Che fine hanno fatto le supercar di 15 anni fa? Scopriamo i loro alterni destini.

Nel 2004 è avvenuto un vero e proprio boom di supercar, causato innanzitutto dalla ripresa dell’economia dopo la crisi degli anni precedenti. In quel periodo, migliaia di imprenditori, attori, cantanti e semplici evasori fiscali acquistarono una di queste nuove supercar, le prime guidabili anche su strada senza scendere a compromessi, facendo sì che ogni Casa vendesse moltissimi esemplari delle proprie vetture, e ciò causò anche la nascita di nuovi produttori o tuner, per far sì che la propria auto diventasse unica rispetto a tutte le altre simili circolanti. Ma proprio questa straproduzione è diventata il punto debole di molte di queste auto, causandone un crollo del valore. Vediamo quale è stato il destino delle varie supercar dell’epoca, e quale sarà negli anni a venire.

Aston Martin V8 Vantage

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: Alexandre Prévot, da Nancy, Francia, tramite Wikimedia Commons

L’Aston Martin Vantage nasce come alternativa elegante alla Lamborghini Gallardo, e da subito questo V8 da 385 cavalli inizia a popolare i parcheggi di golf club ed i garage delle ville di anziani gentiluomini, nei quali lo stile raffinato si trova pienamente a suo agio. Il prezzo era abbastanza ridotto, rispetto alla media delle supercar attuali, si aggirava attorno alla cifra dei 110.000 €, e anche questo ne ha facilitato la diffusione. Forse non è la supercar più eccitante da guidare, ma per sfilare sul lungomare è perfetta, specie in versione roadster.

Oggigiorno, la Vantage ha perso circa metà del suo valore iniziale. Il design, modernissimo per l’epoca, è invecchiato anche abbastanza precocemente, il motore è troppo poco potente rispetto alle rivali e pare rispetti pure la tradizione delle auto inglesi di essere poco affidabili. Per questo motivo, se ne trovano a partire da poco al di sopra dei 40 mila euro, il prezzo di un’attuale Volkswagen Sharan. Ma come alternativa ad un’Audi A4 nuova, non è da scartare del tutto, perchè mantenerla costa meno rispetto alle rivali, e ciò probabilmente ne manterrà costante il valore, o almeno eviterà di svuotarvi le tasche, mentre girate attirando verso di voi l’attenzione di ragazzi, curiosi e anche carspotter.

Audi RS6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: The Car Spy, tramite Wikimedia Commons

Nata come automobile più sportiva del marchio Audi, la RS6 coniuga perfettamente prestazioni e sfruttabilità quotidiana, con una berlina potente e cattiva, che dietro le linee discrete nasconde un V8 da 450 cavalli che bruciava al semaforo le 911, lasciando attoniti i proprietari. Non è esattamente un’auto per farsi notare, a meno che non si decida di migliorare l’atmosfera facendo ruggire entrambi gli enormi scarichi.

L’immagine della RS6 è stata danneggiata dalla presenza massiccia di copie basate su economiche Audi A6 che spopolano un po’ovunque, e l’invecchiamento dello stile, caratteristica di ogni Audi usata, ha girato il dito nella piaga, assieme al temutissimo superbollo. Si trovano RS6 usate a partire dai 17 mila euro, ma l’offerta è ampia e il rischio lo è altrettanto, e difatti è difficile trovare un esemplare originale, o tantomeno in condizion decenti, meglio rivolgersi a specialisti. Quasi tutti gli esemplari in vendita hanno percorso tantissimi chilometri, e nonostante la qualità dell’auto sia indubbia, ciò potrebbe aver trasformato potenti berline mangiachilometri in calvari costosi. Ma è possibile anche riuscire ad entrare in possesso di RS6 che hanno ancora molto da dare.

BMW M5

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: The Car Spy, tramite Wikimedia Commons

La BMW M5 del 2004 è, senza ombra di dubbio, la miglior berlina sportiva mai creata. L’enorme V10 da 507 cavalli di potenza è rinchiuso in una carrozzeria abbastanza discreta, ma riusciva ugualmente ad avere performance in pista pari a quelle di una supercar. Con uno 0-100 in 4.5 secondi, ed una velocità massima che, se non fosse limitata, supererebbe i 300 chilometri orari, ha reso inutili le supercar, dimostrando che si può correre sull’Autobahn portandosi dietro i bagagli di un’intera famiglia.

