permetterà di partecipare ad un corso di guida sportiva nel tracciato sul quale sono state sviluppate, il Nurburgring.

Entrambe le vetture sono dotate di AlfaTM Chassis Domain Control, unità di controllo centrale che coordina tutta l’elettronica di bordo per focalizzare ogni particolare dell’auto sul piacere della guida, dando ordini al sistema AlfaTM Active Torque Vectoring, alle sospendsioni AlfaTM Active Suspension, alll’ESC, ed al selettore AlfaTM DNA Pro, che permette di stravolgere l’anima della vettura. Nel sistema di Torque Vectoring sono state poste due frizioni, al fine di controllare separatamente la coppia per ciascuna ruota, in modo da potersi godere la propria Giulia in curva senza temere interventi bruschi del controllo di stabilità. Il cambio è uno ZF a otto rapporti con frizione “lock-up”, che garantisce una ripresa fulminea al cambio marcia, che in modalità race dura soli 150 millisecondi. Ma sì, avete capito bene, il cambio è automatico. Ora potete piangere. Sono state aggiunte anche modalità che favoriscono una tranquilla guida in città, come il sistema di disattivazione dei cilindri e la modalità di “veleggio”, che sì, è simile al concetto di “veleggiare” che vi avranno spiegato in concessionaria se avete acquistato una Toyota ibrida.

Specifiche tecniche a confronto (dichiarate dal costruttore)

GIULIA STELVIO
Potenza massima 510 CV 510 CV
0-100 3.9 sec. 3.8 sec.
Velocità massima 307 km/h 283 km/h
Coppia massima 600 Nm 600 Nm
Dimensioni (lung;larg;alt) 4,6 m; 1,87 m; 1,43 m 4,7 m; 1,96 m; 1,68 m
Peso (in ordine di marcia) 1655 kg 1830 kg
Emissioni 198 g/km 210 g/km
Consumi (misto) 9 l/100 km 9 l/100 km
Tempo sul Nurburgring 7’32” 7’51”

 

In conclusione

Entrambe le automobili risultano al top nella loro categoria quanto ad esclusività e dotazioni. La Stelvio, nonostante la concorrenza sia accanita, si riconferma la più veloce della propria categoria, ossia quella dei suv sportivi. La Giulia, invece, non è la più veloce tra le sue rivali, ma è probabilmente la più appariscente, la più esclusiva, e certamente la più bella, e per questo riesce a ritagliarsi il suo spazio nel mondo. Potendo scegliere tra le due, la Giulia risulta certamente la migliore scelta, perchè la si può godere appieno, nonostante esista di meglio, perchè la trazione posteriore abbinata ad un assetto basso e pistaiolo vanno a braccetto verso il piacere di guida assoluto, mentre la Stelvio non è altro che una Giulia sui trampoli, e quindi barcollante e dondolante, difficile da sfruttare appieno in ogni terreno perchè insieme di troppi compromessi, e nata solo per soddisfare una moda passeggera.

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Alfa Romeo Giulia NRING- 10

Alfa Romeo Stelvio NRING- 5

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Autore dell'articolo: Yuk4woo

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