Yuk4woo road test: Bentley Continental Supersports, prova su pista e recensione.

Road test: 1

Nel 2003 un’auto stravolse completamente il panorama autombilistico mondiale. Un piccolo produttore inglese, Bentley, che finora si dedicava a sostituire i loghi delle Rolls Royce con i propri, annunciava la propria prima, rivoluzionaria auto prodotta indipendentemente: la Continental GT. Le prestazioni, garantite dal W12 da 560 CV, erano da supercar, mentre l’abitabilità lasciava allibite tutte le Tedesche dell’epoca, che dovettero correre ai ripari. Nacquero così la BMW M5, la Audi RS6 e la divisione sportiva AMG iniziò ad applicarsi maggiormente alle vetture Mercedes. Nel corso degli anni, la Continental GT ha subito due restyling e numerose edizioni speciali, ed oggi parliamo della Continental Supersorts del 2017, canto del cigno della seconda serie della Continental e Bentley più potente mai costruita.

Qualche dato…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Continental Supersports monta come sempre un W12, che raggiunge però 700 cavalli, una cifra assurdamente elevata, ma ancora più assurdi sono i nm di coppia, 1017, cifra da hypercar. Ma di “hyper” c’è pure il peso, dato che tutte le lussuosissime finiture degli interni leggere non lo sono affatto, e infatti l’ago della bilancia, che dovrebbe poi essere una pesa pubblica per TIR, raggiunge 2280 kg. Ma nonostante il peso, scatta da 0 a 100 in 3.5 secondi e raggiunge una velocità massima di 335 km/h, raggiungibile su pista grazie alla spaventosa accelerazione dell’auto. Si distingue esteriormente dalle normali Continental per i vari e spettacolari dettagli in carbonio, come l’alettone e gli specchietti, ed un bodykit esuberante ma senza raggiungere l’ignoranza “stile Lamborghini”. Il carbonio raggiunge pure gli interni, dove fa bella mostra di sè su numerose finiture a scacchi, che si abbinano perfettamente con i sedili in pregiatissima pelle di ben tre colori diversi. La gamma di colori è ampissima, e considerando le possibilità di personalizzazione, non ve ne saranno mai due uguali. Tutto ciò ha un prezzo, ben 338.000 euro di base, ma può facilmente raggiungere quota 400.000 con optional praticamente irrinunciabili, e mantenerla di certo non sarà economico, tra benzina che scorre a fiumi, poichè mantenere la già alta media di 15 chilometri con un litro è praticamente impossibile con un’auto del genere, e il superbollo si fa sentire, con ben 6740 euro da pagare al fisco italiano ogni anno, oltre al normale bollo. Pare evidente, quindi, che le poche che vedremo sulle strade italiane, saranno targate Montecarlo…

Fuori com’è?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Continental Supersports da noi provata si presenta subito maestosa ed aggressiva, di color oro con cofano, tetto e bagagliaio neri, combinazione di colori non esattamente sportiva, ma così eleganti e supponenti da far sentire inferiore chiunque si avvicini. Gli enormi cerchioni da 21′ potrebbero essere tranquillamente classificati come opera d’arte, così come gli spettacolari gruppi ottici posteriori. Il profilo è sinuoso, e richiama l’originale del 2003, ma la linea elegante è spezzata dallo spoiler in fibra di carbonio che svetta dal bagagliaio, forse un po’ tamarro, ma nell’insieme non stona. Il paraurti anteriore è stato modificato, con vari elementi aerodinamici in fibra di carbonio ed un bodykit che “sdoppia” le due prese d’aria laterali. Restano, ovviamente, l’enorme griglia centrale e i doppi fari tondi, caratteri identificativi di ogni Continental. Sul cofano dominano due prese d’aria per raffreddare il W12, che in base al colore scelto possono saltare subito all’occhio o passare inosservate.