Questo monumento di ingegneria si trova sul mercato a prezzi molto variabili, in base alle condizioni, ed una media di tali prezzi è 23.500 euro, cifra ridicola considerando che sotto il cofano dell’auto che acquistate al prezzo di una Seat Leon si celi un V10 aspirato, che, considerate le tendenze a ricorrere a motori piccoli e turbocompressi, diverà sempre più raro. Meglio approfittare di questo momento in cui i prezzi sono bassi, per poter poi guardare una moderna Ford GT in pista pensando “ho ben 4 cilindri in più di lui”. E per ricordare a tutti che motore grosso non significa per forza muscle car.

Corvette C6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine:  Alexander Z, tramite Wikimedia Commons.  GFDL: (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)

La Corvette C6 nasce come non-muscle car americana, erede della C5 (chi lo avrebbe mai detto) e seguita dalla C7 (senza aver bisogno di troppa fantasia). Da subito si afferma oltreoceano come supercar a stelle e strisce per poter portare la filosofia muscle car in pista, cosa che le riesce bene. Lo stile attira tutti gli sguardi, e se è di colore rosso, viene scambiata per una Ferrari, ed è per questo che va presa con due strisce che attraversino cofano e tetto. L’enorme V8 da ben 6 mila litri e 400 cavalli interagisce bene con il corpo agile e leggero, creando uno squisito cocktail.

Lo stile della Corvette C6, nonostante sia già uscita un’altra generazione, non risulta particolarmente invecchiato, ma restra altresì aggressivo e minaccioso, ma nonostante questo il prezzo è calato di molto rispetto all’iniziale listino a partire da 75 mila euro. Un esemplare in buone condizioni si può trovare a partire dai 28 mila euro per quanto riguarda la versione base, e a quella cifra esiste davvero poco di meglio da acquistare, e di sicuro nulla di altrettanto vistoso ed ignorante.

Dodge Viper SRT-10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: Viperengineer, tramite Wikimedia Commons

Nemica giurata della Corvette C6, la Dodge Viper ne riprende il concetto di motore enorme in un corpo da supercar, ma focalizzandosi più sul motore che sul telaio, creando una vera e propria muscle car. Il motore è infatti di dimensioni spaventose, ben 8.3 litri, uno dei motori più grandi mai montato su un’auto di serie. Nel 2003 è arrivata la versione roadster, che è per molto tempo rimasta l’unica versione disponibile, mentre la coupé è arrivata nel 2006.

Una Viper nuova costava 100.000 euro, prezzo basso per quello che offriva, ma nonostante questo, ha avuto tanto successo negli States e poco in Europa, causa consumi elevati e difficoltà di guida. Ciò l’ha resa molto più rara della rivale Corvette C6, e ha fatto sì che tutt’oggi per acquistare una Viper di 15 anni fa occorrano ben 50 mila euro, ma la maggior parte delle Viper ruotano attorno ai 60 mila euro, cifra enorme. Contando che non è prevista un’erede della Viper, il prezzo probabilmente rimarrà stabile.

Ferrari F430

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: Bernard Spragg, da Christchurch, Nuova Zelanda, tramite Wikimedia Commons

Nata nel 2004 per stendere un velo pietoso sulla precedente 360 Modena, la F430 diventa da subito la Ferrari per antonomasia, e lo resta fino all’avvento della 458 Italia. I suoi 490 cavalli, tutti purosangue italiani, scattano da fermi in 4 secondi secchi, un tempo record per l’epoca, e volendo tirare al massimo il V8 si raggiungerebbero 315 chilometri orari. Le prestazioni, quindi, erano spaventose, ed il prezzo abbastanza elevato, 172 mila euro, ma rispetto agli standard di oggi epare quasi economica. Ciò ne ha favorito un rapidissimo successo in ogni parte del pianeta, rendendola una vera e propria ambasciatrice del made in Italy. Pare destinata a non essere dimenticata in futuro.

Una Ferrari F430 oggi costa in media 78 mila euro, cifra altissima contando la vetusta età, e ciò dimostra quanto le Ferrari rispetto alle altre automobili abbiano una particolare accezione a mantenere un valore costantemente elevato nel corso della storia, grazie all’immagine, creata in un secolo di duro lavoro, e il mito che la circonda. Una Ferrari può essere considerato un ottimo investimento, ammesso che si riesca a venderla. Ma a voi la scelta, una Ferrari F430 o una Corvette per andare in pista più una RS6 per tutti i giorni?

