Yuk4woo stories: Aston Martin One-77. Storia e caratteristiche della hypercar più lussuosa.

Il lusso è un concetto relativo. Per un bambino brasiliano che vive in una favela, un paio di scarpe da calcio sono “lusso”. Per un occidentale, un ristorante particolarmente rifinito o una casa di grandi dimensioni sono “lusso”. Si tratta quindi di un concetto indefinibile in modo oggettivo, limitato alle esperienze ed alla condizione sociale del singolo individuo. A voler dare una vera e propria definizione alla parola “lusso”, possiamo dire che sia tutto ciò che una persona può permettersi mentre un’altra no. Una questione che nasce dalla preistoria, in cui l’uomo più forte del gruppo poteva sfoggiare una statuetta di argilla, oggetto completamente inutile, anzi quasi un impiccio, ma che veniva osannato ed invidiato dai coetanei proprio perchè il tempo e le risorse richieste per produrlo a loro mancavano. Anche oggi fondamentalmente tutto ciò che è lussuoso è anche inutile, ma al tempo stesso dà soddisfazione a chi può permetterselo.

Il lusso fin da subito è stato coniugato all’automobile, anzi, possiamo dire che l’automobile sia proprio nata come sinonimo stesso di “lusso”. Per un signorotto di inizio ‘900, poter viaggiare a bordo di un’automobile era “lusso”. I contadini, mentre spingevano le loro carriole, lo invidiavano, mentre quando sempre più persone hanno iniziato a potersi permettere un’auto, le Case hanno dovuto agire di conseguenza, creando distinzioni nette tra le automobili prodotte. Oggigiorno, esistono diverse Case che producono automobili “di lusso”, ed ognuna si applica al concetto esprimendolo in modo proprio. Rolls Royce riprende il concetto delle prime automobili, quello di apparire così maestose, perfette e regali, da far sentire chi sta intorno “inferiore”, Bentley riprende il medesimo concetto, ma in chiave più “terrestre”. La Bentley la guida il proprietario, la Rolls l’autista. Audi, BMW e Mercedes hanno un altro concetto di lusso, più moderno e modaiolo, con linee nette e moderne che invecchiano subito, correndo sempre dietro alle mode del momento. Ma è lusso pure quello. Ferrari prende il lusso e lo reinterpreta in chiave sportivamente elegante, Lamborghini punta molto di più su apparenza ed ignoranza, e sempre lusso può essere considerato. E poi c’è Aston Martin, una sorta di Ferrari che beve il tè delle 5, più ingentilita e raffinata, dalle linee che strizzano l’occhio al passato e non sfigurerebbero in un club di golf per anziani signori. Dalla la corsa alle hypercar, che dalla McLaren F1 è partita in modo inarrestabile, neanche Aston Martin poteva uscire immune. Ma ha risolto il problema a modo suo, creando l’unica hypercar lussuosa e anche la più esclusiva di tutte, la One-77.

Cosa c’è sotto?

Sotto il lungo cofano romba un enorme V12 aspirato di 7300 centimetri cubi, capace di sprigionare 750 CV e 750 Nm di coppia, valori non da poco per un’auto del 2009. Questo salotto a reazione scatta da 0 a 100 in soli 3.7 secondi, e può raggiungere la proibitiva velocità massima di 354 km/h. La tecnologia non è molto invasiva, e oltre ai classici sistemi di assistenza alla guida è presente nel cambio a sei marce automatizzato, disponibile anche automatico. Le statistiche possono non sembrare granché, ma sfido chiunque a dire che la One-77 sia un’auto da pista.

Perchè la ricordiamo?

La One-77 è una delle autovetture più lussuose ed esclusive mai uscite da uno stabilimento. Ne sono stati prodotti 77 esemplari, come suggerisce il titolo, e per mantenerne l’esclusività è stato impedito ai giornalisti di guidarne una prima che venissero vendute tutte, e anche una volta terminata la produzione, non sono stati concessi test ufficiali. La rivista inglese Top Gear, pur di poterne provare una, ha dovuto recarsi in Arabia Saudita da un commerciante di auto esotiche. Le linee elegantissime e la maniacale cura dei minimi dettagli la rendono un Riva Acquarama a quattro ruote, e basta la presenza per ingentilire ogni ambiente. L’interno, in piacevole stile retrò abbinato ad elementi all’avanguardia, ricorda quasi il cockipt di un jet privato, peccato solo per l’orrendo volante, dal design non retrò, obsoleto. Esternamente è paragonabile ad una statua greca, da ogni lato in cui la si ammira, è bella, affascina e mozza il fiato. Il retro è caratterizzato dallo stile dei fari posteriori, che formano una bellissima striscia continua di neon, di lato colpiscono la forma affusolata e morbida del corpo vettura e l’enorme presa d’aria sul fianco, mentre di fronte si resta impressionati dalla regalità dell’enorme calandra, che ha ispirato tutti i modelli di Aston a venire, ma anche l’intera gamma Ford. Le doti su pista dell’auto non sono mai state esaltate particolarmente, come è ovvio che sia, dato che non è certo fatta per correre, anche se un giretto su circuito lo farebbe volentieri. Senza derapare, ovviamente, è un’auto perbene, il fumo di pneumatici non le si addice.

Che ne sarà di lei?

Oggi esistono ancora 76 Aston Martin One-77, di cui una appartenente al distretto di polizia di Dubai, almeno in teoria, dato che è molto improbabile che venga usata. La stragrande maggioranza di One-77 sono parcheggiate in grandi garage di magnati dai gusti raffinati, complici la non spiccata piacevolezza di guida ed il cambio automatico criticato fortemente, e giacciono, perfette ed imperturbabili, con il V12 che come un cane scodinzolante chiede di essere portato fuori. Ma anche da ferma, quest’auto resta arte. I bassi numeri di produzione hanno fatto sì che il suo valore sia lievitato non appena tutte e 77 sono state consegnate ai loro proprietari, e ora il valore parte da 2 milioni di euro, cifra che lievita quotidianamente. La One-77 da hypercar di lusso si è quindi trasformata nell’investimento di intraprendenti milionari in cerca di profitto, destino crudele, ma che colpisce solo le migliori auto mai prodotte. E questa lo è.

Crediti fotografici
Di Ben (aston martin one-77) [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
Di Ed Callow (https://www.flickr.com/photos/ejcallow/4589440686/) [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
Di Ed Callow [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
Di Ben (one-77 details) [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
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Autore dell'articolo: Yuk4woo

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