Dentro com’è?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli interni sono un sapientissimo miscuglio di tradizioni ed antichità con elementi moderni e tecnologici, con anche un tocco di sportività, una sorta di Colosseo con maxischermo e tribune in carbonio. Il classico è rappresentato dai sedili in pelle tricromatici, grigio chiaro, grigio scuro e rosso, e dalla strumentazione analogica, il moderno dallo schermo di infotainment con ovviamente il navigatore, e lo sportivo dalle finiture a scacchi in fibra di carbonio. Dire che i sedili siano comodi appare scontato ed ovvio, quindi non lo diremo. Lo abbiamo detto? Ops… Vivere con una Continental Supersports è facilissimo per una coppia, ma se si aggiungono i figli meglio optare per un Bentayga, dato che raggiungere i sedili posteriori è abbastanza ostico perchè le porte sono solo due. Il bagagliaio è di dimensioni decenti, nulla di eccezionale ma per un’auto capace di tali prestazioni è gia da primato.

La prova

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra i vigneti e le campagne dei dintorni, la Continental Supersports oro e nera con targa araba stona, non è esattamente in armonia, forse era meglio sceglierla blu… In ogni caso, questa è e questa usiamo. Terminato il rituale pre-partenza, inizia il conto alla rovescia per quello che sarà il primo dei quattro giri su questa splendida pista italiana. Partenza lanciata per non causare danni alla meccanica e VIA che si parte, terza, quarta, giù tutto fino alla prima curva, terza, seconda, scodata, leggera scodata, derapata, super derapata, controsterzo, controsterzo, prato, ghiaia. Okay, mai dimenticarsi che pesa ben due tonnellate. Risolto il piccolo imprevisto, grazie al quale ho anche potuto testarne le abilità fuoristradistiche, anche se non era necessario, si riparte e già so riassumervi il suo comportamento. Il motore sprigiona una coppia spaventosa, non smette mai di accelerare, e la ripresa fulminea è garantita, anche se si usa una marcia di troppo per evitare di tornare nella ghiaia. I freni sono un capolavoro, riescono a fermare tutta questa enorme mole in breve spazio anche ad alte velocità, cosa non affatto scontata, mentre l’unica pecca è lo sterzo, che non è incisivo quanto speravo e a volte fa uscire di traiettoria, senza però risultare sgradevole. Nel complesso però il portamento è molto buono per essere una berlina di lusso con un motore esagerato sotto, non è né una muscle car né una M5, ma una via di mezzo molto molto apprezzabile, grazie anche al telaio Torque Vectoring che si sente molto bene nelle due “S” che caratterizzano il Mugello. Per godersela appieno su pista è meglio disattivare i controlli, dato che così facendo entrerà in curva scodando, e restando in terza l’auto non si intraverserà, ma deraperà leggermente compensando la mancanza di sterzo.

Meglio delle sue rivali?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Continental Supersports non ha un gran numero di rivali, essendo più unica che rara, ma possiamo vedere la BMW M5, l’Audi RS6 e la Mercedes E63 AMG come possibili rivali, nonostante costino un terzo. La differenza di prezzo quanto a piacere di guida non è giustificata, ma se si cerca qualcosa che si faccia notare dovunque e che tra 10 anni varrà ancora una montagna di soldi, la Bentley vince irrimediabilmente. Una rivale più stretta è la Porsche Panamera 4s, che costa circa 100 mila euro in meno, si guida in modo simile ma non fa la stessa spettacolare figura per strada. Per 400 mila euro si possono acquistare tante altre automobili, come una Aventador o una Ferrari 812, ma rispetto alla Continental sono meno vivibili e decisamente pià scomode e votate alla pista. Se quindi si ha a disposizione un tale budget, e non si abita a 20 chilometri da un bel circuito, la Continental Supersports è il miglior modo per investirlo.

Il circuito

Noi di Yuk4woo abbiamo scelto di utilizzare come circuito per testare le automobili l’Autodromo Internazionale del Mugello, situato nel minuscolo comune rurale di Scarperia e San Piero nella campagna toscana in provincia di Firenze. D’ora in poi sarà quindi il nostro punto di riferimento. La Bentley Continental Supersports segna un tempo al Mugello di 2:19.866. Si piazza quindi nella nostra tabella Power Laps tra la Lotus Exige S e la BMW i8, e considerata la mole, è un tempo che mostra quanto sia ben fatta questa berlina.

 

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Autore dell'articolo: Yuk4woo

Salve a tutti sono Yuk4woo e questo è il mio blog a quattro ruote.

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