Gumpert Apollo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: Di GUMPERT Sportwagenmanufaktur GmbH, tramite Wikimedia Commons. GFDL: (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)

Dal successo immediato di tutte queste nuove sportive, sono nate nuove Case automobilistiche. L’ex capo della divisione sportiva Audi, Ronald Gumpert, fonda l’omonima azienda e lancia sul mercato la potentissima Apollo, dotata dello stesso motore dell’Audi RS6 sopracitata, ma completamente modificato. Lo stile fa pensare ad un’auto non omologata per la strada, e invece lo è, nonostante abbia comunque delle complicazioni nell’uso quotidiano. Lo stile estremo della carrozzeria attira l’attenzione, e è talmente aerodinamica che se si raggiungessero i 270 km/h, l’auto potrebbe viaggiare anche sul soffitto. Non ha però avuto il successo sperato, e la Gumpert ha dovuto chiudere i battenti nel 2012, per poi risorgere solo nel 2018 con la concept Apollo Intensa Emozione.

Partiva da un prezzo di base di 290.000 euro, ma essendo completamente personalizzabile, sono ben pochi coloro i quali hanno speso tale cifra per ottenerla. Oggigiorno, data la rarità della vettura in questione, il prezzo oscilla attorno ai 350.000 euro di media per una versione abbastanza “base”, e ciò dimostra quanto un’auto più sia esclusiva, più mantenga il suo valore. Il prezzo è destinato solo a salire, contando che grazie alla sua difficoltà di guida, ne esistono sempre meno intatte.

Lamborghini Gallardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: Alexandre Prévot, da Nancy, Francia, tramite Wikimedia Commons

La Lamborghini Gallardo nasce per umiliare e far dimenticare la Ferrari 360 Modena, ridicolizzandola con uno stile ben più accattivante e prestazioni migliori. Possiamo definirla la cugina di campagna della Ferrari F430, essendo simile per prestazioni, ma estremamente più rozza e grezza, quasi esagerata, e mentre le Ferrari erano vendute di colore rosso, grigio o nero, le Gallardo spopolavano nei colori più bizzarri ed accesi, arancione, verde lime e giallo limone. Fin da subito si afferma come l’auto di cantanti, attori e personaggi che volevano farsi notare, mentre la sua rivale del Cavallino era più dedicata ad imprenditori.

Partiva da un prezzo di listino elevato, quasi identico a quello della Ferrari F430, ma ha mantenuto il valore un po’ meglio, restando compresa come prezzi tra 85 e 100.000 euro, nonostante le linee invecchiate male, forse perchè troppo spigolose, al punto da non essere più così particolarmente attraente. Forse, proprio per questo motivo, il prezzo inizierà entro breve a scendere, raggiungendo presto limiti anche di 70.000 euro, e resterà lì fino a quando non diventerà una classica.

Maserati GranSport

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: Raj Taneja, da Vancouver, Canada, tramite Wikimedia Commons

La cugina moderata della F430, la Maserati GranSport, popola le strade dal 2004 con le sue linee retrò già per l’epoca in cui è stata lanciata, condivideva con essa il motore e varie componenti meccaniche, ma si distingueva per una minore accezione alla sportività, prediligendo un passeggio chiassoso. Le Maserati, infatti, sono note per essere le più rumorose tra tutte le automobili, e la GranSport non è da meno, e lascia cantare in coro tutti e 400 i suoi cavalli.

L’auto, a causa del design retrò, appare più vecchia di quello che realmente è, e non si fa particolarmente notare rispetto alle sue coscritte. Per questo motivo, il prezzo di quest’auto, che partiva da più di 100 mila euro, oggigiorno tocca quota 35 mila, come media, ma se ne trovano anche a meno, in condizioni non perfette. Il prezzo è basso per un’auto di tale calibro, ma con soli 5 mila euro in più, si porta a casa una Maserati GranTurismo del 2010, e probabilmente ciò causerà un declino del prezzo di questa piacevole sportiva.

Mercedes SL 65 AMG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: JanST, tramite Wikimedia Commons

La lussuosa e potente SL 65 AMG appare nei listini Mercedes per contrastare il rapido successo della Aston Martin Vantage, rivolta alla stessa fascia di clienti, e per arricchire la gamma di SL in listino, affiancandosi alla SL 55, meno potente. Riscuote un notevole successo, come la maggior parte delle sue rivali, anche se rimane molto meno venduta rispetto alle versioni meno estreme, limitandosi a diventare un’auto di nicchia. Il V12 biturbo da ben 612 cavalli risultava eccessivo per anziani uomini d’affari, ma si afferma invece tra i giovani più intraprendenti.

Trovarne una oggi non è semplice, perchè il prezzo rispetto a quello da nuova è letteralmente crollato, dai 214 mila euro di listino, è arrivata in breve tempo a toccare quota 55-60 mila, perdendo più di due terzi del valore. Le colpe sono principalmente da attribuire al superbollo, che per un’auto con 612 cavalli è un vero e proprio incubo, e come sempre nel caso di vetture di questo tipo, alla diffusione di versioni meno pregiate che circolano in condizioni malmesse, danneggiando l’immagine della serie SL intera. Per un tale prezzo, portare a casa un V12 è praticamente un furto.

Porsche 911 (997)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: Di chen chin, da taipei~tokyo, taiwan~japanducktail964 (997Flickr), tramite Wikimedia Commons.

Assieme a questa ondata di nuove supercar, si rinnova pure la 911, con l’arrivo della nuova serie denominata 997, che riprende il design classico della Porsche del passato, senza stravolgerne la sostanza. Come ogni serie di 911, anche questa ottiene subito un enorme successo, diventando subito l’auto sportiva per chi non ama guidare, ma non vuole sfigurare al club del golf locale. Ne esistevano molte versioni, Turbo, cabriolet, GT2 RS, GT3, che hanno avuto tutte successo, ma destini alterni.

La Porsche 997 si trova usata a circa 34 mila euro di media, cifra bassa per un’auto che ne costava più di 100.000, ma se ci si illude di attirare l’attenzione della gente con una 911, ci si sbaglia di grosso. Per quello, servono le versioni più spinte, come la Turbo, che però parte da 65 mila euro usata in condizioni accettabili. Ottima se si cerca una sportiva a basso prezzo, ma non pensiate di andarci ad un Cars&Coffee.

Spyker C8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: di Tom Hipster da Miami Beach, Germania, tramite Wikimedia Commons

Un piccolo Atelier olandese, nato nel 2000, risponde alla Mercedes SL 65 con una spyder incredibilmente curata ed elegante, con un pizzico di sportvità dato dai ben 525 cavalli di potenza racchiusi in un motore biturbo di derivazione Audi. La tiratura non è limitata, ma l’elevato prezzo di partenza, 230.000 euro, e la lunghezza del procedimento costruttivo, hanno fatto sì che di Spyer ne siano uscite veramente pochissime dallo stabilimento.

Trovare una Spyker C8 usata è molto difficile, bisogna entrare nel club di chi acquista e vende auto per investimento, dove Spyker C8 sono vendute ad un valore di circa 335.000 euro. Il prezzo, quindi, è salito rispetto a quello di listino, ma ciò non ha giovato alla Casa, che ha dovuto chiudere i battenti nel 2015. La C8 si rivela quindi un’ottima auto-investimento, ma guidabile tutti i giorni senza problemi.

TVR Sagaris

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: di Supermac1961, da Chafford Hundred, Regno Unito, tramite Wikimedia Commons

La TVR Sagaris è l’alternativa artigianale e spartana a tutte queste nuove supercar, nata per attirare l’attenzione di chi ama realmente la guida, soprattutto su pista, e può permettersi di spendere più di 100.000 euro per un’auto. La nicchia a cui si rivolgeva era quindi strettissima, dato che anche la F430 era un’auto godibile in pista, e ciò fu uno dei maggiori fattori che ne determinarono lo scarso successo. L’altro fattore è probabilmente dato dall’assenza di airbag e aiuti alla guida di ogni tipo, cosa che atterriva i più.

La Sagaris oggi è diventata abbastanza sconosciuta, causa lo scarso successo, e trovarne una usata è difficile, quasi più che trovare una Spyker. Sui siti tradizionali, come Autoscout 24, non se ne trovano, e anche in questo caso conviene rivolgersi ai circuiti specializzati, dove una Sagaris si può trovare a circa 70 mila sterline, e cioè 75 mila sterline. Aggiungendo i prezzi di importazione e trasporto, una Sagaris oggi costa 80 mila euro. Il valore sembra restare stabile.

 

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Autore dell'articolo: Yuk4woo

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